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mercoledì 16 aprile 2014

Mi piacerebbe sapere...

Catturata dalla rete di facebook, ho "osato" esprimermi in merito all'ultima vigliaccata di Grillo e Mara (che pure mi conosce anche fuori da quella piazza) mi ha dato della "telecomandata".
Dopo la prima reazione fatta di grasse risate ma anche di voglia di dare una risposta che certamente non ci avrebbe rese "amiche" migliori... avevo deciso di lasciar perdere.
Stamattina, però, ho letto su "La Repubblica" la lettera di un  ragazzo di 27 anni che parlava, con cognizione di causa, della vergognosa re-interpretazione delle parole di Primo Levi e mi sono detta che non potevo non dire la mia, su Grillo e sui suoi difensori... e su di me.

Leggevo il blog di Grillo ancor prima che Casaleggio lo indottrinasse e talvolta trovavo le sue idee condivisibili. Appena, però, si osava manifestare anche solo un accenno di dissenso in un commento, si veniva cancellati. Ed è successo anche a me! Dato che non mi piace chi mi limita nella mia libertà, sia esso un telecomando (cara Mara) o un sito o un blog, ho smesso di frequentarlo e ancora, viste le ultime perle di saggezza propinate, ne sono felice.

In merito alla Shoah e a Levi, mi piacerebbe sapere se i seguaci del comico sanno che appena pochi giorni prima del post farneticante - l'11 per essere precisi - ricorreva l'anniversario della morte di Primo Levi...
Mi piacerebbe sapere se hanno letto "Se questo è un uomo" e che effetto gli ha fatto...
Mi piacerebbe sapere se erano a conoscenza che proprio il giorno del post la Comunità Ebraica festeggiava la Pesach...

Tornando alla lettera su Repubblica, l'autore si chiama Pietro Geymonat... vi dice qualcosa?
E' il nipote del filosofo Ludovico Geymonat, finito in campo di concentramento ad Auschwitz per non aver voluto iscriversi al partito di cui grillo (minuscolo, sì!) è un indegno erede ed evidentemente ha studiato la storia sui libri e sul numero indelebile impresso sul braccio del nonno.
Ai seguaci del mentecatto non ho niente da dire.

A Pietro e alla Comunità Ebraica vorrei rivolgere le mie scuse!

domenica 10 novembre 2013

Pregiudizi... e contrappunti

Ho dei pregiudizi!
Lo so... ma non me ne dolgo perchè molto spesso trovo conferma alle mie convinzioni.
L'ignoranza, per esempio.
Sono convinta senza bisogno di riprove che l'ignoranza sia una condizione nella quale germogliano le peggiori espressioni umane.
Oggi ho avuto due occasioni di ripensarci. Entrambe riconducibili ad una precisa situazione storica: il nazismo (e la brutta copia che ne è stata fatta dal becero fascismo mussoliniano).

Stamattina il Santo Padre ha aggiunto (a braccio, si dice) un accenno ad un anniversario di cui non ci si dovrebbe dimenticare:
“Ricorre oggi il settantacinquesimo anniversario della cosiddetta ‘Notte dei cristalli': le violenze della notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 contro gli ebrei, le sinagoghe, le abitazioni, i negozi segnarono un triste passo verso la tragedia della Shoah”... e mi sono ripassate davanti agli occhi le immagini cinematografiche che ci hanno raccontato quella barbarie.
Ho provato la stessa incredulità di sempre ripensando alla inciviltà che abitava, in abbinamento ad una crudeltà che non può trovare giustificazione nemmeno nell'abusata scusa "Obbedivamo ad ordini superiori...", gli animi dei rozzi nazisti che oltre alla vita cercavano di eliminare anche la Storia, la civiltà e la cultura di un Popolo che avevano assurto a nemico da sterminare...


E' di questi giorni, poi, la notizia del ritrovamento di ben 1500 capolavori che costituiscono il cosiddetto "tesoro di Hitler", vale a dire opere d'arte rubate dai nazisti che, evidentemente conoscendo i loschi figuri che costituivano le gerarchie naziste, in considerazione del loro credersi le truppe oramai perdute perchè presumibilmente distrutte, davano sfogo agli istinti di soprav vivenza e all'egoismo.

Per fortuna a tanta bassezza fa da contrappunto la grandezza di un Papa che non smette mai di essere una magnifica sorpresa, come Uomo e come Pastore, e la simbolica restituzione a tutta l'Umanità di un grande patrimonio artistico.

In questi tempi, in questo Paese, abbiamo bisogno di contrappunti!

mercoledì 27 febbraio 2013

If...

Gli aggiornamenti sulla difficile (e pericolosa) situazione politica italiana mi fanno venire in mente tutta una serie di "se".
Non si tratta, come ho anche ascoltato in questi giorni, di dietrologia: Se le primarie le avesse vinte Renzi!, Se fossimo andati al voto a fine 2011 invece di appoggiare il Governo Tecnico!, Se non ci fosse così tanta gente con la memoria corta....
Si tratta, invece, di semplici considerazioni fatte sulla base del vissuto, mio e di ciascuna persona.
Se stai cercando lavoro è ipotizzabile che tu voglia lavorare!
Se intraprendi un percorso scolastico è prevedibile che tu voglia concluderlo!
Se decidi di sposarti è auspicabile che tu pensi che sarà per tutta la vita!
Se dai alla luce un figlio è normale che te ne occupi!
Se, per venire al dunque, ti candidi per entrare a far parte delle Istituzioni Governative è normale che, una volta eletto, tu governi!
Facile, no?
Invece, in questo Paese sempre in bilico tra la ricchezza del Passato e la mediocrità del Presente pare non ci possa essere un Futuro "normale".
Personalmente non punterei molto sulla capacità di "normalità" di Grillo.
Spero almeno che i suoi sostenitori e i candidati del suo Movimento sappiano rendersi liberi dalla zavorra delle urla e dei proclami distruttivi del loro leader e del suo guru e si rivelino interessati al Bene comune come hanno fatto credere ai propri elettori.

E adesso basta parlare di cose così imbarazzanti, se non umilianti, come questa anti-politica che si rivela già meschina al pari della politica tradizionale...

Adesso voglio concludere con un altro "Se".
La bellissima "Lettera ad un figlio" di Rudyard Kipling, l'autore di "Il libro della giungla".

Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te
la stan perdendo e te ne attribuiscono la colpa,
se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te
ed essere indulgente verso chi ti dubita;
se sai aspettare e non stancartene,
e mantenerti retto se la calunnia ti circonda
e non odiare se sei odiato,
senza tuttavia apparire troppo buono né parlare troppo da saggio;
se sai sognare senza abbandonarti ai sogni;
se riesci a pensare senza perderti nei pensieri,
se sai affrontare il Successo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori nello stesso modo;
se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto
distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;
se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita,
distrutte e riesci a resistere ed a ricostruirle con strumenti logori;
se sai fare un fascio di tutte le tue fortune
e giocarlo in un colpo solo a testa e croce
e sai perdere e ricominciare da capo
senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso;
se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi muscoli
a sorreggerti anche quando sono esausti,
e così resistere finchè non vi sia altro in te
oltreché la volontà che dice loro: "Resistete!";
se riesci a parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà,
o ad avvicinare i potenti senza perdere il tuo normale atteggiamento,
se nè i nemici né gli amici troppo premurosi possono ferirti,
se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo;
se riesci a riempire l'inesorabile minuto
dando valore ad ogni istante che passa:
il mondo e tutto ciò che è in esso sarà tuo,
e, quel che conta di più, tu sarai un Uomo, figlio mio!


domenica 26 agosto 2012

Così è...

... se vi  pare, diceva il grande Pirandello.
E oggi mi va di dire "Così è"... anche se non "pare" a tutti.
Ci pensavo ieri sera... ennesima serata afosa ed oziosa sprecata a sbirciare la televisione perchè non c'erano energie per fare altro. Saltabeccando tra un canale e l'altro della tristissima offerta del digitale terrestre cui siamo stati giocoforza convertiti, sono approdata su un canale locale che mendava in onda l'elezione di Miss qualcosa... Era il turno di una scialba ragazzetta che, dopo aver dichiarato i suoi 17 anni, ha puntualizzato di essere rientata apposta per la partecipazione all'elezione dal luo go mare nel quale trascorreva le ferie con il suo ragazzo.
Il primo pensiero è stato "Chissà sua mamma che felice della modernità della figlia che va in ferie con il ragazzo e della propria che lo consente"?!... Personalmente lo disapprovo e sono disposta a sentirmi dare della bigotta (è avvenuto più volte in questo blog) per avere la libertà di sostenerlo.
Cambio di canale...
Il TG annuncia che è morto Neil Armstrong, l'uomo che compì lo storico "piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità" nel luglio del 1969, quando fu il primo uomo a camminare sulla Luna.
La memoria torna a quella sera e mi rivedo, bambina poco più che dodicenne, che guardo il cielo con un vago timore che si affaccia al fascino esercitato da ciò che sta per accadere.
"Sei proprio antiquata!"... sarebbe il commento più appropriato.
Eppure io penso che dovremmo recuperare un po' di quell'innocenza e ne dovremmo far dono ai nostri bambine e ai nostri ragazzi prima che raggiungano l'età nella quale dovranno nascondere la loro anima fantastiosa per affrontare la realtà...
E, con l'innocenza, riconsegnare loro l'incanto, la magia, il senso dell'eternità che già hanno in germoglio nel cuore.
Ma questi sentimenti vanno, appunto, coltivati e questo richiede tempo e fatica da parte di noi adulti. E poi c'è il rischio delle domande che ci possono mettere in crisi e della coerenza che è indispensabile per essere credibili.
Nel contempo schiere di tuttologi ammorbano l'etere con la loro "scienza e sapèienza" e noi pendiamo dalle loro labbra e concordiamo che "non si può andare avanti così".
E allora, cosa vogliamo fare?
Aspettiamo i Maya?




domenica 19 febbraio 2012

Le occasioni perse...

Finalmente è passato anche per quest'anno... Perchè, in definitiva, anche chi non lo guarda dalla metà degli anni '80 se ne ritrova, suo malgrado, ostaggio.
E anche quest'anno ci siamo dovuti sorbire nugoli di pseudo-esperti in ogni trasmissione televisiva, ad ogni orario del palinsesto, nella più assoluta indifferenza della tanto sbandierata pluralità.
Quello che più mi ha dato fastidio è il solito, umiliante, "utilizzo" della figura femminile. Con colpevole complicità di una certa tipologia di persona ben rappresentata da una deludente Belen che, dopo averci lasciato intravedere una certa autoironia che lasciava presagire perfino un'intelligenza che un po' ci rimetteva in pace con l'esibizione del corpo anche fuori contesto, ha deluso con la pantomima mutanda-sì, mutanda-no, mutanda-forse ma (immaginiamo) modello Borat...
E sì che si sarebbe potuto parlare di ben altre donne... Di certo di una che meritava una maggiore attenzione. Questa...



Evidentemente la smania dello share surclassa ogni altra possibile gestione del mezzo. Ma stavolta hanno toppato alla grande i giornali...
Ci considerano proprio così "poco" da propinarci solo la "menata" della farfallina e perdere l'occasione di parlarci di un altro tipo di donna che avrebbe maggior diritto di essere esempio per le future donne italiane rispetto ad una banale comparsa, buona solo per qualche copertina, qualche scalcinato calciatore (o fotografo esperto di gossip), qualche isola e molti scaldalucci il più delle volte preparati a tavolino?
Non lo so... Spero di no!
Intanto mi incanto e mi commuovo quando posso "incontrare" una DONNA dalla vita VERA.

mercoledì 1 febbraio 2012

Scaduto!

Pago la RAI ogni anno e, soprattutto, tendenzialmente scelgo la RAI sui canali privati della TV generalista.
Ma mi indispone oltre misura la litania annuale del "Vi ricordiamo che il 31 gennaio scade l'abbonamento..." soprattutto per l'uso, nella frase, del termine "canone".
Infatti la tassa (e che altro è?) che paghiamo non è un canone di abbonamento. Tant'è che viene pretesa anche a chi eventualmente non guardasse i canali RAI.
Non solo.
Viene richiesta anche ai negozi che hanno installato un apparecchio televisivo ad uso esclusivo della video-sorveglianza interna.
E spunta, in quel caso, il termine "tassa sull'apparecchio".
Secondo me, infatti, l'unica tassa che dovrebbe essere richiesta è l'IVA che viene già pagata al momento dell'acquisto.
Dunque, perchè non trovano una maniera altra di spillarci anche questi 112 euro?
E, in ogni modo, perchè non trovano anche un modo alternativo di pagamento rispetto al bollettino che deve arrivare per posta e, se arriva in ritardo, ti obbliga a pagare uuna sovratassa sulla quale l'utente non ha dolo?
Insomma, cara mamma RAI, prima di raggiungere il non lontano traguardo di scontentare tutti gli utenti, perchè non operi un'azione di ripensamento sulla tua identità e sul rapporto con coloro che ti mantengono?



Magari coinvolgendo nella riflessione anche il ruolo ben poco svolto di "servizio pubblico"?
In difetto mi sa che non fanno altro che confermare che i veri SCADUTI... sono loro!


domenica 8 gennaio 2012

Populista anzichenò

Populista... e me ne vanto!
Perchè parrebbe che in Italia faccia rima con onesta. Per lo meno con rispettosa delle legge. Tutte! Comprese quelle fiscali.
Pago tutte le tasse dovute. Compresa quella di proprietà di apparecchio televisivo che, erroneamente, la Rai continua a "spacciare" come canone salvo poi esigerla anche dai locali pubblici che usano l'apparecchio esclusivamente a fini di controllo interno.
Pagavo l'ICI e pagherò l'IMU perchè, comunque, se mi viene richiesta significa che sono una fortunata... o forse no.
Ecco. Un dubbio si affaccia spesso alla mia mente. Soprattutto quando mi guardo attorno e vedo persone che, secondo logica aritmetica, vivrebbero sopra le proprie possibilità. Ma la matematica è una scienza dimostrabile e, quindi, la variabile non è la posizione degli addendi ma la loro esposizione.
E la mia è ufficiale e controllabile.
Infatti in casa abbiamo 2 automobile abbastanza datate (e scassate) e facciamo i conti prima di ogni operazione, ordinaria e straordinaria.
Sul guardaroba stenderei un velo pietoso e così pure sulla dotazione di accessori e di gioielli (ha ha ha).
A Cortina d'Ampezzo, pur distante appena 106 km, ci sono andata solo perchè sede dell'Ospedale Codivilla-Putti e, di certo, se mi sono fermata a bere un caffè, ho optato per un bar lontano dal Corso frequentato dai cosidetti VIP.
Quegli stessi personaggi che in questi giorni tuonano contro i controlli della GdF che, presumibilmente, li hanno offesi nella loro integrità morale.
Che dire?
Mi sono impegnata a non scrivere volgarità su questo mio spazio e, dunque, devo trattenermi.
Credo, però, possa bastare una parola: Vergogna!
Ma quelli del mio livello, i cittadini "normali", quando si ribelleranno a questo stato di cose?
Quando impareremo che c'è un interesse superiore a quello personale e che ci riguarda tutti?
Quando torneremo ad essere ogogliosi del nostro paese?
E allora, se mi date della "populista" non mi offendo... anzi VI RINGRAZIO.

domenica 1 gennaio 2012

Anno nuovo...

... per la VITA, invece, va bene pure quella "vecchia".
Nel senso che augurarsi "Vita nuova" può essere un'avventura rischiosa e, dunque, talvolta è meglio tenersi ciò che si conosce piuttosto che buttarsi nel vuoto di un cambiamento al buio.
Non è stato granchè questo 2011 ma, anche se mi ha inferto ferite difficilissime da rimarginare, mi ha lasciata viva, pronta a combattere per difendere le mie ragioni e, forse, perfino migliore.
Di certo ha spazzato via molte illusioni, ha fatto luce su molte conoscenze tutto sommato superficiali e ha chiarito la consistenza di moltre pseudo-amicizie.
Il mio proposito per l'anno neonato è di continuare a dire ciò che penso e di rifiutare senza indugio ogni forma di ipocrisia.
Poi pagherò le conseguenze ma lo farò nella consapevolezza che non ho barato.
Ieri sera mi sono recata in Chiesa a cantare il Te Deum Laudamus.
E' un momento che amo vivere calata nella tradizione della nostra Chiesa cattolica. La variazione è stata che non l'ho cantato nel nostro Duomo ma nella Chiesa del quartiere dove vivo e dove ho trovato rifugio per continuare a sentirmi appartenente a questa religione che ho scelto. Talvolta anche con sofferenza per le divisioni all'interno della mia famiglia di origine.
Ringrazio il mio Signore e mi stringo a Lui nella certezza che non ne rimarrò delusa.
La delusione può provenire solo dagli uomini. Anzi, solo da un certo tipo di persone di cui evito di parlare anche per rispetto di me stessa.
Il mio piccolo bilancio evidenzia un credito certo nei confronti di molte situazioni ma non mi interessa che venga estinto. Ho già molto più di quanto hanno coloro che vivono di conteggi sulla convenienza di ogni gesto che compiono.
Dunque, per oggi, bando alle tristezze.
Mi lascerò coinvolgere solo da ciò che ha vero significato, mi dedicherò all'essenziale, sorriderò per le piccole cose e cercherò di spendere meglio anche le lacrime.
Buon 2012 a tutti.

domenica 25 settembre 2011

Questione di verità

Se ne può dire ciò che si vuole...
Può piacere o no e lo si può confrontare con chi l'ha preceduto o con chi avremmo voluto al suo posto.
Possiamo ribadire che anche lui ha taciuto su temi sui quali era doveroso alzare la voce, soprattutto se lo si poteva fare da una posizione che contava.
Possiamo ridere del suo italiano e sbuffare del suo latino.
Ma l'omelia che il Santo Padre ha tenuto oggi nella sua Terra di Germania non può lasciarci indifferenti. Come già dovrebbero averci scossi alcuni interventi di questi ultimi giorni.
"Meglio agnostici che finti credenti"... e chi può onestamente dir di non aver incontrato, almeno una volta nella vita, un cattolico "praticante" degno di non altro sentimento che un aperto disprezzo per la distanza incolmabile tra il suo professarsi cristiano (seguace di tale Gesù Cristo!!!) e il suo vivere da persona assolutamente inconciliabile con gli insegnamenti di colui che gli dovrebbe essere Maestro?
"Se qualcuno danneggia la Chiesa, troppe volte lo fa dal suo interno piuttosto che dal suo esterno..."
Verissime queste parole.
Ben si legano a molti dei pensieri che affollano la mia mente... e che sogno che possano raggiungere anche troppe persone che si sentono al riparo da ogni possibilità di errore.
Peccato davvero che troppi cattolici non abbiano nemmeno l'abitudine di partecipare settimanalmente alla S.Messa... Rischierebbero di imparare qualcosa.
Bene.
Sfogata sul versante personale, torno a riflettere sulle parole del santo Padre e anche su come io stessa lo abbia visto e giudicato talvolta.
Oggi dire GRAZIE a questo Pontefice, fine teologo ma soprattutto onesto rappresentate di Cristo sulla terra.
Forse se veniva spontaneo riconoscere il titolo di "padre" a Giovanni Paolo II, a Benedetto XVI potremmo cominciare a pensare come a un buon "maestro"...

P.S.: non ero tanto fuori strada nel condividere questi miei pensieri, no?

martedì 20 settembre 2011

A proposito di donne... di ogni tempo

Già... di ogni tempo.
Mi verrebbe da dire che questi nostri sono ben tristi. Anche per le donne. Soprattutto per le donne. Pensiamo ai "modelli", per esempio.
I modelli che oggi ci vengono propinati dai mass media sono quelli di donne che hanno raggiunto una posizione. Ma, anche per non essere tacciati da "bigotti" o moralisti o giudizi simili, si scivola leggermente sui metodi. Così, prendendo come unico parametro di valutazione la posizione raggiunta, ed il suo corrispettivo economico, certe consigliere regionali possono sbeffeggiare l'intero Paese esponendo su una maglietta la sciocca provocazione che "senza t-shirt sono ancora meglio". Cosa che, per altro, potrebbe essere verificata anche dalla sua cartella clinica visto che molta parte della sua "merce pregiata" è transitata dalle mani di un chirurgo e non ereditata...
Ma la "signorina" che maggiormente mi ha infastidita è tale Terry deNicolò che ha sentenziato "Se sei racchia e fai schifo ti devi stare a casa".
Posto che non voglio ammorbare il mio blog con ripetizioni (vedi sopra per la provenienza delle "grazie" di cui è dotata), mi pare che, come modello per le nuove generazioni di Italiani possa fare il paio con il simpatico umorista Maurizio Sacconi: le ragazze imparino fin da subito che l'unico attributo sul quale puntare è l'aspetto fisico, i ragazzi memorizzino che le donne vanno "usate" senza parsimonia e con una saccente arroganza... ripenso con grande nostalgia alle lezioni di vita delle donne che hanno fatto parte della mia formazione umana e morale: le mie nonne.
None Mabile, alla quale ho dedicato il post che precede questo, e nono Gjudite, che voglio omaggiare con questo ricordo.
La nonna condivideva con noi il ricordo del marito che aveva amato senza condizioni. Nulla importava ai fini del suo sentimento che non fosse benestante, che non le avesse garantito una vita agiata e nemmeno che fosse un pprovocatore che facilmente si cacciava nei guai (come mi piace quando mi dicono che lo assomiglio!). Lei lo aveva amato. Aveva amato solo lui.
Era rimasta vedova a soli 60 anni e, ci diceva, aveva avuto "occasioni" con altri paesani che si erano proposti come rimpiazzo o forse solo come consolatori di un momento.
Ma no! - diceva lei, vecchietta ottantenne seduta davanti a noi nei suoi ampi abiti scuri che celavano ogni forma e non lasciavano trapelare che anche lei fosse dotata di femminilità - non ero per nessuno. Ma se torna il mio Pierin... eccomi. Sono sempre pronta.
Sono felice di avere avuto questi esempi.
Quanto alla "signorina" deNicolò... io credo di essere una donna niente più che normale. Forse qualcosa di meno.
Però il mio prezzo è più alto del suo.
Io VALGO l'amore. Lei qualche euro (che importa se tanti o pochi se si tratta di vendere me stessa), un monile a forma di farfalla e il disgusto di avere adosso le mani di un vecchio libidinoso, lascivo e schifoso.
Povera Terry.
Magari lei mi annovererebbe fra "le racchie che fanno schifo", ma io sicuramente conto lei fra le poverette che fanno pena...

mercoledì 29 giugno 2011

Uomini, quaqquaraquà e altri esseri

Catturando al volo i pensieri che svolazzano nella mia mente, mi accorgo che molti convergono su una domanda: il mio essere cattolica critica può avere influenze negative sul mio essere cristiana?
In effetti non raramente mi trovo in totale disaccordo che le indicazioni della Chiesa volte a regolamentare secondo la Dottrina il vivere dei fedeli. E ogni volta sono certa che Gesù in primis non si accontenterebbe di rimanere nei ranghi ma vorrebbe che la Sua comprensione non transitasse solo per l'intelletto ma facesse capolino anche nel cuore.
Molti sono gli argomenti.
Alcuni di stretta attualità come la civilissima legge dello stato di New York che sancisce la legalità del matrimonio tra persone dello stesso sesso (e come non pensare all'ostruzionismo tutto italiota sulla proposta di legge per il riconoscimento dei Di.Co.?).
Altri di pregnanza assolutamente personale come l'assurdità di un Sacerdote (maiuscola la categoria... sui singoli mi permetto di fare dei distinguo) che tuona verso di me: Non voglio più vederti a Messa in Duomo!
Altri alimentati dal mio subconscio e, inevitabilmente, senza un filo logico a riportare alla loro origine...
Oggi mi sono svegliata rivolgendo il primo pensiero consapevole al mio nonno paterno, la liberissima persona di cui ho solo sentito parlare ma al quale mi sento molto affine.
Si chiamava Pietro. Immagino non festeggiasse gli onomastici e non volesse aver nulla che fare con i Santi, ma gli ho rivolto un "Auguri, nono" perchè oggi si festaggiano i Santi Pietro e Paolo, seguaci di quel Gesù che amo e al quale solo credo di dover giustificare la mia vita.
I due Santi, patroni di Roma ove entrambi trovarono il martirio per la loro Fede, sono personalità decisamente diverse tra loro. Accomunate, secondo me, da una qualità che oggi pare in via di estinzione: la coerenza.
Uomini, prima che discepoli, apostoli o Santi.
Con le loro certezze ma anche i loro dubbi. Il coraggio e la tentazione della vigliaccheria, talvolta anche del tradimento. Certi di ciò per cui giocavano tutta la loro vita, non solo terrena, ma deboli davanti alla prospettiva della sofferenza fisica salvo poi "osare" proporre ai loro carnefici di non far loro l'immeritato onore di farli morire come Colui che solo meritava di essere padrone della loro vita.
Qualche volta si dice scherzando che non aveva avuto molto "occhio", Gesù, nello scegliere i suoi amici.
Invece aveva scelto molto bene!
Talmente bene che ciascuno di noi può guardare loro sentendosi meno inadeguato di fronte alle prove della vita.
Non superuomini senza macchia e senza paura, ma nemmeno quaqquaraquà disponibili a farsi spostare da ogni refolo di vento.
Magari uso queste idee solo per auto-assolvermi... ma non credo di essere in errore quando penso che il mio essere critica su certe posizioni anacronistiche ed eccessivamente rigide, pur trovandomi, poi, su posizioni che si possono ben definire conservatrici in altre situazioni, non mettano a repentaglio la Fede ma la obblighino a trovare sempre una ragione della sua sopravvivenza.
E sono anche disposta ad ammettere una qual dose di arroganza (o di supponenza) quando mi capita di considerare che di troppi cattolici "regolari" è preferibile diffidare... mentre da molti uomini (e donne) in costante ricerca e in continua "crisi" davanti alla Dottrina della Chiesa possiamo imparare molto. In libertà e coscienza...

mercoledì 6 aprile 2011

Con L'Aquila nel cuore.

Si dice che il tempo sani ogni ferita... si dimentica di dire che le cicatrici rimangono per sempre.
Alle persone ma non solo.
Oggi fa male la cicatrice della ferita inferta ad una parte del nostro Paese dal terremoto di 2 anni fa.
Ma se la ferita duole, ciò che le viene "spalmato" sopra brucia oltre ogni dire...
Sempre memore di ciò che oramai 35 anni fa abbiamo vissuto noi, in Friuli, non posso non sentire con particolare intensità ciò che è accaduto e ciò che ancora accade.
Così vado a leggere (quando posso... in silenzio) il blog di Giustino Parisse e ripenso ai suoi ragazzi: Domenico (come uno dei miei figli) e Maria Paola...
Non serve aggiungere parole, se avrete la pazienza di andare a leggere le sue.
Poi, date un'occhiata ai risutati dei miracolosi interventi del governo...

Sono orgogliosa che mi abbiano insegnato il significato di parole come "vergogna"...


mercoledì 16 marzo 2011

Il nostro Paese. Unito.

Di ritorno dal lavoro, l'altra sera ho deciso di andare a far visita ad una mia cugina.
Lungo la strada ho lasciato (del resto, si può forse fare altrimenti?) che i miei pensieri, non impegnati da attività che ne chiedevano l'esclusiva, seguissero liberamente i loro corsi.
Mi è così sovvenuto che in casa abbiamo un unico Tricolore ma che mio figlio secondogenito ne rivendica la custodia e la proprietà.
Ovvio che abbia fatto una deviazione al tragitto per and
armene a procurare uno da esporre per festeggiare, degnamente e pubblicamente, il 150.mo dell'Unità d'Italia.
Nel negozio c'erano altri 2 clienti che, non dimostrando particolari urgenze temporali, mi cedettero il passo e mi invitarono ad ordinare quanto mi serviva prima di loro.
"Non ho fretta nemmeno io - ho detto ringraziandoli - e voglio acquistare una bandiera italiana".
"Anche noi siamo qui per lo stesso acquisto - mi hanno fatto eco.
Non me l'aspettavo... e mi ha fatto così tanto piacere che
mi sono trattenuta con loro a chiacchierare, dell'Italia, della nostra Tolmezzo e di ogni altro argomento ci si affacciasse alla mente.
Poi, al rientro a casa, ho appoggiato il pacchetto contenente l'acquisto su un mobile e non ne ho fatto cenno.
Durante la cena mio marito ha esordito con questa frase:
"Oggi volevo andare a comperare una bandiera ma poi non ci sono riuscito".
"Eccola" gli ho detto e mi sono alzata per prendere il pacco e porgerglielo insieme con un sorriso beato per questa nuova dimostrazione di sintonia.
Adesso la bandiera sventola, pur sotto un'insistente pioggia, quasi salutando quelle esposte da molti altri italiani.
Ho ripensato, nell'occasione, a quale sarà la motivazione "ufficiale" dei 3 colori che ci identificano come Nazione.
Personalmente sarei arrivata a 2 conclusioni.
La prima è che il verde possa rappresentare il nostro Paese inteso come luogo naturale, il bianco l'integrità delle intenzioni e il rosso il sangue versato per renderlo PAESE.
La secondo si rifà alla Fede (religiosa) che certamente ha dato significato a molte azioni prettamente civili, e dunque i colori che identificano le 3 Virtù Teologali: il verde della Speranza, il rosso della Carità e il bianco della Fede stessa...
Ovviamente sono poi andata a sbirciare i siti che ne danno spiegazione e che sono facilmente individuabili.
E ho trovato queste parole pronunciate da Giosuè Carducci nell'anniversario del 1897. Mi erano sconosciute ma devo dire che mi sono piaciute.

Sii benedetta! benedetta nell'immacolata origine,
benedetta nella via di prove e di sventure per cui ancora immacolata procedesti,
benedetta nella battaglia e nella vittoria,
ora e sempre nei secoli!
...
Quei colori parlarono alle anime generose e gentili,
con le ispirazioni e gli effetti delle virtù onde patria sta e si angusta:
il bianco, la fede serena alle idee che fanno divina l'anima nella costanza dei savi;
il verde, la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene della gioventù dei poeti;
il rosso, la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi!

Auguri, Italia!!! Auguri Italiani!!!

giovedì 10 marzo 2011

Il mondo è grigio, il mondo è blu...

E' da ieri che penso ad un post con questo titolo che cita una canzone degli anni 60/70.
Adesso che mi accingo a scriverlo mi rendo conto che è davvero una sciocchezza, ma nella vita, a volte, ci vogliono anche le cose leggere e perfino quelle sciocche.
Dunque, ieri mattina ho dormito un pochino perchè avevo fatto assistenza alla zia durante la notte.
Poi mi sono preparata per l'appuntamento delle 15 con l'oncologa.
Avevo tutte le scartoffie della miriade di esami di controllo effettuati e un leggero imbarazzo, come ho detto alla dottoressa, derivante dal fatto che, sentendomi proprio bene e avendo tutte risposte positive da ogni accertamento, mi pareva di far perdere tempo ai dottori...
Risultato: prossimo incontro con lei il 5 settembre e, ovviamente, nel frattempo svariati altri controlli ecografici, radiologici, clinici.
Tanto per gradire, ho ricevuto molti complimenti per la decisione di rimettermi in forma con una dieta non troppo penalizzante che mi ha fatto perdere (al momento) 7,3 kg. (anche se mio marito mi ha surclassata perdendone 11).
Ieri sera mi sono concessa una serata di riposo anche in previsione di un nuovo turno notturno programmato per questa notte (purtroppo non servirà più perchè la zia ci ha lasciati stanotte).
E allora il "mondo è grigio"?
Ecco, non intendevo proprio il mondo. Sta di fatto che ieri mi sono decisa a fare una cosa alla quale stavo già pensando da qualche tempo e sulla quale ho esercitato tutto la mia capacità di persuasione sui miei familiari che, all'inizio, non condividevano la mia volontà.
Avuto il loro assenso sono andata tranquilla anche se i sorrisini scettici di molte persone facevano il paio con i loro: Ma no! Ma perchè vuoi invecchiarti? Io non lo farei mai...
Così ho dato bel taglio ai capelli in modo che si cominci a vedere che il loro colore è grigio e io non lo maschererò più con tinte di improbabili nuances coprenti.
Confesso che l'unico dubbio era: Ma cosa dirà Paola?

venerdì 4 marzo 2011

... di speranze senza età

Dopo essermi beata nella certezza che i giovani non permetteranno a questa generazione scialba e asfittica (oggi mi sento così... e, purtroppo, mi sento pure di farne parte con tutta la delusione che ne consegue) rubino loro il futuro, mi piace rivolgere uno sguardo fiducioso alla generazione che ci ha preceduti.
Si tratta di persone che hanno avuto esperienza diretta di una cosa che al giorno d'oggi si cerca in ogni modo di aggirare; il sacrificio.
Nella loro infanzia hanno imparato sulla propria pelle cosa significhi "guadagnarsi" da vivere.
In giovinezza hanno spesso dovuto accantonare i proprio sogni per realizzare una unica necessità: sopravvivere.
Da adulti hanno ambito sopra ogni altra cosa ad evitare ai propri figli le fatiche che loro avevano dovuto affrontare.
Da anziani (parola nobilissima che per un malinteso viene evitata come se fosse un'offesa) vengono letteralmente mitragliati dai distorti messaggi di una società che ha tradito sogni ed aspettative di chi - loro stessi - cercavano di plasmarla come un "tempo fortunato".
Ma non tutti sono avvinti o addirittura vinti.

Centra

Posto questo video proprio oggi che assistiamo ad una nuova frontiera della vergognosa gestione ad personam del nostro Paese. Oggi che un individuo che non ha fatto altro che perorare la causa di una società volta unicamente alla conservazione di un aspetto giovanilistico, ad ogni costo e con inevitabile sprezzo del ridicolo, appoggerà la sua nuova "stampella giudiziaria" sull'età.
La fierezza di questo viso segnato dal tempo, la dolcezza che mi incute il pensiero di quali espressioni lo abbiano inciso così profondamente, la tenerezza dell'immaginarmela mentre lascia vagare il suo pensiero al passato difficile dei suoi predecessori ed a quello incerto dei suoi successori, le considero boccate di ossigeno che riempiono polmoni e cuore.
E voglio ripetere per loro ciò che ho detto per i giovani, ben sapendo a "chi" mi riferisco.
Gli anziani sono la nostra memoria, il nostro orgoglio, il nostro futuro: siano benedetti gli anziani.

domenica 27 febbraio 2011

Di tuttologi e giovani speranze...

Ho sempre trovato scorrettissimo che certe persone si arrogassero il diritto di criticare, in forza di un'auto-proclamazione di esperto, il lavoro di altre persone.
Per questo motivo ho preferito, tanto per fare un esempio, passare per la "mamma che le va bene tutto" piuttosto che permettermi di giudicare, bocciare e cercare di condizionare il lavoro delle maestre dei miei figli.
Allo stesso modo, però, non consento che alcuno abbia a ridire del mio lavoro, a meno che non mi sia superiore di grado nella stessa Società.
Eppure questo modus pensandi pare attecchire molto bene nella Società italiana e proprio oggi ne abbiamo uno svilente esempio da quotidiano che affida a uno scrittore di trame decisamente "leggere" il commento sul tragico epilogo del caso di Yara Gambirasio.
Nei prossimi giorni prevedo turbe di criminologi, sociologi e tuttologi a dire la loro dopo che perfino alcuni sensitivi avevano già, in questi 3 mesi di assenza della ragazzina, cercato di indirizzare la polizia ad adottare linee investigative a dir poco alternative. Una delle quali aveva portato perfino qui in Carnia.
Forse più banalmente io scelgo di non dire nulla sul caso e di raccontare, invece, una crudeltà che si è consumata accanto a me.
Oggi mi ha chiamata mia sorella. "Passa da me, mi ha detto, che devo farti vedere una cosa..."
Ci sono andata con un filo di timore, perchè si corre una da una parte e una dall'altra e si finisce per cercarci a vicenda solo se ci sono problemi.
E il problema c'era. E speriamo che si vada versa la sua risoluzione positiva (*).
E' accaduto che il suo micione mancasse da casa da qualche giorno.
Ovviamente non è la prima volta e, dunque, la cosa non destava troppe preoccupazioni.
Invece venerdì sera hanno sentito un lamento e lo hanno trovato fuori dalla porta di casa coperto di sangue e con il musetto tumefatto e gli occhi chiusi.
Al ritrovamento sono seguite la corsa dal veterinario (Giovanni, cara Anny, è il nostro Angelo custode) e la decisione immediata di operare per capire la situazione e cercare di risolverla.
Il dottore gli ha rimesso a posto mento e labbro inferiore che penzolavano per un possibile colpo con un badile, dato qualche altro punto in ordine sparso, preso atto di una lesione alla lingua e un buco al palato superiore e - incredibile ma vero - estratto un pallino da fucile in mezzo agli occhi...
Adesso il micio riesce ad aprire gli occhi ma non ancora a nutrirsi autonomamente (lo nutre mia sorella con l'ausilio di una siringa, tanta pazienza e condimento di amore) e speriamo che si riprenda.
Speriamo anche che abbia imparato che dell'uomo non ci si può fidare...

Prima di uscire per recarmi alla Messa (stamattina non stavo per niente bene) voglio però lasciare una notizia diversa. L'ho ascoltata da Massimo Gramellini ed è stato balsamo per il cuore.

Siamo a Catanzaro, in una classe di terza media dove c’è un alunno con la sindrome di Down. Tutti in piedi, entra la preside. Ha appena comunicato agli insegnanti che non autorizzerà più la partecipazione del ragazzo Down alle gite di classe. Tanto, dice, lui non è in grado di capire niente. La preside si accerta che l’alunno non sia fra i banchi, poi raccomanda ai ragazzi di tacere al loro compagno la data della prossima gita di classe per evitare problemi alla scuola.
Ma una ragazzina alza la mano: Se lui non può più venire in gita con noi, allora non ci vado nemmeno io. I buoni esempi sono come quelli cattivi. Contagiosi. Uno dopo l’altro, tutti i compagni alzano la mano: nemmeno io… nemmeno io… nemmeno io… Vedi, esiste davvero una voce dentro ciascuno di noi. Più forte dell’ignavia, della paura e persino del cinismo. Usa parole diverse, ma ripete sempre la stessa frase: fai la cosa giusta.

Non era possibile non ripensare alla commovente immagine del finale del film "L'attimo fuggente"... O Capitano, mio Capitano, richiamano i ragazzi il professore che è stato cacciato dalla scuola.
Loro non dimenticherann
o ciò che lui ha insegnato loro...

“la verità è una coperta che ti lascia fuori i piedi
cogliere l’attimo per un’esistenza da esseri umani capaci di emozioni e di scelte
“Andai nei boschi perchè desideravo vivere con saggezza e in profondità e… succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto… due strade trovai nel bosco e io presi quella meno battuta”.

...
e saranno adulti migliori degli adulti che hanno conosciuto...

Una volta di più possiamo dirlo: I giovani sono la nostra speranza... Siano benedetti.


* Non è andata bene... il micione non ce l'ha fatta.

mercoledì 16 febbraio 2011

Chi?

Chi di noi - ripetevano come un mantra Cicchitto (livido in volto) e la Bernini (tirata come nessun lifting saprebbe fare) - potrebbe sopportare un simile numero di intercettazioni senza che si trovi qualcosa di penalmente rilevabile?
IO!!! - potrebbe rispondere la maggioranza del tanto sbandierato "popolo sovrano".
Io! - rispondo senza minimamente esitare.
Mi avessero intercettato anche per tutto l'anno appena trascorso, i discorsi non si sarebbero mai allontanati da un binario di quotidiana normalità.
Le uniche conversazioni "rilevabili", ma non penalmente, sono state quelle che si sono dipanate nel corso della primavera e dell'inizio dell'estate. Parlavo del mio melanoma, della mia paura e della mia intenzione di non "dimettermi".
Senza appellarmi ad altro che al mio intimo.
Nessun famigerato "mandato".
Nessuna unzione dall'alto.
Solo IO davanti a ME STESSA.
E credo di aver avuto l'interlocutore più difficile da circuire.
Quell'interlocutore che probabilmente qualcuno non saprebbe nemmeno riconoscere, se mai se lo trovasse dinanzi. Tanto lo ha mascherato per raggiungere i propri obiettivi.
Ma, purtroppo, un interlocutore che è impossibile evitare per sempre.

Quindi, cari promotori della liberà del vostro datore di lavoro (e potere), rassegnatevi.

La maggioranza degli italiani non passa il tempo ad organizzare feste per vecchi pruriginosi..
La maggioranza delle italiane non perde il proprio tempo a sognare di essere "usata" da chicchessia.

Purtroppo, per noi stavolta, la maggioranza delle persone "normali" passa il tempo a lavorare onestamente per consentire ad altri di percepire compensi vergognosamente immeritati, di occupare posti di potere e, non di rado, di tenere comportamenti tutt'altro che corretti piegando anche la Legge alle loro esigenze.
Questa è la realtà. E sarebbe il caso che ne prendessimo atto e ci comportassimo di conseguenza.

martedì 9 novembre 2010

La Sua volontà...

...
Così al finir dell'anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuele. "Perché - diceva - dal Signore l'ho impetrato". Quando poi Elkana andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il voto, Anna non andò, perché diceva al marito: "Non verrò, finché il bambino non sia divezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre". Le rispose Elkana suo marito: "Fa' pure quanto ti sembra meglio; rimani finché tu l'abbia divezzato; soltanto adempia il Signore la tua parola". La donna rimase e allattò il figlio, finché l'ebbe divezzato. Dopo averlo divezzato, andò con lui, portando un giovenco di tre anni, un'efa di farina e un otre di vino e venne alla casa del Signore a Silo e il fanciullo era con loro. Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e Anna disse: "Ti prego, mio signore. Per la tua vita, signor mio, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho chiesto. Perciò anch'io lo dò in cambio al Signore: per tutti i giorni della sua vita egli è ceduto al Signore". E si prostrarono là davanti al Signore. Allora Anna pregò:
"Il mio cuore esulta nel Signore,
la mia fronte s'innalza grazie al mio Dio.
Da qualche giorno il mio pensiero corre in direzione di una mamma ed un papà...
Quando mi capitava di incontrarli era per riceverne sorrisi e gioia di vivere. Inaspettatamente ne ho, invece, ricevuto una lezione di Fede e di Amore che mi ha scavato dentro e mi pone davanti al mio "senso della vita", scuotendomi e ammutolendomi.
Prego... per loro e per me.
E per Samuele...

domenica 17 ottobre 2010

La pagina bianca

Stasera davvero l'idea di una pagina "bianca" è un suggerimento di pulizia.
Non ne possiamo più della pornografia televisiva dove probabilmente un film hard sarebbe molto più "pulito" di tante pseudo arene/salotti televisivi a rimestare nel fangoso substrato di questa povera e triste umanità.
Non ne possiamo più delle barbare D'Urso (dove per barbare intendiamo proprio lo stile della persona e non certo il nome proprio) e di tutti gli psudo studiosi che ci spiegano il significato di ogni postura del corpo, ogni inflessione della voce, ogni guizzo anche solo di vita nello sguardo di chichessia a denunciare colpevolezze e nefandezze varie.
Non ne possiamo più di tutta questo finto dolore che produce falsamente mesti cortei a visitare indifferentemente cimiteri, abitazioni di vittime o case di carnefici.
Non ne possiamo più di immaginare famiglie riunite attorno alla tavola che non si parlano (se non per zittirsi l'un l'altro) perchè altrimenti si perdono frammenti di questo orrido puzzle che è la cronaca.
Fortunatamente da noi è nevicato...
Che bello il bianco.
Ma quanto poco dura...

Per fortuna qui, appena fuori dalla porta, c'è una meraviglia grigia che con estrema fiducia si lascia coccolare da ceste imbottite, coperte calde, pappe abbondanti e, piano piano, carezze al pancino.












E la "pagina bianca" di questa nuova vita è già una storia meravigliosa, assoluta come l'eternità, incantevole come l'universo, stupefacente come un miracolo.


lunedì 20 settembre 2010

Aspettando l'ispirazione...

Salute a tutti.
Passo di qui prima di chiudere una giornata appesantita da una fastidiosissima emicrania che mi fa compagnia da ieri pomeriggio.
Non che le abbia permesso di fagocitarsi questi due giorni, sia chiaro.
Anzi, ieri ho pure trascorso una piacevolissima giornata in gita con gli Anziani del Lavoro della mia Ditta.
La meta era stata scelta cercando di non proporre un percorso troppo faticoso così che tutti potessero sentire di essere benvenuti nel gruppo. Quindi una distanza non eccessiva e un programma abbordabile: visita di Vicenza, sulle tracce di quel genio indiscusso che fu Andrea Palladio, e Marostica, ad ammirare quantomeno la cornice della suggestiva rievocazione storica della partita a scacchi con la quale Rinaldo d'Angarano e Vieri da Vallonara si sfidarono per conquistare la mano di Lionora, figlia di Taddeo Parisio, castellano di Marostica, della quale si erano entrambi innamorati.
Una giornata piacevole, dicevo. E incantevoli anche le due città visitate con l'accompagnamento di due bravissime guide che hanno saputo raccontarci molte cose senza che ci sembrassero troppe.
La compagnia, oramai più che rodata, è sempre molto esuberante ed allegra.
E, per quanto mi riguarda, anche affettuosamente interessata agli altri componenti del gruppo.
Tant'è che la gita stessa è stata posticipata da giugno a settembre perchè si sarebbe dovuta effettuare l'antivigilia del mio ricovero ospedaliero per l'allargamento della parte interessata dal melanoma.
"Non se ne parla nemmeno di andare senza di te", mi dissero...
E forse io non riuscii nemmeno a dire grazie.
Ma certo questa presa di posizione è stata un piacevolissimo balsamo sulle mie paure.
Il punto dolente è, come al solito, il servizio fotografico...



STAIT ATÊNZ…

Questo, come ogni altro blog, è tutelato dalla legge 675 del 1996 (tutela della privacy), dall'estensione della suddetta avutasi con il Decreto Legislativo n° 196 del 30/06/2003 e dalle norme costituzionalmente garantite al nome, alla persona, all'immagine ed all'onore.
Quindi, se pensate di passare di qua per scrivere "spiritosaggini" a ruota libera, ve ne assumerete anche le eventuali conseguenze. Per parte mia, mi riterrò libera di intervenire se rileverò che si siano superati i limiti dettati dall'educazione e dal rispetto della dignità riconosciuta alle persone... TUTTE!
L'anonimato, evidentemente, non garantisce la copertura assoluta, poichè, eventualmente, la Polizia Postale può richiedere l'elenco degli IP che hanno effettuato l'ingresso al blog.
Sa ti va ben cussì bón… sennò piês par te!!! …tu pós ancje šindilâti: prat denant e selve daûr…

Stiamo insieme da...

Dicevi??? ^-^

37 grazie x 22 PREMI!!!

Sira degli Oedv Presiùs

Sira degli Oedv Presiùs
Grazie Cri!!!

Embè...

Embè...
Piuma nel Vento ringrazia OEdV!

Già! ... anche...

Blog360gradi - L’aggregatore di notizie a 360° provenienti dal mondo dei blog!

Ma certo che NO!!!