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lunedì 14 marzo 2011

In effetti...

Ho letto di un progetto che riguarda una serie televisiva sull’homo furlanus...
Perchè no? - mi sono detta - anche se non vedo cosa ci sia da raccontare su noi friulani che possa rivestire il ben che minimo interesse per chi vive fuori dai confini della nostra "piccola Patria".
Invece la presentazione del progetto presenta dei punti di notevole interesse. A cominciare dal fatto che tutto prende origine da una domanda e una constatazione niente affatto banali.
La domanda: perché nella lingua friulana la parola felice non esiste?
La constatazione: per esprimere questo concetto vengono utilizzate parole come beat o content, che indicano una soddisfazione solo temporanea, precaria. Lo si può interpretare come l'indizio di una peculiarità più profonda del popolo friulano?
Per quanto concerne le mie elucubrazioni sulla felicità, io sono propensa a pensare che ogni sua definizione, in realtà, identifichi uno stato d'animo provvisorio. Per la mia Fede io ho come unica conclusione che la felicità sia uno stato d'animo al quale tendere tutta la vita ma che si raggiunga in pienezza solo oltre la vita dove, evetualmente, ne possiamo gustare degli "assaggi" più o meno intensi.
Vabbè... pensieri difficili per un piovoso lunedì mattina.
Passo a qualcosa di più piacevole: il promo del progetto.
Così vi potrete dilettare nell'ascolto della nostra bella lingua friulana!
Come dite?
Capisco... non è facile capirci. Vorrà dire che posto la versione con i sottotitoli.


Felici ma Furlans from Playpics on Vimeo.

venerdì 28 gennaio 2011

Il purcit...

Del maiale non si butta niente... ma questo lo vogliamo buttare tutto intero con annessi e connessi.
Peccato per l'altro maiale. Quello al quale bisognerebbe chiedere scusa ogni volta che ne associamo il nome con la peggior tipologia di ominide che possiamo immaginare. Quello che un luogo comune difficile da sradicare ci presenta come un animale che ama ruzzolare nello sporco e non è nemmeno dotato di troppa intelligenza.
Evidentemente la Sacra Scrittura ha contribuito a far calare un alone negativo su questo povero animale e, magari, nei secoli lo si è voluto dipingere così per sentire meno rimorso quanto lo si addenta e lo si gusta.
Allora, tanto per non fare confusione, io chiamo "purcìt" l'animale e "blatta" l'ominide.
E la blatta mi ispira unicamente sentimenti di disgusto e di repulsione.
Del purcit invece, quasi quasi, mi spiace postare una ricetta... ma garantisco che è davvero buono.
La ricetta è una ricetta "povera" della mia Terra di Carnia: Luianie cul brût di polente (salsiccia con "brodo" di polenta) e probabilmente la variante che conosco io è una variante "casalinga".

Si pone a cuocere una salsiccia alla quale preventivamente è stata bucherellata la pelle con un po' di strutto. Nel frattempo, in un altro tegame si porta a bollore dell'acqua con sale. Quando bolle, si aggiunge a pioggia, mescolando con energia per evitare che si formino grumi, della farina fino ad ottenere una sorta di besciamella piuttosto liquida che si aggiunge alla salsiccia portando a cottura.

Questo piatto veniva accompagnato da polenta (per cui si prelevava direttamente dal paiolo un paio di mestoli del primo brodetto che si otteneva prima di terminare di mettere la farina) e patate in teglia.

E dopo aver pubblicamente rivelato di essere una schiappa in cucina... dedico questo post ad un'iniziativa UMANITARIA che appoggio con tutte le mie forze.

Con questo post, dunque, ADERISCO al "contest irrinunciabile" promosso da Madama Bavareisa.









P.S.:
preparo questo post mentre ascolto la notizia che l'affaire del porcile arcoriano è di competenza del Tribunale dei Ministri.

Sono scandalizzata.
E anche stupefatta che una laureata con 110 e lode, madrelingua inglese, che ha lavorato per pagarsi gli studi e merita pienamente il posto di consigliere regionale, non abbia capito che le veniva affidata la custodia di una persona importante per le nostre relazioni internazionali. Infatti, appena ha potuto, l'ha a sua volta affidata a una prostituta che, nella sua rubrica telefonica, identificava così la "nipotina di Mubarack": Rubi troia. Ovviamente confondendosi sulla Nazionalità...

domenica 16 gennaio 2011

Chi fa da sè FA PER TRE... mila!

Ieri la mia Gente è uscita di casa per scendere, unita, in piazza a dire la sua intenzione di FARE.
FARE per ESSERE, per ribadire la propria identità e la propria dignità.
Alzare la testa e, se serve, anche la voce per far sentire a chi avrebbe il mandato di rappresentare la collettività che ogni singolo cittadino ha le sue legittime aspettative e i suoi sacrosanti diritti.
Primo fra tutti quello alla qualità della vita.
Una qualità che, nel nostro caso non può prescindere dal territorio e che, pertanto, pretende che il territorio stesso venga salvaguardato sopra ogni altro interesse. Soprattutto sopra gli interessi economici di pochi o pochissimi.

La grande manifestazione contro il progetto di elettrodotto aereo che, nella realtà, stuprerà le nostre montagne per portare profitto ad alcuni industriali-magnaccia, si è svolta all'insegna del numero della perfezione: il 3.

Tre bandiere sventolavano alla testa del corteo e applaudivano con il vento alla giornata che stavamo vivendo

Tre inni hanno infiammato la piazza facendo alzare forti le voci dei presenti

Tre GUIDE ci stavano davanti e dentro, nel cuore

la Dichiarazione universale dei DIRITTI UMANI:
Articolo 1
Tutti gli esseri uomini nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza...


la Costituzione italiana:
Articolo 1
...
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione.


il Vangelo di Gesù di Nazareth:
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perchè saranno saziati. Beati gli operatori di pace, perchè saranno chiamati figli di Dio.

Camminando verso il luogo di raduno ho incontrato una signora di 91 anni. Camminava lentamente appoggiandosi a 2 bastoni mentre la figlia la affiancava come fa ogni giorno.
Le ho salutate e poi ho chiesto alla signora:
"Norine, seiso ançje vòo?" (Ci siete anche voi, Norina?)
"Vulevisti chi no fos? I vin di iesi duçj units vue..." (Ci mancherebbe che non ci fossi. Dobbiamo essere tutti uniti oggi...)

Mi sono venute le lacrime agli occhi... e se ne sono affacciate altre, nel corso del pomeriggio.
Di memoria, di nostalgia, di orgoglio, di rabbia, d'amore...

Qualcuno ha detto che bisogna tornare con la mente agli scioperi del '68 per ricordare una piazza così gremita.


E' il segno di un risveglio... di un cambiamento di tendenza? Speriamo.
Intanto 3000 persone - altrimenti troppo diverse nelle idee e nei comportamenti per incontrarsi - hanno marciato insieme per lo stesso motivo: il rispetto...

Quello che PRETENDIAMO da parte di chi ci amministra in forza di un mandato che noi stessi gli abbiamo dato, secondo le regole della DEMOCRAZIA.

Perciò abbiamo chiesto a gran voce che si tenesse conto delle nostre idee su 3 temi caldissimi ed importantissimi:
- l'elettrodotto aereo Würmlach-Somplago al quale diciamo fermamente "NO"!
- la privatizzazione dell'ACQUA alla quale obiettiamo che l'acqua è un bene primario e che, come tale, dev'essere DISPONIBILE per tutti, senza che qualcuno vi si arricchisca sopra.
- la minaccia ecologica e geologica rappresentata dagli sbalzi di livello cui è sottoposto il Lago di Cavazzo per consentire il potenziamento di una centrale idroelettrica.

Mentre chi istituzionalmente avrebbe dovuto sentire l'impegno ad esserci, si è comportato come i topi... anzi, come i ratti.

Per carità, nessuna meraviglia.
Che altro ci si potrebbe aspettare da certa gente?

Speriamo che la memoria funzioni e che tutti se la ricordino, quando torneremo alle urne, questa imbarazzante immagine...

sabato 13 novembre 2010

Di lenticchie, banane e sottaceti

Di lenticchie...
Quando poi si compì per lei il tempo di partorire, ecco due gemelli erano nel suo grembo. Uscì il primo, rossiccio e tutto come un mantello di pelo, e fu chiamato Esaù. Subito dopo, uscì il fratello e teneva in mano il calcagno di Esaù; fu chiamato Giacobbe. Isacco aveva sessant'anni quando essi nacquero.
I fanciulli crebbero ed Esaù divenne abile nella caccia, un uomo della steppa, mentre Giacobbe era un uomo tranquillo, che dimorava sotto le tende. Isacco prediligeva Esaù, perché la cacciagione era di suo gusto, mentre Rebecca prediligeva Giacobbe.
Una volta Giacobbe aveva cotto una minestra di lenticchie; Esaù arrivò dalla campagna ed era sfinito. Disse a Giacobbe: «Lasciami mangiare un po' di questa minestra rossa, perché io sono sfinito» (Per questo fu chiamato Edom). Giacobbe disse: «Vendimi subito la tua primogenitura». Rispose Esaù: «Ecco sto morendo: a che mi serve allora la primogenitura?». Giacobbe allora disse: «Giuramelo subito». Quegli lo giurò e vendette la primogenitura a Giacobbe. Giacobbe diede ad Esaù il pane e la minestra di lenticchie; questi mangiò e bevve, poi si alzò e se ne andò.
A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura.

... banane...
Negli anni '50 la Sade, società adriatica di elettricità che sarebbe divenuta tristemente nota come corresponsabile del disastro del Vajont del 1963, realizzò il "sistema idroelettrico del Tagliamento, usufruendo dell'acqua dei nostri laghi carnici di Cavazzo e di Verzegnis. Nonostante ciò il territorio Carnico fu fortemente penalizzato rispetto ai benefici che avvantaggiarono solo la Sade stessa e la zona pedemontana.
Una leggenda metropolitana racconta che i funzionari della Sade riuscirono a convincere i Sindaci carnici ad aderire al loro progetto invitandoli ad una cena durante la quale li "impressionarono" facendo servire a tavola delle banane, cibo che in Carnia non si era mai visto e che, per ovvie ragioni, non si sapeva come mangiare.

... e i sottaceti?
Quelli hanno a che fare con una vicenda che sta interessando la Carnia e i Carnici in questi giorni. Vale a dire la realizzazione di un elettrodotto aereo che attraverserà tutto il nostro territorio con mostruosi tralicci alti 60 metri che favoriranno il rilancio turistico della Carnia e grazieranno la nostra gente con la possibilità di esporsi ad onde elettromagnetiche sui cui effetti oramai si discute da decenni senza dare una risposta univoca al dubbio che possano causare malattie agli esseri viventi.
I nostri rappresentanti politici, dopo una prima, unanime, opposizione alla proposta, adesso si sono spaccati fra oppositori e sostenitori dell'iniziativa.
Questo dimenticando quale sia il loro ruolo pro-tempore: difendere e favorire gli interessi dei cittadini.
Infatti, se gli elettori hanno il DIRITTO di scegliere a chi dare il proprio voto, gli eletti hanno il DOVERE di rappresentare TUTTI, anche coloro che la pensano altrimenti rispetto a loro.
Fra le Amministrazioni che hanno cambiato idea, primeggia quella del MIO PAese.
Anzi, all'ultimo Consiglio comunale, la compagine che governa la mia cittadina, ha vergognosamente offeso i cittadini presenti, deridendone le possibili preoccupazioni e le giuste richieste.
Anzi, la vice-sindaco, laureata in medicina (sic), ha avuto l'ardire di dichiarare che l'assorbimento delle onde derivanti dal mostro che si vuole realizzare sono pari all'assunzione di ... sottaceti.
Glissando sui troppo facili commenti a cotanta dotta disquisizione, stasera sono soddisfatta di aver partecipato alla grande manifestazione che si è tenuta questo pomeriggio a Paluzza, una delle nostre cittadine carniche.

Gente di diversa provenienza geografica, carnici ed austriaci accomunati dagli stessi sentimenti, da diversissime situazioni economiche e culturali, da anche opposte appartenenze politiche, hanno dimostrato una stessa grande qualità: il buon senso.
Quello che vorremmo vedere nei nostri governanti, non solo locali.
Quello che permetterebbe di superare sciocche contrapposizioni di poltrona e vergognosi interessi personali, o di pochi.

Non so cosa ci fosse sul piatto di lenticchie probabilmente offerto ad alcuni per sostenere il loro cambio di rotta.
Vorrei solo che chi ci rappresenta non scivolasse sulla buccia di banana delle facili promesse lasciando che, poi, siamo TUTTI noi, abitanti di questa nostra amatissima porzione di Mondo, a rimanere con il culo a terra.

Come scandivamo camminando verso la piazza "Non molleremo!", "Resisteremo!"...

Per il nostro Paese e per noi.
Per il presente che ci hanno regalato i nostri padri e per il futuro che vogliamo continuare a sognare per i nostri figli.

STAIT ATÊNZ…

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Sira degli Oedv Presiùs

Sira degli Oedv Presiùs
Grazie Cri!!!

Embè...

Embè...
Piuma nel Vento ringrazia OEdV!

Già! ... anche...

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Ma certo che NO!!!