mercoledì 13 febbraio 2008
Anti ... anta!
lunedì 11 febbraio 2008
don Franco
Non esitare ad amare, e ad amare profondamente.
Quando quelli che ami profondamente ti respingono, ti abbandonano, o muoiono, il tuo cuore si spezza.
Ma questo non deve trattenerti dall’amare profondamente.
Il dolore che viene da un profondo amore renderà il tuo amore ancora più fecondo.
E’ come un aratro che spezza le zolle per consentire ai semi di prendere radici e di crescere diventando una forte pianta.
Ogni volta che sperimenti il dolore del rifiuto, dell’assenza, o della morte, ti trovi di fronte ad una scelta.Puoi diventare preda dell’amarezza e decidere di non amare più, o puoi rimanere in piedi nel tuo dolore e lasciare che il suolo su cui stai diventi più ricco e più capace di dare vita a nuovi semi.
Quando il tuo amore è vero dare e vero ricevere, quelli che tu ami non lasceranno il tuo cuore anche quando se ne andranno via.
Diventeranno parte del tuo io, costruendo così gradualmente una comunità dentro di te.
Più a lungo vivrai, e più saranno le persone che amerai e che diventeranno parte della tua comunità interiore, e più facilmente riconoscerai i tuoi fratelli e le tue sorelle negli estranei intorno a te.
Sì, se ami profondamente, il terreno del tuo cuore sarà sempre più spezzato, ma ti rallegrerai per l’abbondanza dei frutti che porterà.
domenica 10 febbraio 2008
... a cuore a(r)mato!
Quanta gente è pronta a svendersi per avere un qualsiasi potere nelle mani.
Fare esempi è superfluo, perché proprio in questi tempi che stiamo vivendo, assistiamo a quotidiani tristissimi spettacoli messi in piedi da coloro che dovrebbero dignitosamente rappresentarci - e proprio noi li abbiamo delegati a farlo - pur di non perdere il loro “potere”.
Credo che sarebbe davvero liberatorio poterli trasferire in massa in un vero deserto e lasciarli alla mercè del tentatore… e assistere al loro stupido e arrogante “gettarsi dal pinnacolo del tempio”, convinti di essere in grado di manipolare perfino Satana, inchinarsi ai suoi piedi a fingere di adorarlo, ben sapendo che l’unica idolatria che sono in grado di attuare è auto-rivolta... e guardarli avendo la vera percezione della loro "grandezza" da parassiti.Certo, a nessuno piace vivere nell'ombra. Nessuno vorrebbe che il
Ma il punto è il bilancio del nostro “fare di tutto”. A quali compromessi siamo disposti a scendere? Cosa siamo pronti a sacrificare? Quali sassi ci costringiamo a mangiare come se fossero pane, anche se poi pesano sulla nostra stessa vita?
Tutti sentiamo il bisogno di scuoterci di dosso i troppi modi errati con cui interpretiamo il dono della vita. Sentiamo di non avere voce per urlare il nostro scandalo ed il nostro “no” alle tante scelleratezze, alle ingiustizie, alla cattiveria che pure riconosciamo.
Gesù risponde per le rime a ogni tentazione e ci suggerisce le armi per vincere come Lui la guerra (perché di una vera e propria guerra si tratta): Carità, Preghiera, Digiuno…Qualcuno ci crede... altri forse vorrebbero farlo ma si sentono ridicoli e temono di essere degli illusi... altri ancora se ne guardano bene e rivolgono sguardi di vera compassione a chi ci sta provando...
Mi viene in mente la parte finale dell'omelia pronunciata dal Santo Padre per l'inizio del suo ministero:
Non abbiamo forse tutti in qualche modo paura - se lasciamo entrare Cristo totalmente dentro di noi, se ci apriamo totalmente a lui – paura che Egli possa portar via qualcosa della nostra vita? Non abbiamo forse paura di rinunciare a qualcosa di grande, di unico, che rende la vita così bella? Non rischiamo di trovarci poi nell’angustia e privati della libertà?
martedì 5 febbraio 2008
lunedì 4 febbraio 2008
... altri Sbilfs
FOLLETTI DEI BOSCHIGli Sbilfs amano gli alberi tanto che alcuni di loro abitano in noccioli, querce e ontani. Gli agricoltori sanno che bisogna sempre lasciare sull’albero un frutto come dono per lo Sbilfs che vi abiterà. Nei boschi gli Sbilfs riescono a trovare i fiori e le erbe a loro più utili.
Il Gan o Gjan ha una corporatura tozza e massiccia. Ha un carattere pacifico e servizievole ed è un grande amico dei montanari e dei loro animali da soma. Dorme su un letto di muschio, al riparo di un tronco caduto oppure nelle caverne su un letto di foglie secche. Durante la bella stagione si veste con pelli e cortecce, mentre d’inverno si copre con pelli d’animale. Mangia di tutto, ma preferisce il formaggio vecchio.
Il Mazzarot è famoso per la sua risata beffarda. Preferisce i boschi ricchi di ceppi e grovigli, dei quali assume la forma. Quando si mimetizza fa l’occhiolino se
viene scoperto da un amico, mentre diventa di legno se viene scoperto da persone che lo disturbano. Di solito però ama vestirsi di rosso. E’ un folletto molto dispettoso e si diverte a rovesciare il latte o a condurre il bestiame in luoghi impervi, per poi abbandonarlo, solo per il gusto di far disperare i pastori.
Il Massaroul di Tintai vive sopra il villaggio di Tintai (Forni di Sopra); è molto dispettoso e per difendersi dai suoi dispetti è meglio appendere sulla porta una vestina rossa, perchè non ama questo colore, anche se indossa una calzamaglia rossa! Mangia frutti del bosco e il radicchio di monte, è il suo cibo preferito. Ha una compagna di nome Ridusuela, gelosissima, che porta abiti di stoffa a quadrettoni rosso-blu e si riconosce perché indossa una cuffia ornata di campanellini. Nel tardo autunno la coppia cade in un semi letargo sotto un mucchio di foglie secche per poi svegliarsi in primavera.
FOLLETTI DELLA CASA
Il Licj è uno Sbilf che preferisce i luoghi chiusi. E’ trasandato nel vestire, ma ama molto i cappelli piumati con tese ampie. La sua passione è scucire vestiti, tende, scarpe e poi vedere la reazione dell’uomo a cui ha fatto il dispetto. Adora mangiare una polentina tenera con il latte freddo, il “zûf”.
Il Brau o Braulin è uno Sbilf che abita nei villaggi; è molto dispettoso e si diverte ad aggrovigliare tutte le corde o i lacci che trova. Si riconosce perché è piccolo, scuro e molto scattante nei suoi movimenti.
FOLLETTI DELLA STALLA
Il Bagan è lo Sbilf che vive nella stalla, poiché ama molto gli animali domestici. E’ molto buono, ma come tutti gli Sbilfs, è alle volte dispettoso: rovescia il latte o nasconde qualche oggetto al contadino. E’ importante avere un po’ di pazienza ed offrirgli latte, panna ed un “cjarson” il giorno di martedì grasso.
FOLLETTI DEI CAMPI
Il Pavar è un folletto che abita i campi coltivati, ama moltissimo la natura ed aiuta chi dimostra rispetto verso tutte le creature. Non sopporta invece chi rovina la natura e fa capitare a queste persone guai di ogni genere. Cura con molto amore tutte le coltivazioni di fagioli, che sono anche il suo cibo preferito.
Per concludere... non so perchè, ma a me piace moltissimo il Licj...domenica 3 febbraio 2008
Gli (e Le) Sbilfs
La mia splendida Carnia, oltre alle affascinanti storie legate al passaggio dei Celti sul suo territorio e alle astruse storie legate alla permanenza della mia famiglia nei suoi paesi, è ricchissima di leggende.
Una di queste leggende narra che questa terra sia abitata dagli SBILFS, folletti dei boschi, indiscussi protagonisti dell'immaginario locale e dei racconti tramandati oralmente da padre in figlio.
Gli Sbilfs coabitano con gli uomini da sempre: sono nelle nostre vecchie case, nelle stalle e nei fienili. Si nascondono negli anfratti, nelle ceppaie, nelle profondità dei boschi o si mimetizzano perfettamente con il terreno. Sono inafferrabili e intelligenti, nervosi, scattanti, agili o grassottelli, sempre bizzarri e burloni. Benèfici o diabolici, contemplativi o aggressivi, ma sempre giocherelloni….
Essi sono folletti di natura fondamentalmente benevola. Amano moltissimo la natura e non sopportano l’inquinamento. Preferiscono assumere forme molto vicine all’uomo, ma hanno sempre una particolarità che li distingue: per es. i piedi caprini o assenti o girati, orecchie a punta, occhi rossi o verdi.
Di solito sono invisibili, ma possono farsi vedere dai bambini o da qualche persona molto semplice e ingenua. Pare, poi, che a rendere visibile l'invisibile mondo dei piccoli gnomi, siano i poteri conferiti da una corona di primule intrecciate, da indossare al collo. Bisogna però stare attenti a non farsi attrarre dal loro mondo, perché potrebbe essere molto pericoloso! E’ proprio per questo che da secoli si conoscono degli antidoti per evitare che questo possa accadere, come avere oggetti di ferro, sale, indossare vestiti rivoltati, portare un campanellino oppure avere delle piante e dei fiori, come il sorbo, la margherita, l’erica.
Secondo un adagio popolare «Meno mangiavi e più Sbilfs vedevi».
(continua)
venerdì 1 febbraio 2008
... per Francesca
Rivedevo nella mente i sorrisi dei vostri tre cuccioli e i sorrisi dei miei, anche se ora non hanno più l'età dell'affidamento totale nelle mani paterne e materne... e, confrontandoli, mi chiedevo se anche io ho fatto un buon lavoro, come traspare così limpido sui volti dei vostri piccoli.
Del resto, è normale che un genitore sia sempre insicuro del risultato del proprio compito, desideroso di conferme e speranzoso sull'esito... tutti.
Anche quelli che poi hanno il dolore di assistere a voli disastrosi della "freccia" che hanno scagliato, al suo cadere su terreni insidiosi che si cercava di evitare imprimendo forza al tiro, al suo centrare obiettivi lontani e fuori dalla portata del nostro sguardo e, talvolta, anche allo spezzarsi della stessa.
Pensando a Franesca, a quello che nei suoi brevi anni ha fatto intuire, presagire e sognare per il suo futuro, ho pensato che, forse, voi avete sentito quello che è successo come lo spezzarsi di una delle frecce della vostra faretra d'amore.
Io credo invece, e vorrei che anche voi poteste almeno pensarlo, che alcune frecce, quando più volano alto seguendo una traiettoria perfetta ai nostri pocchi umani, siano viste dall'occhio di Dio che si china sorridendo sul nostro mondo e coglie quell'incanto durante il suo volo verso il suo bersaglio, il futuro, portandolo a un altro centro, che noi non possiamo vedere, e questo ci fa soffrire, ma che sappiamo essere la gioia infinita della presenza di nostro Signore e della possibilità di stare accanto a Lui e di vederlo in volto. Così Franci... colta dalla mano amorosa di Dio e portata accanto al Suo cuore.
Quello che io prego voi possiate avere oggi e ogni giorno, è la consolazione di sapere che Francesca non si è dissolta nel nulla, che il suo passaggio non è stato vano, che l'amore che ha dato e ricevuto continua a fiorire attorno e dentro di voi e fa di voi, Lore e Nico, e dei vostri splendidi Ale ed Ely delle persone meravigliose, ricche di sentimenti e generose di affetti.
Voglio salutarvi confessando l'inaspettato affetto che provo per voi e rivolgendo a Dio una preghiera per la vostra piccola Franci...
Dio è buono e nasconde con la sua mano il nostro destino, per non rubarci quei lampi di serenità che la vita ci regala con tanta parsimonia...
STAIT ATÊNZ…
Quindi, se pensate di passare di qua per scrivere "spiritosaggini" a ruota libera, ve ne assumerete anche le eventuali conseguenze. Per parte mia, mi riterrò libera di intervenire se rileverò che si siano superati i limiti dettati dall'educazione e dal rispetto della dignità riconosciuta alle persone... TUTTE!
Sa ti va ben cussì bón… sennò piês par te!!! …tu pós ancje šindilâti: prat denant e selve daûr…
Dicevi??? ^-^
Sira degli Oedv Presiùs
Grazie Cri!!!
Embè...
Piuma nel Vento ringrazia OEdV!

