domenica 10 maggio 2009

Una dispensa a cielo aperto...

... ovvero "Quando la fame aguzzava l'ingegno".
I nostri vecchi - e non credo che le distanze geografiche cambino di molto le esperienze - avevano imparato a riconoscere erbe e frutti spontanei come commestibili forse rischiando assaggi azzardati quando la fame era superiore alla prudenza.
Dal bagaglio di conoscenze che ci hanno trasmesso, per quanto mi riguarda, tendo a cogliere solo le cose più elementari, chè non mi fido molto della mia "applicazione".
In questi giorni primaverili, complice la mia mamma e il suo desiderio di ripetere i ritmi che di anno in anno hanno scandito la sua vita, mi sono dedicata alla raccolta della "TALE", tarassaco o dente di leone per usare termini botanicamente più riconoscibili.
Di questa pianta che nei nostri giardini fa la parte dell'infestante, giacchè la sua propagazione è direttamente proporzionale alla nostra speranza di veder spuntare solo ciò che abbiamo seminato, si può fare un uso che comprende le varie fasi della sua maturazione.

Quando le foglie sono ancora giovani e, dunque, tenere, lo si coglie semplicemente per mangiarlo come verdura. Il condimento ottimale è quello che usavano i nostri vecchi. In una padella si fa sciogliere un po' di lardo tagliato a dadini (io uso la pancetta), fintanto che il grasso si è sciolto e i cubetti si sono asciugati diventando quelle che noi chiamiamo "fricjas". A quel punto si aggiunge la giusta quantità di aceto direttamente nella padella e poi si versa la mistura così ottenuta sulle foglie del tarassaco (che saranno state preventivamente lavate ed asciugate). Sale per chi lo usa e... provare per credere!
Ovviamente lo si può utilizzare per frittate, tortini di erbe oppure per risotti. Ma semplicemente condito e accompagnato da uova sode riporta ai tempi della mia infanzia e ha un sapore speciale.
Se invece la pianta comincia già ad avere al centro del ciuffo dei piccoli bocciolini che preannunciano la prossima fioritura, la si raccoglie con una parte della radice. Nel mondarla si pulisce bene la radice raschiandola con un coltellino, si tagliano le foglie per una lunghezza di circa 5 cm e si utilizzano i "ciuffi" che se ne ottengono per prapararli in agrodolce. Si mette a bollire l'aceto (bianco) con aggiunta di acqua in proporzione di 2 a 1. Si aggiungono 2 cucchiai rasi di sale e 4 di zucchero. Al bollore, si tuffano i ciuffi di tarassaco lasciandoli sbollentare per un paio di minuti, non di più.
Poi si scolano e si pongono ad asciugare su un ripiano coperto con spugne, coprendoli di stoffa. Quando saranno ben asciutti (l'indomani) si invasano ricoprendoli poi di olio. Si chiudono e si lasciano riposare almeno per una ventina di giorni ma, secondo me, val la pena di aspettare l'inverno per goderseli ricordando la raccolta nei prati.

E quando oramai i fiori la fanno da padroni?
Niente paura... ovvero qui non si butta via niente.

Con i fiori si può ottenere un ottimo miele (ma qui vado in fiducia visto che la ricetta mi stata data da una conoscente ma non l'ho ancora sperimentata).
Si raccolgono, dunque, i fiori di tarassaco (la ricetta è "tarata" su 350 gr.).
Si mettono a bollire, per 1 ora a fuoco lento, con un litro e ½ di acqua e 3 limoni a pezzi .
Si cola filtrando lo sciroppo ottenuto. Poi si aggiunge 1 kg e ½ di zucchero e si mette a bollire per altre 2 ore, sempre a fuoco lento, così che si "asciughi".
E, senza api, ecco
il miele pronto da invasare.



La fase successiva è quella più legata al mondo dell'infanzia: quando il fiore si trasforma in soffione.
Quanti dispetti soffiandoci l'un l'altro in faccia i soffioni.
E poi le bambine giravano il gambo e ciò che rimaneva del fiore. Con l'unghia incidevano una croce sulle pareti del gambo che si presenta come una cannuccia essendo "vuoto". Spingendo, poi, con il polpastrello del dito accompagnavano i lembi del gambo fino alla loro attaccatura lasciando che si arricciassero e con i riccioli ottenuti si adornavano i capelli o le orecchie...
E questo l'ho sperimentato non solo da bambina... ma anche stamattina, prima di accingermi a scrivere questo post.
Insomma, facendo una ricerca troverete che il tarassaco ha tante proprietà curative e depurative. Mangiandolo scoprirete che è BUONO!!!

E dato che quando lo mangio penso alla mia mamma... questo post è anche il modo per farle gli auguri per la FESTA felle MAMME.
A lei e a tutte le mamme del mondo, soprattutto a quelle che portano nel cuore la pena immensa di non avere più i loro figli... e mia mamma è una di loro.
E auguri al figlio di Mabrika Mimuni e ai figlioletti di Dolores Fasolini... che oggi non faranno festa.

13 commenti:

Gabry in blog Belella ha detto...

Anche io ho questa pianta in giardino , che chiaramente considero erbaccia e non ho mai provatoad usarla come hai desritto tu in questo post.

Un abbraccio Kkaishe auguri a te e alla tua mamma in questo giorno in cui ricorre la festa per queste persone speciali:-le mamme!

Mamit ha detto...

Molto originale il tuo augurio per la tua Mamma.
Ricordo bene questi soffioni, quanti scherzi, che innocente divertimento.
Sai come si chiamano in dialetto veneto queste erbe? "pissacan".
La mia mitica zia Alice (97enne) li raccoglie ancora adesso e li mangia quando non si sente bene di stomaco. Si direbbe che funzionano!

Auguri a te, alle nostre Mamme e a tutte le altre.

Gabry in blog Belella ha detto...

Buongiorno Kaishe un saluto e buon inizio settimana!

Kaishe ha detto...

Buongiorno e ottimo inizio di settimana a tutti!

NADIA ha detto...

Hola Licia querida del mi corazon

ieri anch'io io sono andta a prendere la mia mamma e abbiamo festeggiato in casa.......pulendo il giardino, che faticaccia!!!!

Buon inizio settimana querida!!!

besito!!

balua ha detto...

Buona settimana a tutte le mamme.. e anche agli altri!!

PAOLA ha detto...

BUONGIORNO mia cara Kai!!!
Quanto mi manchi!!!!!
In questo periodo sono impegnaterrima, ho un datore di lavoro che da quando mi sono offerta (mannaggia a me !!!!!)di sbrigargli un po' di faccende amministrative mi sta sfruttando senza pietààààààà .........e il tempo per passare qui si è ridotto al lumicino.
Un bacio.

Queste erbe mi sembravano quelle che (secondo me) da noi si chiamano radicee ....e invece leggo che si chiamano in un altro modo ... quindi sarebbe il famoso tarassaco!!!!
E pensare che una volta il dietologo me lo prescrisse da prendere a gocce durante una dieta e costava l'iradiddio, pensa tu .......

Kaishe ha detto...

Paola... e mi sa che non ci siamo "prese".
Oggi mi andrebbe qualche incontro che mi tirasse su di morale.
Sono stra-arcistufa pure io del fatto che qualcuno debba correre sempre e qualcuno non si senta nemmeno impegnato ad interessarsi all'andamento lavorativo... tanto ha un giudizio più che positivo pasato su parametri oggettivamente ingiusti se non peggio.

Detto ciò, l'amarezza della giornata ben si lega al retrogusto amaro del tarassaco, e quindi riprendo l'argomento del post.

Esso (il tarassaco) è un'erba di grandi proprietà curative e depurative. E' un ottimo antiossidante ed è ricco di ferro, vitamina A e C. Essendo poi un buon diuretico, ecco spiegato il nome indicato da Mamit: pisciacane (o piscialetto)...

Allora... andiamo insieme a "tale"?

Gabry in blog Belella ha detto...

Buongiorno Kaishe, spero proprio che la giornata odierna riservi meno amarezze di quella appena trascorsa.

Un abbraccio e buona giornata.

Kaishe ha detto...

... e dunque andiamo ad affrontarla, 'sta giornata!

In realtà un'occhiata alle prime pagine dei giornali me l'ha già resa PESANTE!

Buona giornata a tutti!!!

NADIA ha detto...

Hola querida buongiorno!!
certo che da quello che leggo deve essere ariaccia eh!!
un abbraccio e un besito per tirarti su!!

Paola dei gatti ha detto...

da noi si fanno lessare e poi si usano come spinaci, conditi con olio e limone oppure per dei saporiti frittini (tarassaco passato nel burro con aglio uovo montato e formaggio sale e pepe e poi fritti)
questa mattina è arrivato il settimo nano: me lo hanno lasciato dentro al cancello in ua scatola!

Kaishe ha detto...

Prendo nota della ricetta e pure del ritrovamento! Evitando commenti sulla gente che si comporta così.
Anche perchè, da parte mia, devo ringraziarli di avermi portato allo stesso modo Martino, due anni fa.

STAIT ATÊNZ…

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Sa ti va ben cussì bón… sennò piês par te!!! …tu pós ancje šindilâti: prat denant e selve daûr…

Stiamo insieme da...

Dicevi??? ^-^

37 grazie x 22 PREMI!!!

Sira degli Oedv Presiùs

Sira degli Oedv Presiùs
Grazie Cri!!!

Embè...

Embè...
Piuma nel Vento ringrazia OEdV!

Già! ... anche...

Blog360gradi - L’aggregatore di notizie a 360° provenienti dal mondo dei blog!

Ma certo che NO!!!