Chi legge questo blog da un po' sa già alcune cose sul nostro
Zecca.

Ma non posso esimermi, oggi, dal dedicargli un post in considerazione del fatto che il nostro paziente amico, il personal trainer migliore sul mercato, l'alter ego di mio marito che oramai forma con lui una coppia indissolubile... ha
VINTO il suo primo candy.
Certo meritava di vincere per la sua bellezza...
ma ha vinto in forza del suo nome che, taluni e talvolta, trovano "strampalato".
Quindi ho deciso di raccontare come è andata che Zecca è diventato parte della nostra famiglia.
Tutto cominciò con un micio...
Lo avevo trovato fuori dalla porta di casa, piccolo, pieno di pulci, spaventato, graffiante e malaticcio.
Convinto che poteva fidarsi, accasato, curato e quasi accettato dal padrone di casa, Momore, abbiamo avuto poco tempo per amarlo perchè, purtroppo, volò sul ponte dopo un paio di settimane.
Nonostante il breve lasso di tempo, la sua perdita mi segnò molto profondamente e, per sopire un irrazionale senso di colpa, cominciai a frequentare il canile comunale dove mi affezionai a un cagnetto di nome Leo che condivideva la sua gabbia con uno spinone con una strana espressione sul viso che rispondeva al nome di Zecca.
Questo Zecca conquistò immediatamente il cuore dei miei familiari tanto che parlammo con il gestore del canile perchè ci aiutasse a prendere una decisione che, ipoteticamente, era di portarci a casa entrambi i nuovi amici.
Il problema era che tra loro mal si sopportavano e, quindi, c'era il rischio che, soli in giardino, si facessero male a vicenda.
Poi la casualità ci mise del suo... una signora chiese di avere Leo. Tite, il gestore, mi telefonò per avere il mio "permesso" a darlo in affidamento, confermandomi che era una soluzione ottimale.
Così fu... ma noi ancora non ci decidevamo a perfezionare l'adozione di Zecca.
Un sabato pomeriggio, di ritorno dalla passeggiata con un gruppetto di cani (chè quando ci si propone come accompagnatori c'è sempre una lista lunga di amici da portare i giro), mentre mio marito saliva in macchina, intravide Zecca che si allungava appoggiandosi alla recinzione della sua gabbia per riuscire a vederlo il più a lungo possibile e non servirono più calcoli e progetti: l'indomani mattina Zecca era a casa!
I primi tempi sono stati un po' agitati perchè cercava sempre di fuggire e dovevamo alzare sempre un po' di più la rete attorno al giardino.
Nel frattempo scrivemmo alla sua ultima padrona perchè la fuga non era l'unico problemino che rilevammo. Ben più importante era la sua aggressività improvvisa, un odio assoluto per i ciclisti e altre cosette che potevano trovare spiegazione solo nel suo passato. Non ricevemmo risposta e quindi il suo passato si ridusse a ciò che ci raccontarono al canile: quando lo catturarono dopo un primo probabile abbandono era letteralmente coperto di... zecche.
Ecco perchè questo divenne il suo nome all'interno del canile.
Poi fu affidato ma, dopo un po', si venne a sapere in grazia di un veterinario che si era affezionato a lui, che era stato avviato alla soppressione perchè la sua proprietaria "non lo poteva tenere".
Così il canile lo riaccolse, pur se la situazione era temporanea in quanto la sua sorte era già stata decisa.
Ma un micetto ci portò a conoscerlo... forse questo era il suo ruolo.
Altre avventure gli sono capitate da quando vive con noi.
Non tutte belle.
Ma ora Zecca è così
