lunedì 23 maggio 2011

I confini dell'anima

Ci si può credere o pensarci con scetticismo o darle una definizione diversa o, ancora, riconoscerle una valenza di vitale importanza.
Da sabato sera continuo a pensare che ci mostri i suoi confini sul ciglio degli occhi quando niente riesce a fermare le lacrime che tracimano.
Elena non ce l'ha fatta e lo strazio non può non farci sentire solidali con quei genitori, il papà soprattutto...
Ho pregato e sperato.
Mi sono sentita insicura e, nello stesso tempo, ho invocato la Fede perchè niente altro poteva darmi risposte.
E adesso non riesco a smettere di piangere...
Quando tutto ciò che accade troverà un senso vorrei ricordare questo nome per cercare un Angelo da prendere tra le braccia...

venerdì 20 maggio 2011

Di assenze e presenze invisibili

Buongiorno...
Credo proprio di dovermi scusare per l'assenza, protratta e ingiustificata.
Potrei dire di nuovo "Ci son giorni..." e raccontare di giornate lunghe alla scrivania e di una stanchezza strisciante ed insistente.
Anche stamattina sarò al posto di lavoro prima delle 7 e, salvo avere altri impegni (giammai "tempo libero"! Dovrei trovare qualcosa per impegnarlo), uscire dopo 12 ore piene visto che faccio in ufficio anche una ristretta pausa-pranzo.
Di sera, ne consegue, non ho le energie per sedermi al computer, magari accenderlo e fare un giro fra i blog.
Avrei tante cose da raccontare di questi lunghi giorni di assenza. Soprattutto di una quasi-settimana a Roma. Ma anche di un premio ricevuto, di un paio di eventi aziendali, di molti incontri e di tanti sentimenti.
Ma oggi sono qui a condividere con voi il primo pensiero della giornata, il mio Momore.
Un'assenza che sento sempre acuta.
Una presenza che sento sempre accanto.
I 5 pelosetti che si alternano sulle mie ginocchia sono altre piccole vite da curare ma Momore, e Rufi con lui, sono amici che non riesco a non rimpiangere.
Il gnò picjul...

martedì 26 aprile 2011

Ci son giorni...

Ci son giorni nei quali non si riesce a tacitare una vocina interiore che esprime uno strano desiderio: quanto mi piacerebbe diventare invisibile!
Invece si corre, si chiacchiera, si sorride, si saluta.
Poi, quando si è soli, ci si ritrova abulici e, quando va bene, si scoppia in pianto.
Son giorni che capitano a tutti... l'importante è che passino.
Non potendo chiudere i "canali" del vivere quotidiano, mi sono assentata dal blog per non infondergli la tristezza inspiegabile che sento.
Stamattina mi sono sforzata di trovare qualcosa da dire, non fosse altro che per rassicurare gli AMICI che si sono preoccupati del mio silenzio. Niente!
Poi mi è arrivata una mail...
In realtà sarebbe un anello di una "catena" e, tempo fa, mi sono già espresso sulle catene in questo blog.
Lasciando perdere, dunque, le indicazioni che contiene quanto alla non interruzione dei suoi viaggi nell'etere, vi dono la foto che l'accompagna. E la preghiera (che male non fa)...

Che oggi regni la pace,
che tu abbia fiducia in Dio che sa esattamente dove dovrebbe essere,
che non dimentichi le infinite possibilità che nascono dalla fede.
Che utilizzi quei doni che hai ricevuto e che condivida l'amore che ti è stato dato.
Che tu sia contento di sapere che sei Figlio di Dio.
Lascia che questa presenza si adagi nelle tue ossa e permetta alla tua anima la libertà di cantare, ballare, pregare e amare.
Esiste qui per tutti e per ognuno di noi!

Domani parto per Roma e non so dire con che animo.
Spero che l'esperienza porti frutto...
Se sarà così avrò la gioia di condividere con voi i miei pensieri.
Mandi...

mercoledì 6 aprile 2011

Con L'Aquila nel cuore.

Si dice che il tempo sani ogni ferita... si dimentica di dire che le cicatrici rimangono per sempre.
Alle persone ma non solo.
Oggi fa male la cicatrice della ferita inferta ad una parte del nostro Paese dal terremoto di 2 anni fa.
Ma se la ferita duole, ciò che le viene "spalmato" sopra brucia oltre ogni dire...
Sempre memore di ciò che oramai 35 anni fa abbiamo vissuto noi, in Friuli, non posso non sentire con particolare intensità ciò che è accaduto e ciò che ancora accade.
Così vado a leggere (quando posso... in silenzio) il blog di Giustino Parisse e ripenso ai suoi ragazzi: Domenico (come uno dei miei figli) e Maria Paola...
Non serve aggiungere parole, se avrete la pazienza di andare a leggere le sue.
Poi, date un'occhiata ai risutati dei miracolosi interventi del governo...

Sono orgogliosa che mi abbiano insegnato il significato di parole come "vergogna"...


lunedì 28 marzo 2011

Non ti scordar di me...

Passeggiando sui rigogliosi prati verdi dei primi giorni, il Creatore si beava del tripudio di fiori, profumi e colori che ricoprivano il suolo. Sorridendo con tenerezza dello stupore infantile di Adamo ed Eva, indicava di volta in volta il nome assegnato a ciascun fiore, come poco prima (un "poco prima" che sapeva di eternità) aveva fatto con ogni animale creato.
Tutta la natura era attenta alle parole di Dio, consapevole che ogni cosa cominciava ad esistere esattamente nel momento in cui il suo nome veniva pronunciato: in principio era il Verbo... mentre una leggera brezza accarezzava i volti della prima donna e del primo uomo, scompigliava il manto peloso o piumato degli animali, faceva increspare la superficie delle acque in un leggero tocco che arrivava ad ogni essere vivente che in esse nuotavano, di divertiva ad inserirsi fra le piume delle ali degli uccelli che volteggiavano in cielo, faceva fremere le foglie degli alberi traendone una musica briosa e spettinava l'erba dei prati in modo che ogni fiore potesse ricevere lo sguardo di Dio.
D'un tratto parve di udire una voce lontana: "....... di me!"
Tutti si fermarono per capire da quale direzione arrivassero quelle parole e per cercare di coglierne il senso che non avevano potuto intendere.
Dio allungò una mano e indicò un punto nascosto sotto un cespuglio che, troppo proteso nel cercare di vedere il Creatore, aveva talmente allungato i suoi rami da coprire "qualcosa" che era nato al suo stesso riparo.
Vergognandosi della sua invadenza, il cespuglio si ritrasse e così tutti videro il fiorellino azzurro che stava ancora ripetendo: "Non ti scordar di me! Non ti scordar di me!".
Una risatina distese le labbra di Dio e contagiò tutto il Creato: "Ma certo che non ti scordo... e il nome che ti sei scelto mi piace molto. Te lo assegno."
"Quale nome?", chiese il fiorellino?
"Quello che hai detto", suggerì un Angelo, timoroso che l'interruzione potesse infastidire il Signore.
"Forse se lo è scordato", disse Dio cantalenando il fiorellino. "Ma Io non mi scordo di nulla. Perchè ogni cosa è preziosa ai miei occhi e tutto è degno del mio Amore. E tu sarai un fiore che gli uomini offriranno per parlare d'amore, caro NonTiScordarDiMe".

Ho recuperato nella memoria, aggiungendo qualcosa come si fa nel raccontare una favola, la storia di questi fiorellini spontanei perchè ieri ho portato alcuni vasi di Non ti scordar di me a mia sorella per confermarle il mio amore. Sono passati già 26 anni dal giorno che ci ha lasciati e certe volte mi sembrano tantissimi, altre volte mi paiono un soffio...


martedì 22 marzo 2011

Di quando Dio diede un nome a ogni cosa...

Eravamo oramai giunti alle soglie del settimo giorno.
Terminata la Creazione, Dio stava perfezionando gli ultimi dettagli ed assegnando tutto il Creato alle mani dell'uomo perchè se ne curasse per conto suo. L'Eden era un giardino rigoglioso ed ogni sorta di pianta, ogni specie di animale, ogni bellezza lo abitava.
"Questo è un leone", enunciava Dio mentre Adamo ed Eva prendevano nota mentalmente di ogni dettaglio, annuendo alle informazioni. "Questi alti alberi sono acacie e l'animale che avanza con passo di danza, bilanciando il lungo collo è una giraffa".

"E questo piccolo fiore?", chiese Eva indicando una piccola corolla bianca che faceva capolino fra i fili d'erba.
Dio si chinò e accarezzo i minuscoli petali sussurrando "Così piccolo e così perfetto..."
Poi si rivolse alla donna e le chiese "Come possiamo chiamare questo incantevole fiore?"
Nel sentire queste parole la piccola pratolina si emozionò e chinò la testolina per nascondere il rossore... ma a Dio non si può nascondere nulla ed infatti Egli si accorse del suo imbarazzo e della sua timidezza.
"Ho capito perchè ti nascondevi tra gli steli dell'erba", le disse. "Ma questa tua timidezza è una forma di bellezza che ti impreziosisce ancora di più. Perciò lascerò che il tuo dolce rossore rimanga con te per sempre, a cantare le lodi alla semplicità e alla modestia".
E così la piccola Pratolina (perchè questo fu il nome che le venne assegnato) mantiene ancora il colore della sua timidezza nella parte nascosta della sua corolla.

venerdì 18 marzo 2011

Zecca... di valore

Chi legge questo blog da un po' sa già alcune cose sul nostro Zecca.
Ma non posso esimermi, oggi, dal dedicargli un post in considerazione del fatto che il nostro paziente amico, il personal trainer migliore sul mercato, l'alter ego di mio marito che oramai forma con lui una coppia indissolubile... ha VINTO il suo primo candy.
Certo meritava di vincere per la sua bellezza...
ma ha vinto in forza del suo nome che, taluni e talvolta, trovano "strampalato".
Quindi ho deciso di raccontare come è andata che Zecca è diventato parte della nostra famiglia.
Tutto cominciò con un micio...
Lo avevo trovato fuori dalla porta di casa, piccolo, pieno di pulci, spaventato, graffiante e malaticcio.
Convinto che poteva fidarsi, accasato, curato e quasi accettato dal padrone di casa, Momore, abbiamo avuto poco tempo per amarlo perchè, purtroppo, volò sul ponte dopo un paio di settimane.
Nonostante il breve lasso di tempo, la sua perdita mi segnò molto profondamente e, per sopire un irrazionale senso di colpa, cominciai a frequentare il canile comunale dove mi affezionai a un cagnetto di nome Leo che condivideva la sua gabbia con uno spinone con una strana espressione sul viso che rispondeva al nome di Zecca.
Questo Zecca conquistò immediatamente il cuore dei miei familiari tanto che parlammo con il gestore del canile perchè ci aiutasse a prendere una decisione che, ipoteticamente, era di portarci a casa entrambi i nuovi amici.
Il problema era che tra loro mal si sopportavano e, quindi, c'era il rischio che, soli in giardino, si facessero male a vicenda.
Poi la casualità ci mise del suo... una signora chiese di avere Leo. Tite, il gestore, mi telefonò per avere il mio "permesso" a darlo in affidamento, confermandomi che era una soluzione ottimale.
Così fu... ma noi ancora non ci decidevamo a perfezionare l'adozione di Zecca.
Un sabato pomeriggio, di ritorno dalla passeggiata con un gruppetto di cani (chè quando ci si propone come accompagnatori c'è sempre una lista lunga di amici da portare i giro), mentre mio marito saliva in macchina, intravide Zecca che si allungava appoggiandosi alla recinzione della sua gabbia per riuscire a vederlo il più a lungo possibile e non servirono più calcoli e progetti: l'indomani mattina Zecca era a casa!
I primi tempi sono stati un po' agitati perchè cercava sempre di fuggire e dovevamo alzare sempre un po' di più la rete attorno al giardino.
Nel frattempo scrivemmo alla sua ultima padrona perchè la fuga non era l'unico problemino che rilevammo. Ben più importante era la sua aggressività improvvisa, un odio assoluto per i ciclisti e altre cosette che potevano trovare spiegazione solo nel suo passato. Non ricevemmo risposta e quindi il suo passato si ridusse a ciò che ci raccontarono al canile: quando lo catturarono dopo un primo probabile abbandono era letteralmente coperto di... zecche.
Ecco perchè questo divenne il suo nome all'interno del canile.
Poi fu affidato ma, dopo un po', si venne a sapere in grazia di un veterinario che si era affezionato a lui, che era stato avviato alla soppressione perchè la sua proprietaria "non lo poteva tenere".
Così il canile lo riaccolse, pur se la situazione era temporanea in quanto la sua sorte era già stata decisa.
Ma un micetto ci portò a conoscerlo... forse questo era il suo ruolo.
Altre avventure gli sono capitate da quando vive con noi. Non tutte belle.
Ma ora Zecca è così

STAIT ATÊNZ…

Questo, come ogni altro blog, è tutelato dalla legge 675 del 1996 (tutela della privacy), dall'estensione della suddetta avutasi con il Decreto Legislativo n° 196 del 30/06/2003 e dalle norme costituzionalmente garantite al nome, alla persona, all'immagine ed all'onore.
Quindi, se pensate di passare di qua per scrivere "spiritosaggini" a ruota libera, ve ne assumerete anche le eventuali conseguenze. Per parte mia, mi riterrò libera di intervenire se rileverò che si siano superati i limiti dettati dall'educazione e dal rispetto della dignità riconosciuta alle persone... TUTTE!
L'anonimato, evidentemente, non garantisce la copertura assoluta, poichè, eventualmente, la Polizia Postale può richiedere l'elenco degli IP che hanno effettuato l'ingresso al blog.
Sa ti va ben cussì bón… sennò piês par te!!! …tu pós ancje šindilâti: prat denant e selve daûr…

Stiamo insieme da...

Dicevi??? ^-^

37 grazie x 22 PREMI!!!

Sira degli Oedv Presiùs

Sira degli Oedv Presiùs
Grazie Cri!!!

Embè...

Embè...
Piuma nel Vento ringrazia OEdV!

Già! ... anche...

Blog360gradi - L’aggregatore di notizie a 360° provenienti dal mondo dei blog!

Ma certo che NO!!!