Visualizzazione post con etichetta Sull'orlo dell'infinito. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sull'orlo dell'infinito. Mostra tutti i post

domenica 2 febbraio 2014

Nunc dimittis servum tuum, Domine...

... secundum verbuum tuum in pace.
 
Il Vangelo che la Liturgia ci regalava ogg è uno dei brani più belli in assoluto... anche per i ricordi che suscita i me.
Con queste parole, infatti, il nostro Monsignore ha parlato alla Comunità dell'intervento chirurgico al quale si era sottoposto e di quanto lo aspettava.
 
 
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la Tua Parola.
 
Un affidamento totale e consolatorio. Una Fede assoluta, semplice e profonda.
Mentre veniva proclamato le lacrime mi hanno rigato il viso e io ho sperato che nessuno se ne accorgesse.
La vita ha passaggi difficili e prove che vorremmo evitare. E, soprattutto, noi abbiamo gradi di sopportazione influenzati da tutti gli accadimenti che ci troviamo ad affrontare tanto che, a volte, finiamo per cedere su episodi all'apparenza banali.
Ma ciò che siamo è la fusione del tutto che viviamo... e io mi accontento di cercare di non vergognarmi mai di me stessa.

mercoledì 21 dicembre 2011

Una risata sull'Universo

Ieri sera ho assistito allo spettacolo teatrale "ITIS - Galileo" di e con Marco Paolini.


A parte l'immensa stima che nutro per Paolini attore (ed autore di se stesso) fin dal "Vajont, orazione civile", mai scalfita neppure dalla piccola delusione di non essere riuscita a fargli mettere in scena almeno qualche minuto di omaggio alla mia Cooperativa con suggerimenti tratti dal libro che, a suo tempo, scrissi con un collega.
Già... perchè per festeggiare il nostro primo secolo di vita ho proposto all'Azienda di offrire ai nostri soci e consumatori una serata teatrale e ho fatto in modo che la scelta cadesse su Marco Paolini.
Beh, veramente ho fatto anche in modo che il compito di accoglierlo all'arrivo in teatro fosse affidato a me ;-)
Ma tornando a ieri sera, Paolini non si è smentito.
Sulle posizioni più alte della gradinata c'era un nutrito gruppetto di studenti che hanno calorosamente partecipato alle fasi dello spettacolo con convinte risate, risposte a fior di labbra e applausi convinti.
Forse per qualcuno era la prima volta a teatro, ma sono convinta che tutti ne siano rimasti più che soddisfatti il che, in un'epoca da "grande fratello" apre spiragli di speranza sul livello culturale delle nuove generazioni.
Paolini, per conto suo, ha parlato di storia, teologia, astronomia, filosofia con puntuali citazioni e leggere divagazioni nell'attualità, richiamando collegamenti al presente, vecchi vizi italici e modernità antiche della società civile ed ecclesiale.
Ha proposto le teorie di Platone ed Aristotele, le certezze della fede e la rivoluzione di Copernico, la posizione di Tolomeo e la concezione filosofica di Giordano Bruno richiamando paragoni, non esaltanti, con gli astrologi contemporanei e la loro pochezza culturale.
Molte le citazioni che vorrei aver memorizzato per raccontarvele... Una su tutte l'elegia funebre dedicata a Galileo Galilei (il pisano con il nome uguale al cognome) e presa da Giordano Bruno.
Mi approprio, invece, di parole di Marco Paolini stesso per riassumere il suo lavoro.
Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro. Sarà perché le leggi dell’economia non sono leggi matematiche e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il nostro mondo cerca consolazione negli astri. E mi stupisce che, quattrocento anni dopo la consacrazione dell’universo post-rivoluzione copernicana, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell’oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Alla fine non importa se il cielo non è così, perché quello che conta è che ci piace. Galileo è usato spesso come simbolo della scienza libera contro la fede integralista, ma in realtà è uno che per campare fa anche oroscopi. Eppure ha la forza di guardare oltre. Per noi è facile irridere le teorie del passato, quando finiscono le teorie fanno sempre ridere. Il problema è che mentre ci sei dentro continui a pensare che non sia teoria, ma spiegazione della realtà.

Mi è passata per la mente una coincidenza sulla quale si può fare una piccola riflessione: fra un anno esatto il mondo che conosciamo finirà... o almeno così crede qualcuno sulla base di interpretazioni di "certe" profezie.
E' proprio vero... l'uomo è "ancora quello della pietra e della fionda".


lunedì 26 aprile 2010

Angeli... quando l'Invisibile si fa arte.

Sabato scorso abbiamo inaugurato la 10.ma edizione della Mostra di Arte Sacra a Illegio.
Il tema di questa edizione - Angeli. Volti dell'Invisibile - è di per sè affascinante e, per quanto mi riguarda, ha un gusto dolce che mi ricorda bambini in preghiera e chiese dense di fumo che si alzava come una tenda impalpabile sull'incanto di un mondo desiderato e un pochino temuto.
E genitori che la sera invitavano i figli a rivolgersi a Dio prima di addormentarsi e a mettere le nuove giornate nelle mani sicure e amorevoli di presenze misteriose delle quali ci pareva di percepire la vicinanza e l'affetto.
E nonni che recitavano le loro orazioni snocciolando parole latine che si ammantavano di sacralità proprio per il fatto di essere spesse volte incomprensibili all'intelletto...

Agnele Dei, qui custos es mei,
me Tibi commissum pietate superna,
illumina, custodi, rege et guberna.
Amen...

Fino al 3 ottobre, centinaia di persone saliranno fino a questo paesino sperduto per farsi "incantare" dall'armonia del cielo resa visibile dal genio artistico di pittori, scultori e argentieri di ogni epoca.

E magari si ritroveranno a recitare una preghiera al proprio Angelo custode senza per questo smettere di essere persone che lavorano, studiano, vivono il nostro tempo con tutti i suoi problemi.

O forse in proporzione ai propri problemi...


mercoledì 10 giugno 2009

Cosa conta

Come mi piace emozionarmi!
Ieri mi è arrivato un SMS che mi confermava che abbiamo il "sostituto"!
Parlo della Mostra alla quale ho già fatto alcuni cenni. Quella che per il suo primo mese di attività aveva ospitato il "Riposo nella fuga in Egitto" di Caravaggio.
Ieri il Curatore della Mostra (il nostro don) ha avuto l'ufficializzazione del prestito di un'opera che degnamente prenderà il posto che per due settimane era rimasto libero.

A Illegio, in questo paesino sconosciuto ai più, ospiteremo il "Salvatori Mundi" di Lorenzo Bernini.
Appena ne ha avuto certezza, mi ha mandato, dunque, un SMS e, subito dopo, una mail con alcune fotografie del capolavoro marmoreo raffigurante il busto di Nostro Signore Gesù Cristo.
Il motivo per il quale un'immagine di Cristo possa avere "diritto di cittadinanza" in una mostra dedicata ai Vangeli Apocrifi è presto detto: l'immagine umana del Figlio di Dio non viene mai definita nei Vangeli Canonici, così come molti altri dettagli della Sua vita piuttosto che di quella dei suoi Ascendenti.
I capelli cosidetti "alla nazarena", gli occhi magnetici, la barba... sono conoscenze che appartengono alla nostra tradizione e sono colte dalla tradizione ebraica oltre che, appunto, dai Vangeli Apocrifi.
Dopo lo stupore contemplativo delle riproduzioni fotografiche di questa Opera, sono andata a cercarne alcune informazioni...
Con le spalle avvolte da un manto che ha l’effetto del raso, il bellissimo volto incorniciato da fluenti capelli e la mano destra «benedicente», un busto di marmo raffigurante il Signore se ne sta nascosto nell’oscurità di una nicchia. Ricavata nel muro di un piccolo ingresso nel convento di San Sebastiano fuori le Mura, lungo la via Appia antica a Roma.
Così veniva dato conto del ritrovamento del Busto, scomparso alla fine del XVII secolo, ma del quale si aveva conoscenza grazie a un certo numero di studi preparatori e a varie copie.
Successivamente, dopo varie supposizioni e molte ricerche, grazie a fortunate coincidenze, accadute nell’agosto del 2001, alcuni storici dell’arte vi hanno riconosciuto il
Salvator mundi, l’ultima opera di Gian Lorenzo Bernini, il «gran regista del barocco», l’artista “globale” capace di ammonire chiunque con un perentorio: «Non parlatemi di niente di piccolo». Che però «alla fine della sua straordinaria esistenza», scrive Claudio Strinati, specialista del Seicento romano, nonché soprintendente ai Beni artistici e storici di Roma, «chiude la sua parabola in una muta meditazione». Tanto da realizzare «per sua devotione» un bellissimo busto di Cristo considerato affettuosamente dal vecchio artista il suo “Beniamino”.

Indipendentemente dal caso della “paternità”, la storia del Salvator mundi restituisce un’immagine di Gian Lorenzo Bernini inedita, commovente: quella di un uomo potentissimo che ebbe in mano Roma per oltre mezzo secolo, amato, ammirato, vezzeggiato da ben quattro papi, decine di cardinali, addirittura dal Re Sole. E che alla fine della vita volle fare un’unica cosa: scolpire l’immagine di Gesù, il suo Beniamino. Per «sua devotione».
E ora, anche per lo stupore, l'ammirazione e, perchè no?, anche per la devozione di chi vorrà salire fino a Illegio, in Carnia. Per chi pensa che certe cose contino e cerca di poterne godere.

mercoledì 22 aprile 2009

La polse...

... ovvero, letteralmente, il luogo del riposo.
Stavo pensando "Si riparte!", e contemporaneamente ho concluso con "ma mi sento già stanca".
Non proprio la forma migliore per una nuova impresa. Ma so che poi l'entusiasmo della partecipazione darà impulso alla voglia di fare.
Ad ogni modo avrei parlato comunque di UN riposo... ma andiamo con ordine.
Venerdì pomeriggio, nel piccolo paese carnico di Illegio, sarà inaugurata l'annuale Mostra d'Arte che, per la corrente stagione, è dedicata ad "Apocrifi. Memorie e leggende oltre i Vangeli".
Le opere esposte saranno 80, tra tele, icone, incisioni, altari e statue provenienti dalle più prestigiose sedi museali europee: i Musei Vaticani, gli Uffizi di Firenze, la Galleria Borghese e la Galleria Doria Pamphilj di Roma, l’Accademia Carrara di Bergamo, i Musei Reali di Arte e Storia di Bruxelles e la Galleria Tretyakov di Mosca.
Interessanti le firme (Guercino, Albrecht Durer, Andrea Pozzo, Pomponio Amalteo, Ludovico Mazzolino e...), ma più ancora l'argomento trattato.
I Vangeli Apocrifi, ovvero nascosti. Motivo di confronto fra chi vuole che il nascondimento sia voluto da una Chiesa intenzionata a celare chissà quali verità sospettate di poter minare la sua stabilità, e chi semplicemente differenzia la Sacra Scrittura fra Libri Canonici e altri ritenuti non significativi ai fini della Divina Rivelazione.
Libri che, peraltro, appartengono alla memoria collettiva e comunitaria del popolo dei Credenti che ne ha sempre attinto e li ha tramandati di generazione in generazione sotto forma di "memorie e leggende".
Libri ai quali ha fatto riferimento la musica (De Andrè, per fare un nome solo) e la letteratura (Dan Brown, per citare il più recente e publicizzato).
Libri ai quali, soprattutto, si è ispirata molta parte dell'Arte sacra e devozionale cristiana che ha fatto sapiente fusione di Fede e Tradizione nel "mostrare" la Storia della Salvezza.
Per il primo mese di apertura, la Mostra fa un vero e proprio regalo ai suoi visitatori giacchè consente di poter ammirare un assoluto capolavoro.

lunedì 21 luglio 2008

Dalla melancolia al sudoku... A/R

Talvolta può capitare di sentirsi predisposti a una certa malinconia... cosa che di per sè evidentemente non costituisce un problema, ma volendo può diventare occasione per entrare un po' nel proprio intimo per tentare di trovare anche le parti più misteriose della nostra persona.

Certo, a dar ragione al vocabolario, è meglio farci entrare uno "bravo":
Definizione di Malinconia (o melanconia; arc. melancolia):
1. Stato d’animo di vaga tristezza, spesso alimentato dall’indugio rassegnato o addirittura compiaciuto, nell’ambito di sentimenti d’inquietudine o delusione.
2. Anticamente, l’umor nero, uno dei quattro umori generati dall’organismo umano, cui si attribuivano malefici e spesso fatali influssi sulle funzioni vitali.
3. Come malattia psichica.
Melanconia, variante di malinconia, preferita nel linguaggio psichiatrico, per designare uno stato psichico caratterizzato da una alterazione patologica del tono dell’umore, nel senso di un’immotivata tristezza talvolta accompagnata da ansia.
(Devoto - Oli , Vocabolario della lingua italiana, 2008)

Un po' meglio altre definizioni:
"Melancolia" è un termine con cui già gli antichi indicavano un particolare stato d'animo, tendenzialmente negativo, vagamente legato ad una condizione depressiva o comunque ad un temperamento contemplativo, più che portato all'azione: la prevalenza dell'umor nero (melan) è responsabile della melancolia. Non che il melancolico sia di per sé un malato (e si fa riferimento alla malattia mentale) ... credo che si possa dire che è "un soggetto a rischio", per cui ancora la medicina studia la possibilità che esista un legame fra disposizione melancolica e tendenza al suicidio.
D'altra parte, la melancolia è, da sempre, anche collegata alla creatività e melancolico viene classificato l'artista, il filosofo, il poeta, il mistico, l'indovino... Anche la noia leopardiana rientra, forse, nel dominio della melancolia, almeno nel senso che rappresenta uno strumento privilegiato per conoscere il mondo: l'"umor nero" come strategia ermeneutica, dunque, legata all'analisi (e all'autoanalisi), all'introspezione, romanticamente ad una delle possibili accezioni di "intelligenza", se è vero che "intelligere" significa confronto e (tentativo di) comprensione della realtà.


Convinta che non sono ancora pronta per essere studiata da nessun luminare, nè desiderosa di diventare argomento di studi scientifici che diventino capisaldo per lo studio delle malattie psichiche nel futuro, mi capita di trovare ben altro tipo di trattazione del tema... quella artistica.
Il famoso incisore Albrecht Dürer ha dedicato una sua opera a "La melanconia", con alcune variabili che si prestano a interessanti elucubrazioni mentali.


Nell'incisione di Dürer, strumenti scientifici e di carpenteria giacciono inutilizzati al suolo attorno alla figura disordinata e meditabonda della Melanconia. I piatti della bilancia sono vuoti, nessuno sale sulla scala, il levriero dormiente è mezzo morto di fame, il cherubino alato aspetta la dettatura, mentre il tempo passa nella clessidra in alto. La sfera ed il tetraedro, curiosamente troncato, suggeriscono la base matematica dell'arte del costruire. Apparentemente la scena è soffusa di luce lunare. L'arcobaleno lunare, che si incurva su ciò che sembra essere una cometa, può significare la speranza che lo stato di abbattimento passi.
Nell'angolo in alto a destra, appena sotto la campana, un quadrato...

Solo un elemento dell'insieme o altro?

Certo un elemento affascinante, a partire dalle possibili motivazioni per le quali è stato realizzato in un'opera dedicata a questo stato d'animo: gli astrologi del Rinascimento collegavano con il pianeta Giove i "quadrati magici di quarto ordine" che si credeva combattessero la malinconia, che era di origine saturnina. Un quadrato magico è uno schieramento di numeri interi distinti in una tabella quadrata tale che la somma dei numeri presenti in ogni riga, in ogni colonna e in entrambe le diagonali dia sempre lo stesso numero; tale intero è denominato la costante di magia o costante magica o somma magica del quadrato.

Dürer, un genio evidentemente non solo dell'arte (quante scoperte si possono fare...), realizza adirittura un quadrato simmetrico (dove, cioè, ogni numero sommato al numero simmetricamente opposto rispetto al centro dà sempre 17) . Inoltre, molti gruppi di quattro celle (oltre alle righe, alle colonne e alle diagonali principali), danno come totale 34, la costante del quarto ordine; per esempio, le quattro celle d'angolo, le quattro celle centrali, i quadrati di due per due d'angolo.



Altro che Sudoku, insomma!





L'unica cosa che non credo possibile è il resto della spiegazione: un quadrato di questo tipo può essere costruito con un procedimento incredibilmente semplice. E' sufficiente scrivere in una disposizione quadrata ed in ordine di successione i numeri da 1 a 16 e poi invertire le due diagonali: il risultato è un quadrato magico simmetrico.

Dite che è il caso di provarci o continuo a risolvere i sudoku "semplici"?

Per inciso, Dürer ha scambiato le due colonne intermedie di questo quadrato (il che non cambia le sue proprietà) in modo che le due celle centrali della riga inferiore indicassero l'anno in cui egli fece l'incisione (1514).

lunedì 16 giugno 2008

Labyrinth Escher

Talvolta per far compiere dei ragionamenti ai ragazzi, ci avvaliamo di attività che per loro sono solo giochi, ma che in realtà sono vere e proprie chiavi per mettere in moto ragionamento, fantasia e discernimento.
Una di queste attività ricalca un sorta di mito che fin dall'antichità continua ad affascinare l'Umanità: il labirinto.

La parola deriverebbe da Labrys, la doppia ascia che a Creta era l’emblema del potere regale e aveva la forma di due quarti di luna opposti, a simboleggiare il potere di vita e di morte della divinità lunare matriarcale.
Vita e morte... quale altro dualismo può catturare più di questo l'interesse dell'Uomo?

Fin dall’epoca in cui è nata la saga legata ai miti di Dedalo, di Teseo, di Arianna e del Minotauro nella leggendaria Creta del re Minosse a raccontare simbolicamente la storia della lotta dell'uomo per conquistare e domare la "diversità", ma anche la denuncia di un fallimento: il fallimento di chi, come Teseo, con l'inganno e il tradimento (il filo di Arianna, metafora del logos ordinatore), penetra nel Labirinto e uccide la Bestia senza aver prima riconosciuto che il Labirinto e la Bestia sono dentro di lui...

L’Egitto aveva il “labirinto celeste”, nel quale venivano spinte le anime dei dipartiti, di cui esisteva un esemplare anche sulla terra, il famoso Labirinto descritto da Erodoto: tremila camere, metà sotto e metà sopra la superficie della terra.

Il percorso al suo interno diventa la materializzazione di una prova iniziatica traducibile come viaggio che conduce al centro, ovvero al luogo sacro per eccellenza che esprime la speranza di una rinascita. Tale pensiero si conserva immutato anche nel Medioevo cristiano. E’ solo l’oggetto dell’iniziazione che muta; anziché Teseo è Cristo che libera l’anima dall’errore e dalla perdizione. in una nuova interpretazione religiosa che, accanto all’amore per l’allegoria, inserisce l'attrazione per la magia.

A partire dalla metà del Cinquecento il labirinto troverà spazio nel clima gaudente della corte diventando una moda culturale arrivata fino a noi nell'architettura dei giardini che ricalcano, appunto, il percorso di un labirinto.

E che dire del modo di dire "labirinto della mente"?... In effetti, i problemi della vita appaiono spesso come un intricato labirinto, nel quale è difficile imboccare la giusta direzione, se non dopo aver compiuto molti tentativi ed errori ed averne pagato le conseguenze.

Ad affrontare il tema della crescita ricalcando l'idea dell'uscita da un labirinto, nel 1986 esce un film "Labyrinth, dove tutto è possibile" dove, nella parte del malvagio re degli gnomi, il demoniaco Jareth, troviamo il poliedrico cantante David Bowie...

Nello spezzone che segue, la parte finale del film con i protagonisti a sfuggirsi o inseguirsi, secondo le parti, nel labirinto del titolo...



Quello che me lo ha riportato alla mente è che il "modello" del labirinto è proprio una delle opere di Escher... di cui ho già parlato nel precedente post.

Per me è stato lo stupore di scoprire come, attraverso la preparazione per le Mostre di Illegio, sono accompagnata a riflettere davvero su molti argomenti, seguendo di volta in volta un percorso piuttosto che un altro del labirinto delle occasioni che ci si presentano...

domenica 15 giugno 2008

Il fascino dell'impossibile


"Non posso fare a meno di prendermi gioco di tutte le nostre certezze incrollabili. E' molto divertente, per esempio, confondere deliberatamente due e tre dimensioni, il piano e lo spazio e scherzare con la gravità". (Maurits Cornelis Escher)

Confesso di sapere chi sia Escher da poco più di un mese... nonostante avessi avuto occasione di "giocare" con le opere di questo geniale artista olandese, creatore di illusioni, di mondi ed oggetti irreali che ad una sommaria occhiata possono ingannare ed apparire reali, rivelando ben presto nascoste sorprese.
E così credo possa essere anche per molti di voi...
Non vi è forse capitata sott'occhio questa sua "creazione"?
Non vi sembra di trovarlo familiare rispetto alle "immagini impossibili" o illusioni ottiche che un po' tutti conosciamo?
Allora ricapitolando:
tutte quelle immagini che si fondono le une nelle altre, quelle scale che in qualunque modo giri il fogli sembrano sempre dritte, quei soggetti che mostrano realtà diverse a seconda di chi e di come le guarda ma pur sempre corretta e sensata, ogni volta che guardi una sua opera ti accorgi che la prospettiva da cui la guardi è quella giusta e questo accade ogni volta che la cambi, nonostante tutto ti sembra una cosa naturale anche se razionalmente è assurdo…
Ecco! Quello strano artista che disegna così è Maurits Cornelis Escher.

La genialità di certe sue intuizioni, espresse nelle famose "figure impossibili", e i suoi paradossi logici sono oggetto di studio da parte non solo degli storici dell'arte, ma anche degli psicologi della percezione. Nelle sue opere, poi, non si può non rilevare la straordinaria analogia tra le sue immagini assurde ed innaturali e le immagni digitali virtuali che si possono oggi realizzare grazie alla grafica computerizzata, ponendolo anche nella posizione di grande anticipatore del futuro. Ovviamente, le sue opere sono molto amate anche da scienziati, matematici, logici e fisici che, ovviamente, non si fermano allo sguardo curioso con il quale le licenziamo noi, ma vi leggono l'interpretazione originale di concetti appartenenti alla scienza, alla matematica, alla geometria, alla cristallografia.
Insomma, un genio...

Ma io (e chi visiterà la Mostra se lo sentirà raccontare) l'ho conosciuto in un'altra veste: la veste dell'uomo di pensiero che davanti all'insondabile mistero della vita (e della morte), non trova risposte nella scienza e nemmeno nella sua genialità...
Quando Escher dovrà andare a compiere il riconoscimento del corpo del fratello, morto in un incidente in montagna, anche lui si troverà a dover rispondere alle domande sul senso della vita... o sull'insensatezza dell'essere nati per dover morire.
Proprio in quel periodo realizza una serie di litografie sui "Giorni della Creazione" che, per l'appunto, si possono ammirare all'interno della Mostra sulla Genesi in corso ad Illegio.

In queste opere, l'artista ha prestato la sua arte per raccontare di un buio dal quale il Creatore "estrae" (e a me vengono in mente le mani di un'ostetrica) la vita.
Io non so quale pensiero ci sia dietro alle scelte artistiche, ma mi piace immaginare che avesse scoperto dentro di sè la certezza che quelle stesse mani non lasceranno che nessuno riprecipiti in quel buio...

giovedì 29 maggio 2008

Enigmando la Gioconda

Dunque... piuttosto che stirare martedì sera sono andata a una serata di "lettura" artistica...
Certamente prima o dopo dovrò anche attaccare il ferro, ma devo dire che sono felice di aver scelto questa opportunità, perchè gli spunti e i suggerimenti che abbiamo ricevuto sono stati oltremodo interessanti.
L'opera d'arte oggetto delle nostre elucubrazioni era il più famoso quadro di Leonardo da Vinci: Monna Lisa, altrimenti detta La Gioconda.

Il piccolo Genio della Parrocchia, ci ha condotti davvero per mano a leggere ogni angolo del quadro, quelli visibili e quelli invisibili, perchè cancellati dall'Artista stesso in tempi successivi, oppure perchè non fermati sulla tela ma che comunque ne hanno influenzato la stesura, vale a dire il contesto personale di Leonard
o e storico in generale.

Ho trovato affascinante l'idea che possa essere un autoritratto, come taluni studiosi cercano di dimostrare da una presunta simmetria nei caratteri dei due volti... ma non credo davvero che sia la versione esatta e definitiva.

Mi piace molto di più la versione secondo la quale il ritratta è quello della seconda moglie di Francesc
o del Giocondo, di nome Lisa Gherardini... da cui entrambi i nomi del dipinto.
Versione, per a
ltro, condivisa anche dal Vasari che scrisse:
Prese Lionardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di monna Lisa sua moglie, e quattro anni penatovi, lo lasciò imperfecto…"

Il quadro, custodito al Louvre di Parigi è stato, nei secoli, oggetto di svariate "contaminazioni" ad opera di diversi artisti, tra i quali non possiamo non citare A
ndy Warhol...

Nel corso della serata ci è stato proposto uno di questi lavori, per la precisione ad opera di Marcel Duchamp, che ha ritoccato il capolavoro nel modo che vediamo qui accanto...

Come potete vedere non grandi modifiche...
Qualche aggiunta: un paio di baffetti e
un delicato pizzetto... e una sigla alla base del ritratto: L.H.O.O.Q.

Ovviamente la sigla ha scatenato una ridda di supposizioni sul significato della stessa...
Quali possono essere le parole suggerite?
Che la sigla celi un messaggio?
Di sicuro non possono essere solo una sequenza casuale di lettere...
Non conoscendo l'amore di Leonardo per
il gioco nelle più diverse forme e applicazioni, sia per divertimento che come esperienza scientifica: rebus, enigmi, quadrati magici, giochi di prestigio... ma anche bolle di sapone, sassi lanciati sulla superficie dell'acqua e trottole, con cui compiva gli esperimenti che annotava nel Codice Atlantico o nel Codice Hammer.

Secondo una delle ipotesi, forse la più elementare, la soluzione può celarsi nel semplice scandire delle lettere stesse: EL - ASH - O - O - KU ... che letto in sequ
enza può dare: El à shò o cü (Elle a chaud au cul)... troppo forte!

Ma la spiegazione che mi ha conquistata e avvinta, e sulla quale ho pensato a una mia carissima amica (lei sa che sto parlando proprio di lei) e quella sulle mani di Monna Lisa...

Premetto doverosamente che c'è un piano di lettura di una sup
posta "leggerezza" della donna in relazione al fatto che sia stata ritratta con i capelli sciolti (giammai per una donna sposata e appartenente a un certo ceto sociale), per il sorriso accennato (enigmatico ma proprio per questo aperto a tutte le interpretazioni) e per le mani stesse (vuote... come se fosse una donna dedita all'ozio).
Ma ce n'è un altro che legge in molti particolari della tela una sorta di omaggio alla maternità: il leggero velo che copre i capelli e le mani, appunto.
Del resto Francesco del Giocondo era rimasto vedovo di una prima moglie che non gli aveva dato eredi, e l'auspicio era che la seconda moglie potesse invece dargliene...


Dunque le mani... raccolte, una sull'altra, il braccio sinistro sul bracciolo della poltrona e la mano destra che si appoggia sulla sinistra... due mani sul bracciolo... Do' mani braciolo... domani avrò un bambino tra le braccia...


Ecco, tesoro, non potendo farti omaggio del quadro (per ovii quanto banali motivi), ti offro il mio pensiero... per me è stato davvero sorprendente e chissà... magari è foriero di altre sorprese...

lunedì 12 maggio 2008

Genesi: il mistero delle origini

Bereshit Bara' Elohim et ashamaim veet Haaretz

In principio Dio creò il cielo e la terra.

Con queste parole inizia la Sacra Scrittura... e la sfida dell'uomo alla Fede.
Da quando, un secolo e mezzo fa, Charles Darwin elaborò le sue teorie, la polemica tra evoluzionisti e creazionisti non accenna a placarsi, anzi... si discute anche dell'opportunità o meno di insegnare nelle scuole la dottrina del "disegno intelligente" del cosmo, fondata sulla Bibbia. Il tema del rapporto tra scienza e fede è sempre attuale, dunque, dopo secoli di storia del pensiero scientifico - da Copernico a Galilei, da Albert Einstein a Stephen Hawking.
Eppure dire "sì" a Dio non significa negare i progressi e le scoperte scientifiche, quanto piuttosto mettere le due "verità" su due piani diversi che possono essere complementari e dialoganti.
La Fede cerca di dare delle risposte alle tante domande della scienza e della Filosofia, soprattutto a una domanda: Perchè pensare che ci sia "qualcosa" e non piuttosto il "nulla" (per citare Heideger)... o ancora Perchè c'è proprio questo e non qualcosa d'altro?.
Chiaramente i due approcci sono molto dversi, la scienza opera su un piano fenomenologico, la Fede su un piano ontologico...
Ma mi sa che sto perdendo il senso di quello che volevo scrivere...
Riprendiamo il filo...
Nel pomeriggio di ieri, a Illegio, in Carnia, si è inaugurata la Mostra d'Arte intitolata: Genesi, il mistero delle origini.

Settanta opere - incisioni, dipinti, oggetti di oreficeria, codici che spaziano dal III al XX secolo - a raccontare la vicenda dei sette giorni della Creazione.

Un modo "diverso" di rileggere le pagine della Sacra Scrittura affrontando, attraverso immagini evocative, il tema della condizione umana e delle sue origini...

Bereshit Bara' Elohim... la seconda lettera dell'alfabeto ebraico "ב" (bet) ad aprire i testi sacri.
La cabala lo interpreta in questo modo:
la lettera equivale al 2 per sottintendere a un DIALOGO, tra Dio stesso e la sua Creazione...

Alcune volte pare che l'uomo voglia interromperlo... talaltre pare lo interrompa Dio...
In entrambi i casi l'uomo riesce a percepire la sua pochezza... e ne prova timore.
Forse lo stesso timore dell'Adamo della volta della Cappella Sistina che allunga un dito perso il tocco vivificante del Creatore...


E proprio il tema della creazione così come realizzato nella Cappella Sistina, apre una pagina affascinante sulla "nostra" Mostra.

In esposizione avremo anche un ritrovamento eccezionale: un disegno inedito che lo studioso Heinrich Pfeiffer riconosce come opera di Michelangelo.

Sul foglio, utilizzato almeno due volte dall'artista, uno schizzo del primo progetto della volta e uno studio del braccio di Adamo e della mano di Eva che si trovano nelle scene rappresentate.

Un motivo in più per fare una visita alla Mostra "Genesi, il mistero delle origini"...

Il resto dipende da che guida trovate... io posso esserci solo nei fine settimana!

domenica 4 novembre 2007

Giocando tra gli alfabeti...

... per rincorrere i significati delle parole.

Oltre all'incanto della collocazione suggestiva e bellissima nella quale abbiamo trasferito la NOSTRA Mostra "Apocalisse: l'ultima rivelazione"... mi sono lasciata stupire dalle suggestioni che il luogo e il nuovo allestimento mi hanno suscitato.

Il luogo...
Il Salone Sistino, antica sala di lettura costruita per Papa Sisto V, con le due serie di affreschi, dove da una parte si vede la storia delle più insigni biblioteche e dall'altra la raffigurazione dei Concilii ecumenici. Sui piloni centrali, poi, il tema degli alfabeti e dei loro inventori... dunque un vero e proprio omaggio alla parola scritta.

L'allestimento...
La Mostra è esposta su pannelli che raggruppano l'argomento per "capitoli" dando proprio l'impressione di pagine aperte di un libro.

Così la prima "pagina" si apre sul veggente di Patmos e sulle sue visioni (da lui trasformate in parola scritta e ridiventate visibili grazie all'estro e al genio di grandi protagonisti dell'arte); poi incontriamo la Donna vestita di sole; i due testimoni; San Michele Arcangelo e la lotta contro la bestia; il Giudizio Universale; Babilonia; l'Apocalypsis in figuris di Albrecht Durer; l'apocalisse nel quotidiano (con un accenno al terremoto del 1976 in Friuli); e, infine, una grande vetrata di Henri Matisse sull'Albero della vita.

L'esposizione (che contiene più di quanto ho ricordato) era percorsa dal testo del Libro dell'Apocalisse - espresso in greco, italiano e inglese - e da brani liturgici...
Ma io mi sono fermata, letteralmente a bocca aperta, davanti alle frasi "apocalittiche" perchè...
Magari le avevo pure già viste, ma non avevano il significato che ho attribuito loro in questo momento della mia vita... Vi faccio un esempio.
Se leggete una frase come questa...
Δόξα Πατρί και Υιώ και αγίω Πνεύματι. και νυν και αεί και εις τους αιώνας των αιώνων. Αμήν.

... voi, cosa notate?
E proprio questo ho notato io...

Poi, non avendo studi classici alle spalle mi sono un po' esaltata... chissà cosa significa questa ripetizione di "KAI"?

In realtà... significa "e"... la piccola e semplice congiunzione. Più precisamente è definito così:
Kai narrativo di "consecuzione " alla maniera del wayyiqtol ebraico nell'Apocalisse...

Insomma... nessuna grande "rivelazione"... ma entrare la mattina nel Salone e leggerlo a me piaceva un sacco...





P.S.: per la cronaca, la frase riportata non proviene dal Libro dell'Apocalisse... ma ho trovato solo questa... che in realtà è la preghiera del "Gloria al Padre...".-
Doxa Patri kai Hyio kai hagio Pneumati. kai nyn kai aei kai eis tous aionas ton aionon. Amen.

sabato 17 marzo 2007

La bellezza salverà il mondo...

Tempo fa mi è capitato di scrivere, da un’altra parte, qualche parola sul come far fruttare il tempo libero, estivo prevalentemente, per arricchire lo spirito.
Partivo, anche allora, dalla frase che, nella sua opera “L’idiota”, Fedor Dostoevskij pone sulle labbra dell'ateo Ippolit, sottoforma di domanda rivolta al principe Myskin:
"E' vero, principe, che voi diceste un giorno che il mondo lo salverà la bellezza? Signori - gridò forte a tutti - il principe afferma che il mondo sarà salvato dalla bellezza... Quale bellezza salverà il mondo?".
Una frase ancor oggi citata infinite volte, ripetuta nei più diversi contesti fino a farne quasi scordare il suo proprio.
Quasi un'evocazione lontana, ricordo di qualcosa di non ben definito. Apparentemente di poca importanza.
Ne prese lo spunto anche il Santo Padre Giovanni Paolo II nella lettera che rivolse agli artisti, nell’aprile del 1999, in uno straordinario insegnamento:
La bellezza, che scaturisce lo stupore e l'entusiasmo per le meraviglie del mondo, sarà un elemento essenziale per la salvezza, perché grazie ad "essa l'umanità, dopo ogni smarrimento, potrà ancora rialzarsi e riprendere il suo cammino".
Il mio pensiero era, ed è, che il tempo estivo sia il “tempo favorevole” per cercare la bellezza, in tutte le sue forme: nella natura, nell’arte, nella musica, negli incontri con le persone…
A Illegio, un piccolo paesino della Carnia (nelle foto una veduta dell’antica Pieve di San Floriano che sovrasta il paese e il paese stesso), si cerca di favorire questo: il contesto naturale, la struttura del paese, la semplice accoglienza delle persone fanno, nel periodo che va dal 28 aprile al 30 settembre, da cornice ad una Mostra d’Arte intitolata

Apocalisse, l’ultima rivelazione.

La Mostra raccoglierà ad Illegio (UD) circa centoventi opere comprendenti codici, pitture su tavola lignea, pitture su tela, sculture, oggetti di oreficeria, incisioni e disegni.
Le firme più importanti previste sono: Beato Angelico, Bassano, Bosch, Bruegel, Cranach, Dalì, De Chirico, Dürer, El Greco, Zurbaran e molti altri, insieme ad una serie di icone della chiesa russa e greca. Presenza eccezionale ed emozionante sarà quella dell’icona con la visione apocalittica, proveniente dal Sacro Monastero di San Giovanni Teologo a Pathmos: il luogo stesso ove l’Apostolo, in esilio, ricevette la mistica rivelazione da Cristo sul destino del mondo.
Io, immeritatamente, sarò una delle guide (i percorsi sono sempre guidati, senza costi aggiuntivi).
Un’occasione, perché il tempo libero non sia tempo sprecato…
… poi, può pure capitare che una delle guide sia proprio io, ma solo nei Fine settimana!

STAIT ATÊNZ…

Questo, come ogni altro blog, è tutelato dalla legge 675 del 1996 (tutela della privacy), dall'estensione della suddetta avutasi con il Decreto Legislativo n° 196 del 30/06/2003 e dalle norme costituzionalmente garantite al nome, alla persona, all'immagine ed all'onore.
Quindi, se pensate di passare di qua per scrivere "spiritosaggini" a ruota libera, ve ne assumerete anche le eventuali conseguenze. Per parte mia, mi riterrò libera di intervenire se rileverò che si siano superati i limiti dettati dall'educazione e dal rispetto della dignità riconosciuta alle persone... TUTTE!
L'anonimato, evidentemente, non garantisce la copertura assoluta, poichè, eventualmente, la Polizia Postale può richiedere l'elenco degli IP che hanno effettuato l'ingresso al blog.
Sa ti va ben cussì bón… sennò piês par te!!! …tu pós ancje šindilâti: prat denant e selve daûr…

Stiamo insieme da...

Dicevi??? ^-^

37 grazie x 22 PREMI!!!

Sira degli Oedv Presiùs

Sira degli Oedv Presiùs
Grazie Cri!!!

Embè...

Embè...
Piuma nel Vento ringrazia OEdV!

Già! ... anche...

Blog360gradi - L’aggregatore di notizie a 360° provenienti dal mondo dei blog!

Ma certo che NO!!!