Da stasera, per nove sere consecutive, nelle chiese del Friuli, i Fedeli si uniranno, fra loro e, idealmente, con i predecessori che hanno tramandato loro questa tradizione, nel canto del "Missus..."
Si tratta delle parole del Vangelo di Luca riguardo all'Annunciazione a Maria, umile ragazzina ebraica, del suo "ruolo" nella realizzazione delle profezie bibliche:
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emanuele, che significa "Dio con noi".
A parte il fatto che questa tradizione della Novena del Santo Natale mi è molto cara, mi consolerò a cantare un testo al quale (e per fortuna!, dico io) non è stato messo mano.
Cosa che invece, immagino anche con ottime ragioni, è stato fatto sulle traduzioni dei Vangeli.
Senza voler polemizzare con la scelta di cambiare alcune parole solo per renderle più vicine al modo di parlare corrente (esempio recente il Vangelo della seconda domenica di Avvento: ascoltavo Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare... e dentro di me lo citavo Nell'anno decimo quinto... senza ravvedere l'urgenza della variazione), confesso che non mi piace la nuova versione del brano in questione con la sostituzione del saluto "Ave" con un "Rallegrati"...
Perchè?
Grandi Padri della Chiesa hanno letto nel saluto dell'Angelo una sorta di rivalutazione del ruolo della donna nella storia dell'umanità e della salvezza.
Dalla donna della tentazione EVA alla donna concepita senza peccato e appellata con AVE... un gioco di lettere per comporre ben più che una parola.
E io stamattina camminavo di buon passo verso il luogo di lavoro cantando (nemmeno troppo sottovoce)
Si tratta delle parole del Vangelo di Luca riguardo all'Annunciazione a Maria, umile ragazzina ebraica, del suo "ruolo" nella realizzazione delle profezie bibliche:Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emanuele, che significa "Dio con noi".
A parte il fatto che questa tradizione della Novena del Santo Natale mi è molto cara, mi consolerò a cantare un testo al quale (e per fortuna!, dico io) non è stato messo mano.
Cosa che invece, immagino anche con ottime ragioni, è stato fatto sulle traduzioni dei Vangeli.
Senza voler polemizzare con la scelta di cambiare alcune parole solo per renderle più vicine al modo di parlare corrente (esempio recente il Vangelo della seconda domenica di Avvento: ascoltavo Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare... e dentro di me lo citavo Nell'anno decimo quinto... senza ravvedere l'urgenza della variazione), confesso che non mi piace la nuova versione del brano in questione con la sostituzione del saluto "Ave" con un "Rallegrati"...
Perchè?
Grandi Padri della Chiesa hanno letto nel saluto dell'Angelo una sorta di rivalutazione del ruolo della donna nella storia dell'umanità e della salvezza.
Dalla donna della tentazione EVA alla donna concepita senza peccato e appellata con AVE... un gioco di lettere per comporre ben più che una parola.
Ave maris Stella
Dei Mater alma
Atque semper virgo
Felix caeli porta
Sumens illud ave
Gabrielis ore
Funda nos in pace
Mutans Evae nomen
Dei Mater alma
Atque semper virgo
Felix caeli porta
Sumens illud ave
Gabrielis ore
Funda nos in pace
Mutans Evae nomen
Ave, stella del mare, Eccelsa madre di Dio e sempre Vergine, felice porta del cielo.Accogliendo quell'"Ave"dalla bocca di Gabriele,donaci la pace, mutando la fama di Eva.
























