venerdì 13 novembre 2009

Pieri Petenel

Pieri Petenel era originario di un paesino (forse il termine più giusto sarebbe villaggio), vicino al paese nel quale sono nata io.

Geograficamente Buttea appartiene ad un Comune diverso dal nostro, ma da sempre gli abitanti preferiscono scendere a valle passando dal nostro paese perchè la strada è più breve. E considerando che allora la si percorreva a piedi...
Molti ricordi della mia infanzia sono legati a Buttea e ai suoi abitanti. Anche perchè Buttea era il paese di origine della mia nonna materna e lì abitavano molti nostri parenti.
Ricordo che quando nel paese c'era un malato grave, l'ambulanza arrivava fino all'inizio del nostro paese e lì aspettava che arrivasse la barella, portata a spalle, con ogni tempo metereologico, dagli uomini del paese.
Ricordo che sulla corriera che saliva da Tolmezzo, noi ragazzi guardavamo con sospetto, forse con un malcelato disprezzo, di certo con un sorrisino di superiorità, i butteani, il loro misero abbigliamento e i loro modi decisamente ruspanti.
Ricordo... tanti episodi, volti e situazioni...
E ricordo, anche se non chiaramente, Pieri Petenel.
Anche lui, quando scendeva a valle, passava da casa nostra. E come molti altri, capitava che mangiasse con noi o, se l'ora era tarda, dormisse da noi per riprendere il cammino il giorno dopo.
E quando stava da noi mi faceva giocare sulle sue ginocchia.
Mi immagino la bambina che ero, ancora piccolissima, che si incantava a guardare questo uomo dalla voce tonante e dai modi burberi, resi ancora più "interessanti" dalla barba incolta, che parlava con un'inflessione diversa da quella alla quale ero abituata...
E ogni tanto Pieri Petenel spariva... e in casa si raccontava che fosse in prigione.
Quasi sempre l'arresto avveniva quando era ubriaco e Pieri partecipava a qualche rissa. Altre volte si trattava di piccoli furti, solitamente di roba da mangiare... Talvolta erano provocazioni che volutamente Pieri faceva per essere arrestato. Dopotutto la prigione era più comoda e calda delle catapecchie che abitavamo nei nostri miseri paesi di montagna.
Anche nel 1976 Pieri Petenel era in prigione. Aveva dato uno schiaffo a un carabiniere per andarci...
Quando percepii il mio primo stipendio, misi una banconota da 5000 lire in una busta e la indirizzai all'ospite Pieri Petenel, carcere di Udine. Nel foglio di accompagnamento mi presentavo, ricordando le volte che lui mi aveva "accudita", e gli chiedevo come se la passava.
Qualche giorno dopo mi arrivò una cartolina.
C'era scritto "Qui la vita è dura, ma la pagnotta è sicura".
Una frase che ben dipingeva Pieri Petenel... uno con il cuore pulito e la fedina penale sporca.
Uno al quale oggi penso sentendo parlare di giustizia (sì! minuscolo) e di leggi vergognose.
Mandi, Pieri... e grazie per le lezioni di vita che riemergono ancora nella mia mente.

17 commenti:

aquila ha detto...

ih mami erano altri tempi e altra gente. Gente genuina come ormai non ce n'è più...

Rosetta ha detto...

Ma Buttea è dalle parti di Lauco ? io abito più in su ad Ampezzo per andare a Sauris oppure a Forni di Sopra.
Veramente abito a Milano, però ora passo molto tempo lassù, sopratutto in estate.
Un abbraccione e un mandi sentito !

Kaishe ha detto...

Avevo già sbirciato, cara Rosetta...
Io sono di Fusea, anche se adesso abito a Tolmezzo.
Però certo so dove si trova Ampezzo.
E ci passo proprio per andare a Sauris di Sopra dove la Parrocchia tiene i suoi campiscuola.
Del resto la nostra Carnia è piccola.
Un vero e proprio paese dove tutti si conoscono e si offrono volentieri in "mandi" sincero.
E incontrare te è stata una piacevole sorpresa.
A riviodisi, o cà o là.

Rosetta ha detto...

Kaishe, chissà mai che ci incontriamo a Tolmezzo a Natale, scendo spesso a fare la spesa.
Mandi

Mamit ha detto...

Sai, capita sempre più spesso anche a me di tuffarmi in vecchi ricordi, di ritrovare volti e persone lontanissimi nel tempo ma vivissimi nella memoria.
Mi chiedo se, in tempi di così grande confusione e decadenza, non sia un modo per ritrovare antichi sapori, senza perdere la speranza che siano irrimediabilmente perduti.

Gabry in blog Belella ha detto...

Gran bella storia Kaishe, altri tempi, altre persone, dove ci si conosceva tutti, dove delle volte anche le colpe avevano un loro perchè...

Un saluto e buon fine settimana !






PS- fortissima la tua mamma..ahahah!!!

Orsobruno ha detto...

I tuoi racconti, le tue storie di persone concrete, sono interessantissimi!
Un abbraccio!

fabio ha detto...

Dovresti metterli insieme tutti questi racconti di persone e personaggi di un tempo che fu, farli pubblicare; è una memoria preziosa per le future generazioni.

Paola dei gatti ha detto...

pèieri mi ha ricordato il mario, il calzolaio (ufficialmente)del paesino dove trascoorevo le vaanse in montagna:di professione spallone (contrabbandiere), come molti altri del luogo: alto riccio, sorridente, con 5 figl8i da crescere...e anche lui con qualche "onesta vacanza" anche se, a dire il vero, i finanzieri che conoscevano lui ed alcuni altri , sapendo che il poco che guadagnava serviva per crescere la famiglia, ogni anno più numerosa, quasi sempre, preferivano "non vederlo" e nei periodi in cui mario o un altro dei suoi colleghi erano "ospiti dello stato" il parroco, l'indimenticato don giuseppe, quello che diceva messa con la cagnetta lilla seduta educatamente sulla porta della sagrestia e lo sfacciato gatto nerone che gli si strofinava tra i piedi e che ogni domenica preparava un pranzo sostanzioso per i chierichetti e i loro fratellini e sorelline, provvedeva, con la massima discrezione, ad aiutare la famiglie in difficoltà: erano gli anni'50

Gabry in blog Belella ha detto...

Buona domenica Kaishe!

Gabry in blog Belella ha detto...

Un saluto Kaishe e buon inizio settimana!

Kaishe ha detto...

Buongiorno....
Entrando stamattina sui commenti e trovando l'immancabile e graditissimo saluto di Gabriella (sei UNICA!!!), ho notato la data, che ancora non avevo messo a fuoco.
16 novembre... cioè 33 anni di lavoro certificati, consumati e goduti sempre con la MIA Cooperativa.
Beh, direi niente male!
E di certo non ne farò altrettanti, no?

NADIA ha detto...

HOLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
BUONGIORNO!!! :0

mi piace pieri Petenel, persone di altri tempi forti e coraggiosi.....

sono sempre presente un besito grande!!!
hasta siempre!!

Paolo ha detto...

Si rimane senza parole...

Gabry in blog Belella ha detto...

Trentatre anni di lavoro sempre allo stesso posto non sono pochi, ormai credo che faccia parte di te proprio come la tua famiglia... io ho lavorato per la stessa azienda ben 34 anni condividendo con i colleghi/amici praticamente buona parte della mia vita perchè poi non si limitava più alle sole ore lavorative.

Un abbraccio e buona giornata!

Aldo ha detto...

Ho trovato questo sito,cercando il significato del saluto ,mandi;pensavo di conoscerlo già,complimenti per tutto altro luogo di incontro di idee,passioni, un posto per il cuore per i ricordi.Io ricordo stasera ancora una volta pari contadino,boscaiolo della Carnia, emigrato.Barbo Toni e altri bellissimi ricordi.Mandi

Kaishe ha detto...

Per Aldo.
Se ripassi di qui, mi piacerebbe poter fare due chiacchiere con te.

Intanto, volevo dirti che, qualche tempo fa, avevo proprio fatto un post sul significato della parola MANDI.

Questo è il link:
http://kaishe.blogspot.com/2009/07/mandi-mandi.html

Allora, mandi e a riviodisci!!!

STAIT ATÊNZ…

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Sa ti va ben cussì bón… sennò piês par te!!! …tu pós ancje šindilâti: prat denant e selve daûr…

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37 grazie x 22 PREMI!!!

Sira degli Oedv Presiùs

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Grazie Cri!!!

Embè...

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Piuma nel Vento ringrazia OEdV!

Già! ... anche...

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