lunedì 30 settembre 2013

C'è un'Italia...

... e ci sono tanti Italiani che, talvolta semplicemente cercando di non farsi sopraffare, tal'altra dovendo proprio lottarci, operano a adispetto della disastrosa situazione generale nella quale il Paese pare sempre in procinto di soccombere.
Ieri ne ho visto i frutti... e sono una consolazione.
Ieri, in un classico Paesino di montagna dove. fortunatamente, l'essenziale ha ancora un senso, si sono festeggiati i 10 anni di presenza di una ztrfuttura di accoglienza per persone in difficoltà: il Centro "don Onelio", sede carnica della Comunità Piergiorgio onlus.
La giornata, dunque, è stata di festeggiamento, di memoria e di ringraziamento.
Festeggiamento di una "prima tappa", come ha detto la direttrice del Centro chiedendo a tutti i presenti "non lasciateci!"
Memoria si un vero e proprio "profeta", capace di dare l'avvio ad un'opera imponenete proprio nel momento di maggiore difficoltà personale, colpito lui stesso da sclerosi multipla che gli imprigiona il corpo nella paralisi propressiva ma non diminuisce la sua capacità di sognare un futuro migliore per tutti.
Un profeta capace di scuotere la coscienza delle persone che lo hanno conosciuto e di imprimere nel loro cuore il segni dell'amore che si realizza solo donandosi.
Ringraziamento alla Comunità di Caneva che, nella semplicità del quotidiano, ha accolto gli ospiti della Casa don Onelio e si è fatta loro "prossimo" e fratello nella Fede.
Giornate così sono una benedizione... e sono felice di averla vissuta con queste persone, con questi amici.

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domenica 15 settembre 2013

Un po' l'uno, un po' l'altro

Due fratelli. 
Il primo, forse succube del luogo comune del fratello maggiore, si comporta come i genitori si aspettano: giudizioso, collaborativo, disponibile...
Il secondo si comporta da fratello minore: amicone, giocherellone, presumibilmente affettuoso ma forse superficiale...
Indipendentemente dalla "posizione" nella scaletta di ingresso nel nucleo familiare, credo che tutti siamo stati un po' l'uno, un po' l'altro. Anche i figli unici.
C'è un'età nella quale siamo stati molto concentrati su noi stessi e sui nostri diritti. Chi non avrebbe voluto avere tutto ciò che gli "spettava" per goderselo da giovane invece che aspettare, magari dovendo adattarsi a qualche rinuncia, un futuro non ben posizionabile?
In tutte le età, invece, abbiamo sentito di essere trascurati e abbiamo provato il morso della gelosia per l'amore che vedevamo riversare su un fratello o, comunque, un'altra persona che, nella nostra percezione, era dunque complice di un furto che noi subivamo e del quale dovevamo anche essere testimoni.
Questi sono i pensieri ispirati dal Vangelo odierno, quello famosissimo del "Figlio prodigo"... che poi quale bimbo capiva che significava 'sto prodigo?
Bene ha fatto la Chiesa a cominciare a definire questa Parabola con un altro nome: Parabola del Padre Misericordioso.
E proprio il Padre riesce a rendere accettabili i difetti di entrambi i figli, mettendoli entrambi sullo stesso piano. Un piano di assoluta uguaglianza, quello dell'Amore.
Il Padre non manifesta nè il dolore per il comportamento del figlio che manifesta le sue pretese e, ottenuto ciò che voleva, se ne va nè la delusione davanti alla durezza dell'altro figlio che gli rinfaccia la sua obbedienza rivelando lo sfondo egoistico del suo rimanere.
Egli si alza, per entrambi, e va loro incontro ai due figli di cui aspettava il ritorno, non importa da quanto lontano, guardando fuori dalla finestra... e fuori da se stesso.
Questo Padre è Dio... un padre con la tenerezza di una madre. E questo, soprattutto ora che abbiamo un Pastore che ce lo ripete spesso, Francesco, rende molte cose più accettabili.


Oggi il Santo Padre nella preghiera dell'Angelus ha usato un termine "gioiosa" e, ancora una volta, mi ha sorpresa perchè avevo appena raccontato ad una mia nuova amica un episodio che amo ricordare.
Quando i miei figli erano piccoli avevamo l'abitudine di andare ogni sera alla Santa Messa.
Questa cosa aveva fatto sì che le (poche) persone che la frequentavano si fossero molto affezionate loro e avessero preso a voler bene anche a me. In conseguenza del bel clima che respiravamo durante questo appuntamento quotidiano ci fermavamo spesso a chiacchierare sul Sagrato, raccontandoci episodi della quotidianità e ridendo e sorridendo assieme.
Un giorno una delle signore che formavano il gruppo, una dolcissima signora di nome Eufemia, mi disse: "Ti capiterà certamente che qualcuno, con l'intento di offenderti, ti darà della matta perchè sei sempre pronta a sorridere. Non ascoltarli. Tu non sei matta, sei gioiosa."
Cara Eufemia! Quanto mi sono aggrappata a queste parole quando davvero qualcuno mi ha ferita con questo giudizio....

STAIT ATÊNZ…

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Quindi, se pensate di passare di qua per scrivere "spiritosaggini" a ruota libera, ve ne assumerete anche le eventuali conseguenze. Per parte mia, mi riterrò libera di intervenire se rileverò che si siano superati i limiti dettati dall'educazione e dal rispetto della dignità riconosciuta alle persone... TUTTE!
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Sa ti va ben cussì bón… sennò piês par te!!! …tu pós ancje šindilâti: prat denant e selve daûr…

Stiamo insieme da...

Dicevi??? ^-^

37 grazie x 22 PREMI!!!

Sira degli Oedv Presiùs

Sira degli Oedv Presiùs
Grazie Cri!!!

Embè...

Embè...
Piuma nel Vento ringrazia OEdV!

Già! ... anche...

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Ma certo che NO!!!