mercoledì 10 marzo 2010

Sua Maestà

Leggendo la storia della regina Belinda di Suma, mi è tornato alla mente un episodio...
La mia prima nipotina avrà avuto più o meno 3 anni.

Premetto che noi sorelle eravamo letteralmente impazzite per la sua nascita: la prima rappresentante della "nuova generazione". Colei che segnava il cambiamento del nostro essere "figlie", perchè anche se solo una di noi 4 sorelle aveva generato, tutte ci sentivamo un po' mamme di questa creatura.
Lei, poi, è stata una bambina estremamente godibile.
Si adattava ad ogni situazione senza perdere tempo in capricci o lamentazioni.
Era circondata da persone grandi ma imbranate e le aiutava a sbrigarsela nell'inedito ruolo di "educatori" collaborando con loro...
Praticamente catapultata fra 4 giovani donne, non sempre è stata gestita nel migliore dei modi. Ma lei è venuta su benissimo, tanto per confermare che se molto fa l'ambiente educativo, non poco è determinato dall'indole...
Anche nei giochi ci aiutava a reggerli nel migliore dei modi. Di preferenza, giocavamo alle giovani signore che si raccontavano la loro quotidianità fatta di casa, marito e figli. Lei si calava nella parte con vera maestria, usava un modo di parlare da grande e ci imitava negli atteggiamenti e nei toni...
Un pomeriggio, avevo avviato con lei un gioco nel quale io ero una servile dama di compagnia e lei una splendida principessa.
Per introdurla nella parte, mi inchinavo davanti a lei e le acconciavo i capelli con fiori e le spalle con immaginarie stole di zibellino. Lei non dava segni di incertezze e mi rispondeva usando un tono sussiegoso.
A un certo punto io le dissi: "Maestà..."
E lei, senza esitazioni: "Ma-e-stà bene, grazie."
...
Chissà dentro la sua testolina cosa avrà pensato di quella strana zia che usava parole strane e incomprensibili... Probabilmente era la prima volta che sentiva il termine "Maestà" e lo aveva interpretato secondo l'assonanza con "Come sta?".

lunedì 8 marzo 2010

Vallette, sciacquette, donnette e DONNE

In un periodo storico nel quale forse più che in ogni altro le donne sono umiliate, talvolta anche dalle donne stesse... ho cullato questa storia (dal CdS del 17.01) per postarla come AUGURIO per la Festa delle Donne 2010.
Cinquemila chilometri, sei ore di volo e cinque di autobus. È la distanza che separa Belinda Comfort Damoah, badante e infermiera a Lecco, dal suo Paese, la regione di Suma, in Ghana.
Belinda ha 53 anni... come me.
Nel suo Paese nell' Africa tropicale, da secoli regna la sua famiglia. Dal 2003 la corona di regina è sua. Ma lei è una regina in trasferta: vive a Malgrate, vicino a Lecco, da vent' anni. E per vivere lavora. Prima come badante, oggi come infermiera in una casa di riposo.
«Ho lasciato il Ghana nel 1984, con mio marito: crisi, poco lavoro e pochissimi soldi. Ai tempi ero solo principessa... quattro anni a Bengasi, nella difficile Libia di Gheddafi, poi siamo venuti in Europa: obiettivo l'Inghilterra. Ma il destino ha voluto che ci fermassimo qui, a Lecco».
E così si cerca un lavoro e lo trova, appunto, come badante di un'anziana.
Lo stipendio le serve. In Ghana ha una figlia e una seconda nasce qui in Italia...
«Una mattina del 2003 mi hanno chiamato dal Ghana: "Belinda, la nonna, la regina, è morta. Tocca a te". Ho avuto paura ma dopo i primi ripensamenti ho detto sì. Sono volata a Suma per la cerimonia d'incoronazione. Una festa bellissima, ma anche la responsabilità di dover fare qualcosa per il mio popolo. Sono tornata a Lecco con un peso enorme...».
È rientrata in Italia come Nana Akwamma Teprefo Odiakotene, regina madre dell'area tradizionale di Suma, Ghana nord orientale, al confine con la Costa d' Avorio.
«Nana, nel dialetto Akan, quello che si parla a Suma, significa saggio. È quello che sono diventata: saggia, per amore della mia gente».
Obiettivo: aiutare il suo popolo, evitare che, come emigrati, fossero sfruttati ed umiliati, migliorare le condizioni di chi rimane in Patria.
«Ho messo a punto un progetto per migliorare le loro condizioni di vita: aumentare la produttività delle coltivazioni dell'anacardo, il frutto che lì nasce quasi spontaneo. Così ho cominciato a cercare finanziamenti e sono riuscita a trovare il Mida, Migration for development in Africa, uno dei bracci operativi dell'organizzazione internazionale per le migrazioni (Iom) che aiuta gli immigrati a far crescere l'economia nel proprio paese d'origine. Mi hanno garantito 30 mila euro per iniziare».
Tra un turno e l'altro alla casa di riposo, la regina Belinda fonda una cooperativa per implementare il commercio di anarcardi, ma anche pomodori, manghi e yam, una specie di patata.
«Ora la cooperativa dà da vivere a 400 persone. Ma è solo il primo passo: vogliamo costruire un impianto di irrigazione da 40 mila euro che aumenterà ulteriormente la produttività. Così spero di poter costruire una nuova scuola e migliorare la piccola clinica aperta a Suma. Intanto il progetto Mida va avanti: è il mio grande orgoglio».
La testa in Italia, il cuore nel Ghana, badante a Lecco, regina a Suma: questa è la vita di Belinda.
«Torno giù due volte l'anno: lì sono regina, la mia gente non vuole che io lavori, mi permettono di controllare i raccolti, le piantagioni, ma non di lavorare. Mi preparano da mangiare, mi riveriscono, insomma mi trattano da regina: e io ingrasso, anche 4-5 chili in meno di un mese... La mia terra è diversa, lussureggiante e ricca: sorge ai limiti della savana, a oltre 500 chilometri dalla capitale Accra. Io, per ora, ho il compito di aiutare il mio popolo da qui. Faccio progetti e raccolgo fondi per Suma, mi tengo in contatto e aiuto anche i miei sudditi qui in Italia, e poi guadagno per me e la mia famiglia facendo l'infermiera.
Un detto della mia terra recita: "
è la mamma che sa cosa dare ai propri figli"» dice sorridendo.


Mi pare che questa frase finale sia una conclusione degna e dignitosa.
Degna di una grande donna, indipendentemente dalla sua posizione sociale.

Specchio della grande dignità con la quale donne di ogni tempo e di ogni luogo hanno tenuto alto il nome delle donne. Tutte e ognuna.
Auguri, donne!

venerdì 5 marzo 2010

La vera armonia è nel cuore

Ne parlavo con Viviana, e ho avuto il desiderio di lasciarne una traccia anche sul mio blog.
Il "contorno" è il Premio Nonino, ma non è questo ciò che mi fa scrivere e, soprattutto, emozionare.
Quello che mi cattura e mi incatena è la riscoperta, o la scoperta sempre nuova, che il meraviglioso di ogni persona è davanti a noi ma noi, talvolta, non ce ne accorgiamo...
Ciò che mi commuove è che per fortuna qualcuno se ne accorge e ci offre la possibilità di vederlo.



E grazie a Viviana che ha lanciato nello stagno della mia tristezza il sassolino della voglia di cercare le cose belle...

lunedì 1 marzo 2010

Ma dillo con parole tue!

A chi non piacerebbe scrivere qualcosa che facesse rimanere incantato ogni lettore?
Si tratti di un libro, un articolo su un giornale, un post sul blog o un commento sui blog-amici...
E per i più giovani un tema (magari quello dell'esame più importante) o un curriculum che induca chi lo riceve a voler conoscere il candidato e, magari!, ad assumerlo pure...
O una lettera d'amore di quelle che chi la riceve arriva in fondo senza fiato e con il cuore gonfio?...
Oppure una poesia, una preghiera, una riflessione che sia capace di suscitare emozioni perfino in chi le ha scritte, anche a distanza di tempo...
L'alternativa è fare meglio che si può!
Oppure scopiazzare sperando che non sia troppo evidente che non è esattamente farina del proprio sacco.
Vabbè, può capitare... Di certo per scrivere alcune cose è necessario prima informarsi, leggere, documentarsi.

Ma se vi capitasse di voler stupire tutti con una meditazione da proporre in Chiesa, quale teologo evitereste per non essere sgamati subito?

Cosa? Avete detto Ratzingher?

E' lo stesso nome che ho fatto anche io. E non solo io.

Eppure mi è capitato di ascoltare qualcuno che spacciava per propria una meditazione composta da parti diverse carpite all'allora cardinal Ratzingher.
Ed è riuscita pure a renderne incomprensibile il senso visto che ha apportato alcune correzioni sulla punteggiatura. Cioè. Ha eliminato tutta la punteggiatura in modo che la "cosa" risultasse assolutamente illegibile...

Che tristezza...

martedì 23 febbraio 2010

Una quaresima di contrizione...

L'ometto della provvidenza afferma che non ci debbano essere inquisiti a rappresentare istituzioni e partiti politici... e comunque è il popolo che gli dà mandato di governare e chi non è con lui è contro il paese.
L'onnivoro delle emergenze si sente alluvionato e chiamo il popolo a confermare la sua onnipotenza, chè ciò che è stato intercettato non vale nulla e la combricola dei suoi amici e sodali è degna di ogni rispetto, se non riconoscenza.
I rispettosi figli di colui che viene chiamato "Santo Padre" ne hanno così tanta cura da fargli sapere solamente ciò che conviene Egli sappia, in modo che non debba avere preoccupazioni sugli esiti di taluni comportamenti.
Mi bastano 3 notizie 3 per capire che, nonostante il carnevale perenne, siamo davvero in piena Quaresima.
Ed è una Quaresima di sacrifici (nostri), contrizione (nostra anche quella) e penitenza (indovinate di chi).

Poi, capita che un sacerdote suggerisca dall'ambone che la Quaresima deve invitarci a smetterla di guardarci fra di noi e a guardare fisso in alto... e uno capisce perchè la chiesa possa compromettersi con certo modo di essere e non provare nemmeno un po' di vergogna: si è dimenticata di guardare gli uomini!

Ho appena ascoltato il teologo Vito Mancuso... una boccata di ossigeno per una Fede che comincia a farsi asfittica e a dimenticarsi che deve nutrirsi di preghiera per non rischiare l'eutanasia. La soddisfazione di affrontare criticamente un argomento che considero di vitale importanza, e che, proprio perciò, non dovrebbe mai trovarsi assopiti nelle nostre beate certezze. Men che meno se ci crogioliamo nella certezza di appartenere alla schiera dei possessori e depositari della verità. L'unica cosa cui dovremmo ambire è il dono della bene-dizione. E invece fatichiamo così tanto ad esercitarla...
Se riuscissi almeno a provarci durante questa Quaresima...

giovedì 18 febbraio 2010

Non solo Sanremo

Insomma, ci sono decine di ragazzi che non sbarcano in alcun circuito classico ma esprimono della ottima musica.
Forse qualcuno canta solo per personale diletto... forse qualcuno meriterebbe altri approdi... Comunque la musica è una meravigliosa compagna di vita. Anche per chi canta come me.
Ad ogni modo, la ragazza di cui posto un video è una ragazza del mio paese. Con lei ho cantato in Chiesa. L'ultima volta ad un matrimonio in agosto, dato che vive oramai fuori per motivi di studio.
Recentemente ha partecipato alle selezioni per Sanremo.
Evidentemente non c'era posto per tutti. Ma dato che lo hanno trovato per il supposto principe ereditario...
Giudicate se non se lo sarebbe meritato più Elsa, quel palcoscenico...



P.S.: io Sanremo non lo guardo da decenni... era ancora vivo Claudio Villa e qualche volta capitava che si esibissero cantanti degni di questo nome. Altri tempi!

lunedì 15 febbraio 2010

Osare...

... la Speranza.
Ma anche la Fede. E l'Amore.
Sono rimasta molto colpita dall'intervista che Fazio ha fatto, nella puntata di sabato sera di "Che tempo che fa", a don Andrea Gallo.
Prete, ma soprattutto, uomo che molti hanno etichettato con definizioni anche di matrice politica
Molto più semplicemente dovrebbe essere indicato come Uomo di Fede, seguace di don Bosco, innamorato di Gesù.
Fin che la Chiesa saprà esprimere persone con questa tensione umana, la sua sopravvivenza avrà un senso e darà ragione dell'Amor che Cristo le porta fin dalla sua Istituzione.
Dovrò senz'altro leggere il suo libro "Così in cielo come in terra"...
E a proposito di cielo.
Venerdì sera avevamo ospite nella nostra Comunità una persona che aveva una vicenda davvero particolare da raccontare.
Nato nel 1956, come me. Anzi, solo 2 giorni prima di me (tanto per cominciare a indicare le "coincidenze" che ho individuato), la cui mamma faceva parte di una nidiata di 13 figli (come la mia) ed era nata nel 1922 (come il mio papà), aveva 3 sorelle ma 1 non c'è già più (anche io) . Lui però rimasto orfano di mamma all'età di 5 anni. E qui si inserisce la particolarità della sua vicenda...
Per dirla con le sue parole: La giornata del 16 maggio del 1994 ha, in qualche modo, ricompensato gli anni difficili e tristi dell'infanzia, mia e delle mie sorelle) senza la mamma...
Quel giorno il Santo Padre Giovanni Paolo II aveva canonizzato la sua mamma. Santa Gianna Beretta Molla.
Parlare con lui mi ha molto emozionata. Anche nello scambio di battute, non potevo non sentire che dietro a lui c'era (c'è) qualcosa di immensamente grande. Forse incomprensibile. Certo affascinante...

STAIT ATÊNZ…

Questo, come ogni altro blog, è tutelato dalla legge 675 del 1996 (tutela della privacy), dall'estensione della suddetta avutasi con il Decreto Legislativo n° 196 del 30/06/2003 e dalle norme costituzionalmente garantite al nome, alla persona, all'immagine ed all'onore.
Quindi, se pensate di passare di qua per scrivere "spiritosaggini" a ruota libera, ve ne assumerete anche le eventuali conseguenze. Per parte mia, mi riterrò libera di intervenire se rileverò che si siano superati i limiti dettati dall'educazione e dal rispetto della dignità riconosciuta alle persone... TUTTE!
L'anonimato, evidentemente, non garantisce la copertura assoluta, poichè, eventualmente, la Polizia Postale può richiedere l'elenco degli IP che hanno effettuato l'ingresso al blog.
Sa ti va ben cussì bón… sennò piês par te!!! …tu pós ancje šindilâti: prat denant e selve daûr…

Stiamo insieme da...

Dicevi??? ^-^

37 grazie x 22 PREMI!!!

Sira degli Oedv Presiùs

Sira degli Oedv Presiùs
Grazie Cri!!!

Embè...

Embè...
Piuma nel Vento ringrazia OEdV!

Già! ... anche...

Blog360gradi - L’aggregatore di notizie a 360° provenienti dal mondo dei blog!

Ma certo che NO!!!