martedì 4 agosto 2009

Che mamma voglio essere?

Cara Kaishe,
in questa domanda è contenuto tutto il mio dilemma... che provo a condividere con te a partire dall'inizio.
Un inizio che faccio risalire alla mia infanzia quando, nei miei sogni di bambina che si proiettava in un futuro che, ovviamente, sognava felicissimo, avevo forse un'unica certezza: sarei stata una mamma. E avrei cercato di essere la migliore mamma che i miei bambini potessero avere. Disponibile a giocare con loro e, poi, ad affiancarli nei problemi della crescita, compresi quelli scolastici, mettendoli sempre in cima alle mie priorità. Pronta ad abbandonare qualsiasi faccenda per stare con loro, ascoltarli, confortarli, rassicurarli, trasmettendo loro un senso di certezza e di stabilità. Preparata nel rispondere a qualunque loro dubbio o domanda, sincera nell'ammettermi talvolta non informatissima e decisa a crescere con loro, imparando insieme e l'uno dall'altra. Salda in alcune granitiche certezze, molte delle quali trasmessemi dai miei genitori, delle quali ancora non coglievo il senso pieno ma che (ne ero certa) avrei capito nel corso della vita.
E finalmente sono diventata una donna e, nel momento stesso in cui mi hanno messo la mia bambina in braccio, una mamma.
Direi che mi pare di non essermela cavata male... ho perfino aggiunto alcune prerogative a quelle che già cullavo nel mio cuore. La Fede, ad esempio, che nel momento stesso in cui ho stretto a me il mio "miracolo" ho sentito come uno dei regali più sensati che avrei potuto farle. E con essa tutti i valori che hanno accompagnato la vita della mia mamma, della mia nonna e anche oltre, nel risalire la corrente del tempo a cercare la sorgente della mia vita.
Forse non "la migliore delle mamme", ma una mamma che cercava di essere il meglio che poteva... di questo ero certa e me ne compiacevo. Fino a quando...
Fino a quando la mia "bambina" ha cominciato a farmi alcune domande alle quali non so davvero rispondere. E proprio su questo ho pensato di chiedere il tuo aiuto...
Il fatto è che, non solo essere mamma (genitori, in realtà) è un mestiere difficle, ma pare che tutto quello che circonda la famiglia trami per renderlo impossibile da realizzare.
Mia figlia è ancora nell'età nella quale lo spirito riesce a farsi sentire sul frastuono delle voci e dei rumori che arrivano dall'esterno del nostro essere. L'infanzia non l'ha ancora lasciata del tutto e la bambina che ancora sorride dentro di lei le fa sentire che vivere nel "pulito" e a contatto con il bello, il vero, il giusto è il modo migliore per vivere.
Ma ovviamente non vive sotto una cappa di vetro e vede ciò che accade nel mondo.
Vede che tutti gli insegnamenti ricevuti e volti a preservare la sua "innocenza" sono confinati a ben poche famiglie e a sparuti gruppetti di educatori. Quello che si respira però è che ci sia la necessità di "farsi furbe" prima possibile, imparando a capire quali siano le convenienze e cogliendo ogni opportunità...
Altro che sognare l'amore e desiderare di preservarsi per una sola persona speciale e unica... Che sciocchezza!
Altro che pesare ogni proprio piccolo comportamento sulla bilancia della propria coscienza... Che anacronismo!
Altro che provare gratitudine per ciò che si ha e ricordarsi da chi provenga e dei fratelli che hanno meno opportunità... che sciocco buonismo!
Altro che sognare, come facevo io, di diventare mamma... o di esserlo in un senso ancora più pieno decidendo di offrirsi per aiutare chi soffre... Meglio, molto meglio, sognare di diventare velina e di sistemarsi facendosi sposare da qualche danaroso al quale non serviranno altri "pregi" che questo!
Ecco... ne avrei ancora di esempi e di dubbi. ma fatico perfino a riordinarli nella ridda dei pensieri che affollano la mia mente.
Io non so se tu, Kaishe, sei mamma, ma ti chiedo: Tu, cosa ne pensi? E, comunque, pensi che io abbia sbagliato tutto finora?
Una mamma in crisi.

Cara "mamma in crisi"... cosa vuoi mai pensare? Tra l'altro... pensare è uno degli atteggiamenti non richiesti da questa società nella quale, volenti o nolenti, viviamo. Direi che l'unica cosa che puoi fare per tua figlia è allenarla ad avere stomaco buono... chè chissà quante volte dovrà mascherare con un sorriso ammiccante i conati di vomito davanti a certe persone. Perchè nella vita troverà molti più esseri nauseanti che persone sante... Ma la maggioranza del popolo si prostrerà davanti a loro... e loro potranno riempirsi la bocca di bugie e battutacce infime tanto quanto la loro moralità e compiacersi del proprio essere...
Alla tua seconda domanda, invece, lascio che sia tu stessa a rispondere... mentre rispondi a queste mie piccole curiosità. Che pensieri hai davanti allo svilimento del contenuto di parole come amore, fedeltà, responsabilità? E che pensieri fai davanti all'indifferanza di tanta parte delle donne che, in nome di chissà quali privilegi, lascia che sia infangata la sua stessa femminità? E davanti al pietoso machismo di taluni omuncoli che si beano della loro presunta autosufficienza e superiorità? Sulle tue risposte potrai basare gli insegnamenti che vuoi (o non vuoi) continuare a dare a tua figlia. E la consapevolezza di che mamma vuoi essere.
Auguri a entrambe!

19 commenti:

Gabry in blog Belella ha detto...

Buongiorno Kaishe, ora ti lascio solo un saluto per questa nuova giornata poi con calma questa sera ritornerò per lasciare ilmio pensiero sul tuo nuovo post.

Buona giornata!

PAOLA ha detto...

Cosa hai scatenato dentro di me con questo post!!!!!!
Il tutto moltiplicato per tre ...

Mamit ha detto...

Non me lo sono mai chiesta, che mamma avrei voluto essere.
Da ragazza non ci pensavo, forse non mi ci vedevo nemmeno come mamma. Pensavo che se fossi riuscita a realizzare le mie aspirazioni, che se avessi trovato l'uomo giusto, sarebbe stato più facile anche essere mamma.
Ma sarebbe stata una logica conseguenza del mio percorso, non un fine a cui tendere.
Quando poi lo sono diventata, ho fatto del mio meglio, andando a tentoni, senza programmi e senza istruzioni, fidandomi solo di ciò che mi suggeriva il cuore.
Forse oggi mi chiedo che mamma sono stata, e qualcosa - potendo - lo eviterei o lo farei diversamente. Ma non ho rimorsi perchè so con certezza che ogni scelta è stata dettata dal bene per mia figlia.
Per il resto, la vita mi ha dimostrato che i buoni figli non sono sempre frutto di buone mamme. E viceversa.

Balua ha detto...

...non potendo rispondere al tema del post, mi limito a portarvi tanti saluti in un raro momento in cui la connessione da sotto l'ombrellone funziona!!

Paola dei gatti ha detto...

anch'io come mamit ho cresciuto mio figlio "alla bersagliera". in effetti è cresciuto tra mio marito cattolico praticante e la mia laicità rigorosa (laicità che fa sempre conti molto rigorosi con la propria coscienza)ha deciso per una laicità in cui la bibbia è compagna sempre nei suoi viaggi! ho sempre risposto senza ipocrisia , onestamente. la erisposta più bella che ho avuto è stata quando mi ha detto: grazie per avermi insegnato ad affrontare la vita e la morte. per il resto, la vita è sua e le scelte sono sue. ho avuto una madre che ha cercato di vivere al posto mio, di fagocitare la mia vita: mi ha persa, inevitabilmente, non ho fatto lo stesso sbaglio con lui:non dò mai consigli non richiesti!non interferisco nelle sue scelte, se mi chiede un parere glielo dò sinceramente (in genere lo chiede prioprio perchè sa che non sono inframmettente)

Paola dei gatti ha detto...

per il resto non sono stata una madre protettiva, ho riconosciuto in lui la capacità di ragionare fin da quando era piccolo e ho agito di conseguenza. gli ho dato un primo imput importantissimo:come trattare con gli animali in modo che non ci fossero rischi reciproci.

Kaishe ha detto...

Mi soffermo sulle ultime cose dette da Paola (condividendole tutte... anche nel ricordo dei problemi con la propria madre).
"... non sono stata una madre protettiva".
Io ero certa che lo sarei stata.
La sognavo troppo questa condizione per non esserlo in senso esasperato.
Ma miei figli mi hanno insegnato tante cose. Anche come essere migliore con loro, per loro.
Oltre a non essere protettiva, sono stata una madre che spingeva a mettersi alla prova, nel rispetto della incolumità.
E sono felice di essere riuscita a "cambiarmi" e di aver dato loro modo di viversela la propria vita. Senza dover accontentare miei sogni infranti o miei progetti eclatanti.
Che continuo a fare... i sogni, intendo.
Ma lascio che loro siano liberi di farli diversi dai miei.
Certa che entrambe le "versioni" hanno la stessa finalità.

Kaishe ha detto...

A.S.:
Il post non voleva essere introspettivo. Perciò si presenta in forma di "lettera del cuore" indirizzata a Kaishe secondo una sorta di gioco avviato agli esordi del blog.
Quello che mi aveva ispirato erano i cumuli di volgari falsità che escono dalla bocca di un noto individuo del quale non ho nemmeno un minimo briciolo di stima. Anzi!
Lo avevo scritto ripensando all'offeas alle donne che è il suo modo di essere.
E all'offesa che sono le donne che lo assecondano.

Devo dire che l'intervista della figlia dell'essere mi ha piacevolmente stupita per la serietà dei pensieri e per l'onestà delle parole.
Da ringraziarla per l'immagine femminile che se ne coglie confrontandola con la "corte" del padre.

Paola dei gatti ha detto...

non dubitavo kaishe che tu fossi iperprotettiva solo nei confronti dei pelosi (come mamit e la sottoscritta, peraltro)sei una donna tropop intelligente per soffocare i figli e sai che amore è anche rispetto dell'altrui personalità

Gabry in blog Belella ha detto...

Non posso dire molto perchè non sono una mamma ma credo proprio che ai giorni nostri esserlo è sicuramente molto più difficile, perchè anche quando si riesce ad inculcare nei figli dei valori oggi con un nonnulla vengono immediatamente distorti o sminuiti dai vari modelli di vita basati su apparenza e non sostanza che la nostra società continua a proporre.

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Buone Vacanze KAISHE un abbraccio e a rileggerci al tuo rientro.

Mibemolle ha detto...

Scusa l'OT:
quando hai un attimo passa da me. Ho pubblicato un paio di foto (non quelle della vacanza... altre)evorrei sapere cosa ne pensi :D:D:D:D!!!

Baci (pelosi)

Gabry in blog Belella ha detto...

Buongiorno Kaishe, eh si ho dovuto optare per la scelta di una baby sitter per la mia piccola novantenne, perchè ormai è diventata un pericolo anche in casa, già mi è caduta due volte, per fortuna senza gravi conseguenze... certo ancora non hanno armonizzato, visto il carattere molto forte di mia madre che ancora crede di poter fare tutto da sola, ma si spera che con il tempo ciò possa avvenire ed io possa dedicare un pò di tempo a me stessa.

Un abbraccio Kaishe... immagino il tuo da fare per la partenza ma pensa che dopo ci sarà,o almeno si spera,il meritato riposo..... buone vacanze!!!

fabio ha detto...

L'omuncolo per far fare una grassa risata al suo entourage di leccaculo, ha aggiunto alla ormai mitica frase: "non sono un santo" però scopa come un dio. Alla Chiesa di Roma,alla seconda parte della battuta ha chiuso le orecchia.
Guzzanti ha detto cose di una gravità enorme, e la stampa straniera si domanda come mai quest'uomo non cade dal Governo? Semplice, perché il controllore del controllato è cosa sua. Tutti i posti di potere sono nelle sue mani.

abbraccio dopo che mi sono toccato le braccia nel ghiaccio.

fabio ha detto...

Ehm... mi incuriosisce... il ragazzino che ci fa con quel minaccioso mochio in mano?

Kaishe ha detto...

Fabio caro... e proprio dopo questa perla di dichiarazione ho scritto il post.
Perchè in questo paesuncolo c'è gente che trova che questo essere immondo sia da stimare per quello che riesce ad essere.
Perchè le ragazze sognano di andare a ricevere il ciondolo a forma di farfalla nel lettone di Putin e le mamme le stimolano a realizzar questo sogno (o per lo meno TROPPE ragazze e TROPPE mamme).
Perchè c'è chi denigra Guzzanti (o Travaglio o, eprfino, Biagi e Montanelli che non possono più difendersi) solo perchè dicono la verità sul disonesto d'Italia e sul dormiente (o peggio) Presidente.
E per molti altri perchè...

Apprezzato la frescehzza dell'abbraccio rispondo al "mocio quesito"...
Alle animatrici del campo era presa una sorta di fuoco sacro che le spingeva ad esibirsi in coreografie azzardate, se non pietose...
I maschi (ragazzi ed animatori) un po' sopportavano e un po' cercavano di sciogliere il deleterio agglomerato.

Ri-ciao caro!

NYY ha detto...

Settimana difficile passo per un saluto :-)

NYY ha detto...

Buone vacanze con oggi finisco :-)

Luigi ha detto...

"Che mamma voglio essere?"
Stupendo, e luminosa la tensione.Eppure mi chiedo come porrei io, a me stesso, la domanda. Il dubbio è legittimo se non altro perchè non sono "mamma", però sono papà e nonno. Essere nonno poi non annulla la presenza responsabile di essere stato ed essere tuttora padre dei miei figli, né annulla l'amore e la presenza che mi chiamano ad una corresponsabilità anche futura, proprio in virtù di ciò che sono e sono stato per loro.

Preferisco pormi la domanda da un'altra angolazione: "Che papà (o nonno) vuole il Signore che io sia?"

Si impongono il silnzio e l'ascolto; la scelta di accettare il mistero che di me personalmente, di quel figlio, di tutta la situazione mia familiare, il Signore mi svela di giorno in giorno. Nel quotidiano ricevo di essere il papà che mi viene richiesto e concesso di essere, e sempre nel quotidiano, senza avvedermene mi consegno ai figli, anche nei contrasti duri, e nel mio animo li benedico e li affido a Dio.

Le due domande si diferenziano per l'impostazione e naturalmente per quanto ne discende, spero fino a stemperareil "dilemma" nell'abbandono alla fiducia.
Nessuno spiritualismo a tutti i costi, nessuna fuga dal concreto, dalle incomprensioni e dalle problematiche proprie di ogni età (compresa quella dei genitori). Mi associo senza riserve alle urgenze richiamate da Kaishe di essere solleciti e determinati nelle scelte spirituali e materiali che poniamo a base della vita nostra e della convivenza civile.

"Signore, qui, adesso, con questa mia figlia,...che mamma, che papà vuoi che io sia ?"

Un cordiale saluto Luigi

Anonimo ha detto...

io forse sono dissociata dalla realtà forse vivo in un mondo parallelo, ma quasi sorrido a pensare che questi siano i gravi problemi tra una mamma e una figlia...vorrei fossero i soli che io possa avere. Con sebastiano però ho imparato una cosa...all'inizio vedevo quello che non avrebbe mai avuto, non avrebbe camminato, mai mangiato per bocca, mai potuto fare quello cha fanno i bimbi sani.. poi ho capito che i figli bisogna amarli per quello che sono non per quello che noi vorremmo che fossero. forse non è facile vedere una figlia che fa scelte diverse da quelle che una madre sognerebbe, ma bisogna lasciare anche sbagliare e crescere e dove si è seminato prima o poi da frutto. forse non è ora il momento per cercare di cambiare , io penso che da soli poi i figli trovano la propria strada,. il mondo non è il mondo mulino bianco, non eiste la perfezione e tutto facile, forse anche cozzare e farsi male penso serva...
Gius

STAIT ATÊNZ…

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Quindi, se pensate di passare di qua per scrivere "spiritosaggini" a ruota libera, ve ne assumerete anche le eventuali conseguenze. Per parte mia, mi riterrò libera di intervenire se rileverò che si siano superati i limiti dettati dall'educazione e dal rispetto della dignità riconosciuta alle persone... TUTTE!
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Sa ti va ben cussì bón… sennò piês par te!!! …tu pós ancje šindilâti: prat denant e selve daûr…

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37 grazie x 22 PREMI!!!

Sira degli Oedv Presiùs

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Grazie Cri!!!

Embè...

Embè...
Piuma nel Vento ringrazia OEdV!

Già! ... anche...

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Ma certo che NO!!!