Ci sono argomenti sui quali riesce difficile esprimersi.
Talvolta non perchè l'argomento stesso non ponga interrogativi e non risvegli risposte quanto, piuttosto, perchè si teme di non essere all'altezza. Di non sapere argomentare su questioni che pure sentiamo appartenerci. Con forza.
La sentenza della Corte europea dei Diritti dell'Uomo a proposito della legittimità (o meno) della presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche è uno di quegli argomenti.
Mi sono avventurata solamente a commentare un blog che ne parlava, limitandomi alla considerazione di quanta "libertà" abbia sempre dato questa, a quanto pare, ingombrante presenza. Portavo come esperienza personale il ricordo del maestro che ho avuto dalla terza alla quinta elementare. Un galantuomo. Politicamente un socialista che io definirei "puro" tanto per distinguerlo dai socialisti trafficoni e ladri che hanno ucciso per i loro interessi materiali l'ideale che avevano abbracciato. Religiosamente un non-credente. Che però ci insegnava ad avere rispetto di chi invece credeva e, forse senza nemmeno volerlo, ci insegnava il vero significato del termine "timor di Dio"... che certo non è paura come ingenuamente credevamo quando recitavamo a memoria i Doni dello Spirito Santo, a catechismo.
Molte cose le ho comprese da grande. E so che molte sono germogliate da semi che ha piantato lui, il maestri Albin.
Una persona alla quale non dava fastidio il segno appeso alla parete della nostra aula. Nella consapevolezza che come simbolo a lui non diceva niente ma onestamente ne sapeva riconoscere il significato e una valenza didattica che prescinde dalla Religione per volgersi ai tanti altri Valori che l'uomo Gesù di Nazareth ha incarnato.
Rimanevo, dunque, in silenzio (almeno su questo spazio) sul tema, pur sentendomene interrogata.
E non mi ritrovavo nelle troppe dichiarazioni che i mass media hanno riportato. Nemmeno in quelle del card.Bertone, che pure avrebbe dovuto essere la più illuminata e la più illuminante.
Ieri sera, finalmente, ho letto un articolo che esprime ciò che avrei voluto saper esporre io.
Lo firma Marco Travaglio... tanto per essere una volta di più convinti che certe nostre "classificazioni" non hanno nessun senso.
Questo è il passaggio che mi ha maggiormente colpita...
Talvolta non perchè l'argomento stesso non ponga interrogativi e non risvegli risposte quanto, piuttosto, perchè si teme di non essere all'altezza. Di non sapere argomentare su questioni che pure sentiamo appartenerci. Con forza.
La sentenza della Corte europea dei Diritti dell'Uomo a proposito della legittimità (o meno) della presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche è uno di quegli argomenti.
Mi sono avventurata solamente a commentare un blog che ne parlava, limitandomi alla considerazione di quanta "libertà" abbia sempre dato questa, a quanto pare, ingombrante presenza. Portavo come esperienza personale il ricordo del maestro che ho avuto dalla terza alla quinta elementare. Un galantuomo. Politicamente un socialista che io definirei "puro" tanto per distinguerlo dai socialisti trafficoni e ladri che hanno ucciso per i loro interessi materiali l'ideale che avevano abbracciato. Religiosamente un non-credente. Che però ci insegnava ad avere rispetto di chi invece credeva e, forse senza nemmeno volerlo, ci insegnava il vero significato del termine "timor di Dio"... che certo non è paura come ingenuamente credevamo quando recitavamo a memoria i Doni dello Spirito Santo, a catechismo.

Molte cose le ho comprese da grande. E so che molte sono germogliate da semi che ha piantato lui, il maestri Albin.
Una persona alla quale non dava fastidio il segno appeso alla parete della nostra aula. Nella consapevolezza che come simbolo a lui non diceva niente ma onestamente ne sapeva riconoscere il significato e una valenza didattica che prescinde dalla Religione per volgersi ai tanti altri Valori che l'uomo Gesù di Nazareth ha incarnato.
Rimanevo, dunque, in silenzio (almeno su questo spazio) sul tema, pur sentendomene interrogata.
E non mi ritrovavo nelle troppe dichiarazioni che i mass media hanno riportato. Nemmeno in quelle del card.Bertone, che pure avrebbe dovuto essere la più illuminata e la più illuminante.
Ieri sera, finalmente, ho letto un articolo che esprime ciò che avrei voluto saper esporre io.
Lo firma Marco Travaglio... tanto per essere una volta di più convinti che certe nostre "classificazioni" non hanno nessun senso.
Questo è il passaggio che mi ha maggiormente colpita...























