martedì 15 dicembre 2009

Mutans Evae nomen...

Da stasera, per nove sere consecutive, nelle chiese del Friuli, i Fedeli si uniranno, fra loro e, idealmente, con i predecessori che hanno tramandato loro questa tradizione, nel canto del "Missus..."
Si tratta delle parole del Vangelo di Luca riguardo all'Annunciazione a Maria, umile ragazzina ebraica, del suo "ruolo" nella realizzazione delle profezie bibliche:
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emanuele, che significa "Dio con noi".
A parte il fatto che questa tradizione della Novena del Santo Natale mi è molto cara, mi consolerò a cantare un testo al quale (e per fortuna!, dico io) non è stato messo mano.
Cosa che invece, immagino anche con ottime ragioni, è stato fatto sulle traduzioni dei Vangeli.
Senza voler polemizzare con la scelta di cambiare alcune parole solo per renderle più vicine al modo di parlare corrente (esempio recente il Vangelo della seconda domenica di Avvento: ascoltavo Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare... e dentro di me lo citavo Nell'anno decimo quinto... senza ravvedere l'urgenza della variazione), confesso che non mi piace la nuova versione del brano in questione con la sostituzione del saluto "Ave" con un "Rallegrati"...
Perchè?
Grandi Padri della Chiesa hanno letto nel saluto dell'Angelo una sorta di rivalutazione del ruolo della donna nella storia dell'umanità e della salvezza.
Dalla donna della tentazione EVA alla donna concepita senza peccato e appellata con AVE... un gioco di lettere per comporre ben più che una parola.
E io stamattina camminavo di buon passo verso il luogo di lavoro cantando (nemmeno troppo sottovoce)
Ave maris Stella
Dei Mater alma
Atque semper virgo
Felix caeli porta

Sumens illud ave
Gabrielis ore
Funda nos in pace
Mutans Evae nomen

Ave, stella del mare, Eccelsa madre di Dio e sempre Vergine, felice porta del cielo.Accogliendo quell'"Ave"dalla bocca di Gabriele,donaci la pace, mutando la fama di Eva.

mercoledì 9 dicembre 2009

La decorazione più preziosa

Credo che non sia solo un'impressione mia l'idea che i "fruitori" più favoriti del Natale sono i bambini.
E il bambino che abita ancora dentro l'animo di ciscuno di noi...
Così ogni anno, e ogni anno di più, il mio affiora e mi lascia commuovere nel ricordo degli anni che abbiamo trascorso insieme.
E dei presepi che abbiamo allestito e degli alberi di Natale che abbiamo addobbato.
Già solo il decidere di andare in solaio a prendere le scatole contenenti l'occorrente è un rewind.
Quando eravamo bambine, noi 4 sorelle "da Moke", l'incanto cominciava con il profumo dell'albero appena tagliato (chè ai tempi della mia infanzia lo si poteva liberamente tagliare), dopo che magari lo avevamo addocchiato già mesi prima e lo avevamo con largo anticipo eletto a nostro.
Poi si partiva tutte assieme a raccogliere il muscio e, facendolo, si intavano già le canzoncine natalizie.
E una sera compresa fra l'8 e il 13 dicembre (così era la nostra tadizione), dopo che mamma e papà erano andati a letto, ci spartivamo i compiti.
Una tagliava il filo della giusta misura, una porgeva la pallina, una infilava il filo e faceva il primo nodo e Mia, sorella maggiore e anima del gruppetto, la legava ai rami del pino.
A seguire si passava all'allestimento del Presepe e si lavorava di muschio, radici d'albero, carta stagnola, farina bianca e cotone per preparare un'ambientazione degna dell'evento che doveva rappresentare... e della magia del Natale che doveva evocare.
Negli stessi giorni il papà allestiva anche il Presepe all'interno della nostra Chiesetta di paese e io lo seguivo nel ripostiglio della Sagrestia e assistevo a ciò che consideravo un vero e proprio rito, ammantandolo anche di una certa sacralità: il recupero, fra arredi vari, delle grandi statue in legno dei protagonisti principali. Papà mi affidava Gesù e io lo tenevo in braccio come fosse un bimbo vero e lo cullavo e lo baciavo sulle guanciotte mentre gli canticchiavo una qualche filastrocca a mo' di ninna nanna...
Questo durante l'infanzia...
Da mamma ho lasciato che miei figli dessero la loro impronta al Presepe. E ancora ne parliamo sorridendo. Avevamo l'ardire di porre nel Presepe, in processione per portare il proprio omaggio al Divin Bambino, ogni sorta di animale o pseudo-ominide, di origine reale o fantasiosa, della categoria "giocattoli".
Indimenticabile un cavallo Furia più grande della capanna. O il tirannosauro di gomma azzurrognola che chiamavamo Dragoberto e non mancava mai di presenziare. E che dire di He man e gli altri "dominatori dell'universo"?
Passata anche l'infanzia dei figli, abbiamo optato per una capanna con carillon da tenere in cucina (la stanza maggiormente abitata) e un albero (rigorosamente sintetico) in salotto, dietro la porta chiusa per evitare le arrampicate selvagge di Momore che poi scappava trascinandosi dietro le decorazioni.

Anche questo Natale opteremo per questa scelta... ma il piccolo presepe ci parrà vuoto perchè mancherà la nostra decorazione più pregiata.

domenica 6 dicembre 2009

La pazienza e la gioia

Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: “Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano dritti; i luoghi impervi spianati. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Davvero una delle qualità più peculiari di Dio Padre dev'essere la pazienza...Siamo di nuovo in cammino verso il Santo Natale, terribilmente bisognosi di credere che l'Incarnazione sia anche per noi promessa di salvezza e di eternità, ma ci siamo fatti trovare nelle stesse situazione di sempre: impreparati, con l'animo stropicciato e pieno di pieghe di rancore, maldicenza, invidia, indifferenza.
Non avremmo molte speranze se non fosse Lui stesso a darcene una: Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Io ci credo... e se non fosse così sarei la creatura più infelice che si possa immaginare perchè con le mie sole forze riesco a fare ben poco... voglio fare ben poco.



mercoledì 2 dicembre 2009

C'è posto?

Scrivo questo post appena dopo aver ascoltato la notizia di un'ennesima morte crudele e disumana. Una notizia che si aggancia e si intreccia ai pensieri di questi ultimi giorni e del percorso verso il Santo Natale.
Forse saranno pensieri disarmonici e poco ortodossi... ma questi mi si affacciano alla mente e di questi racconto.
Un primo aspetto è il fatto che mi sono ritrovata, quasi all'improvviso, ad essere quasi una "gattara", e ne sorridevamo anche ieri sera con Mamitgatta.
Così non mi riesce di poter vedere un animale, men che meno un cucciolo, senza che mi sorga in cuore la voglia di sapere che ha chi si cura di lui. Eventualmente per fare quanto mi è possibile perchè stia meglio.


A parte i 4 monelli che mi son messa in casa, ho una famigliola di mici che chiamo outdoor, ai quali fornisco pappa e cuccia asciutta e pulita. E parole di affetto sperando un giorno di poterli anche accarezzare. Ma senza forzarli e con lo scrupolo che, una volta che imparassero a fidarsi dell'uomo, sarebbero ancor più in pericolo di quanto già siano nella loro condizione di randagi.


Il secondo aspetto è legato a una famiglia che era essa stessa "randagia" tanto che il loro bambino è nato in terra straniera e talmente inospitale da costringerli in una stalla.
Una nascita, peraltro, non esattamente usuale, visto che il bambino era (è) il Figlio di Dio.
Una nascita che è il primo passo di un percorso che interessa tutti e ciascuno di noi. Ne va della nostra salvezza... ovviamente nel rispetto di chi ci crede e di chi non ci crede.
Così, a distanza di 2009 (accontentandoci dell'errata datazione su cui si basa il nostro calendario) questa nascita continua ad essere punto di partenza e punto di arrivo della nostra vita.
O forse dovrebbe esserlo... perchè proprio nella nostra cattolicissima Italia che si indigna con una sentenza che dichiara che, essendo la scuola pubblica laica per definizione, il crocifisso appesa alla parete delle sue aule non è opportuno... tanto più in una società che , volente o nolente, corre con ali ai piedi verso la multietnicità e la multiculturalità... proprio nel nostro Paese... parlare di Bianco Natale assume ben altra accezione e dipinge ben altri scenari...
O forse no! Se è vero, come è vero, che anche Maria, o Miryam o Mariam, era una ragazza "irregolare". Una per la quale "Non c'era posto per loro nell'albergo" (Lc. 2,7)
E di conseguenza per suo Figlio.
Però, quando difendiamo il crocifisso augurando la morte a chi lo vuole staccare... quando ci sentiamo così a posto nelle nostre chiese riscaldate e rese scrigni preziosi per la presenza di tante opere d'Arte... quando ci allunghiamo la mano e sorridendo ci auguriamo vicendevolmente "Pace" o "Buon Natale"... quando poniamo il Santo Bambinello nella mangiatoia davanti alla sua mamma e un nodo di commozione ci stringe la gola... un accenno di vergogna dovremmo provarlo...

La stessa che ho provato poco fa ascoltando il giornalista televisivo che raccontava di "Una bambina cinese di undici anni è morta all'alba di mercoledi 2 dicembre in seguito ad esalazioni tossiche. La mamma con la piccola in braccio avvolta da una coperta è stata soccorsa alle 7 di mercoledì 2 dicembre sul ciglio della strada da un automobilista attratto dalle grida disperate della mamma. La piccola viveva a Corridonia con i genitori che lavoravano in un tomaificio clandestino ricavato da un casolare della zona".

Come dice il mio amico ComiComiX "Buon tutto"....

domenica 29 novembre 2009

Segni

Il brano del Vangelo di Luca che ci introduce nel Tempo dell'Attesa della Venuta del nostro Salvatore, è uno dei brani che meglio si prestano alla volontà di inquietare di molti predicatori o pseudo tali.

Certo leggere "Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra" può facilmente ingenerare timori e preoccupazioni in chi è sensobile all'argomento.
Per quanto mi riguarda, mi considero quanto meno vaccinata a questi approcci.
"Ho già dato", potrei dire, ricordando tutte le crisi, personali e comuni, che abbiamo affrontato nella mia famiglia di origine. Crisi che ci hanno letteralmente spaccati, alzando fra di noi steccati talmente alti da impedirci di guardarci negli occhi con gli stessi sentimenti di prima.
Non ho però sviluppato gli anticorpi alle crisi personali... e in particolare in questo periodo, nel quale arrivo alle porte dell'ingresso in questo Tempo Liturgico privilegiato tutt'altro che serena.
E ad aggiungersi ai miei problemi specifici e personali, si aggiunge la mia incapacità di dare risposte a quanto propone lo stesso Vangelo nel prosieguo "Vegliate in ogni momento pregando...".
Pregando... per l'appunto.
Ma come si può pregare veramente (cioè non solo recitare formule ben poco differenti da una semplice poesia mandata a memoria quasi per inerzia a furia di ripeterla) se i pensieri sfuggono e non si riesce a rimanere con Lui il tempo necessario per entrare in contatto?
Si può solo cercare di fare silenzio e spazio.
E lasciare che Lui ti raggiunga. E sperare che Lui ti raggiunga.
E forse la speranza è già preghiera...

sabato 21 novembre 2009

Una giornata come le altre...

Per essere il 20 novembre, il clima è decisamente mite.
Non è pensabile sprecare questo tempo, visto che le cose da fare sono sempre tante.
Mio marito è appena arrivato a casa. Questa settimana ha il turno di notte. Così durante la giornata può darmi una mano...
Cosa dite? Che di giorno dovrebbe riposarsi?
Lo so bene. Lo sa anche lui. Ma se vogliamo migliorare un po' il nostro tenore di vita, dobbiamo darci da fare. Già siamo fortunati ad avere tante cose che i nostri genitori nemmeno si sognavano...
Insomma, oggi andiamo su, in Diverdalce, a rastrellare frandei... Poi, ne porteremo a casa un po' oggi e un po' domani. Fra poco saremo in pieno inverno e dobbiamo avere predisposto tutto l'occorrente per noi e per le bestie nella stalla.
E poi, fra qualche giorno, il tempo scade...

Forse ieri ho esagerato... stamattina mi pesa alzarmi, figurarsi il pensiero di tornare su, fino in cima alla montagna, per finire di raccogliere il fogliame...
Forza, però... che bisogna accudire le bestie prima che arrivi Meni.
Ecco fatto. Per fortuna che viene mia madre per portare i secchi di latte alla latteria. Mi fa male la schiena, oggi.
Adesso bevo il caffè con mio marito, che è arrivato dal lavoro.
Ha una faccia sfinita, anche lui.
Un po' lavorare di notte è pesante, e poi farsi i 7 km con la bici sulla spalla è proprio la degna conclusione. Del resto è impensabile salire questa strada che è poco più che una mulattiera in altro modo. Già è fortunato che può sfruttare la bicicletta in discesa.
Ha detto che va da solo a raccogliere la sachere che abbiamo preparato ieri. Per fortuna!
Comunque non rimango senza far niente, di certo.
Infatti è già arrivata sera e io sono stata seduta ben poco. Praticamente solo per il tempo della visita di Taresie che è andata a Caneva, per la Madone da salut.
Tra l'altro la coniglia grigia ha scelto proprio oggi per partorire 5 piccoli.
Ecco che ritorna mia madre. Anche per la mungitura serale ci pensa lei a portare il latte in latteria...
"Sai mamma che mi fa proprio male la schiena. Che dici?".
"Dico di non dirlo a Meni. E' meglio lasciarlo in pace. Sarai solo stanca per ieri...".
"Va bene. Ma potresti fermarti un po' con me stasera? Non mi sento molto a posto. Così mi aiuti a mettere a letto le tre bimbe dopo che Meni parte per andare a lavorare. E forse dovrai chiamare la comari...".
E infatti... Meni scendendo in bici incrocia una motoretta che sale verso il paese.
E quando arriva alla portineria dello stabilimento nel quale lavora, il portinaio lo sollecita ad appoggiare la bici che c'è una telefonata per lui.
"E' un'altra bimba, Meni".
"Va bene. Sono contento comunque".

Era il 21 novembre 1956... Alle ore 21 nasceva Kaishe...

martedì 17 novembre 2009

Ognuno ha tanta storia...

Ci sono alcune canzoni che scandiscono i ritmi della tua vita.
Le hai costantemente in testa in certi momenti e in certe situazioni, poi per qualche tempo non ci pensi proprio. Fintanto che non ritornano, a ricordarti sensazioni e stati d'animo che ti appartengono e fanno di te la persona che sei...
Sono canzoni che, in qualche modo, senti proprio tue.
E ci sono canzoni che sembrano fatte apposta per essere dedicate... quelle che da bambine ci facevano sintonizzare quotidianamente su RadioCapodistria per ascoltare "Musica per voi" e le sue dediche che lasciavano trasparire scorci di vite sconosciute.
Oggi vorrei fondere questi due tipi di musica. Forse la sinfonia che ne nascerà potrà sembrare poco armoniosa, ma io mi sono svegliata con la voglia di farlo.
La persona alla quale dedico "Sempre" della grande Gabriella Ferri, è qualcuno che riesce a leggermi anche oltre le parole e le apparenze e capirà che la Licia che la abbraccia fatica a "mostrarsi" e, quando lo fa, significa che ha davanti qualcuno che considera molto importante.
Allora, in questi giorni nei quali troppi pensieri affollano la mia mente, mi fermo per stare un po' con te, cara sorellina di blog, e per lasciare che la dolcezza di questa canzone culli i nostri pensieri vicini.
Auguri di cuore!


STAIT ATÊNZ…

Questo, come ogni altro blog, è tutelato dalla legge 675 del 1996 (tutela della privacy), dall'estensione della suddetta avutasi con il Decreto Legislativo n° 196 del 30/06/2003 e dalle norme costituzionalmente garantite al nome, alla persona, all'immagine ed all'onore.
Quindi, se pensate di passare di qua per scrivere "spiritosaggini" a ruota libera, ve ne assumerete anche le eventuali conseguenze. Per parte mia, mi riterrò libera di intervenire se rileverò che si siano superati i limiti dettati dall'educazione e dal rispetto della dignità riconosciuta alle persone... TUTTE!
L'anonimato, evidentemente, non garantisce la copertura assoluta, poichè, eventualmente, la Polizia Postale può richiedere l'elenco degli IP che hanno effettuato l'ingresso al blog.
Sa ti va ben cussì bón… sennò piês par te!!! …tu pós ancje šindilâti: prat denant e selve daûr…

Stiamo insieme da...

Dicevi??? ^-^