mercoledì 13 febbraio 2008

Anti ... anta!

Ho letto un articolo... l'ho riletto e ripreso in mano più volte... e ora voglio confessare pubblicamente che sono d'accordo...

Con cosa?
Ma con la dichiarazione che la bellezza interiore non ci interessa poi granchè... quello che ci interessa è la bellezza "fuori"... o almeno (e parlo per me) di non avere tristi sembianza OL (old lady), ma di mostrare un'incantevole aria Y&H (youngher and hipper)...

In America dispensa consigli in questa direzione tale Charla Krupp che, bandita l'ipocrisia, si rivolge a una vera e propria marea umana di donne detrminate a godersi la vita e a prolungare il proprio appeal anche oltre l'età feconda.
Eccone alcuni, tratti dal settimanale del Corriere della Sera.

I capelli, per cominciare.
Quando non hanno più lo sfacciato spelndore dato dagli estrogeni, è vietato rassegnarsi al classico, tristissimo, carrè mogano (ops...). Peggio ancora optare per il corto permanentato con sfumature azzurrognolo così caro alle vecchiette d'antan. Bandito nel modo più assoluto il colore compatto e il capello ordinatissimo modello elmetto.
Mrs. Charla propone di tenerli lunghi, scalati, con una piega naturale e spettinata e un colore multitono che si potrà schiarire man mano che gli anni passano. Consigliatissima la frangia, che copre l'arretramento dell'attaccatura dei capelli e pure qualche eventuale ruga.
Proibitissimo lo chignon che difficilmente si abbina bene con un collo... appassito.

Capitolo 2: le unghie.
"Liberatevi del posticcio", consiglia ancora la nuova guru, che trova le unghie lunghe e laccate terribilmente OL.
L'unghia Y&H è squoval (né squadrata né ovale), non supera la punta delle dita ed è rosa naturale o beige. Le mani, poi, vanno trattate ne più ne meno del viso, ricorrendo, se serve, anche a laser, microiniezione o scrub.

Terzo fattore: le sopracciglia.
Mai illudersi di sembrare giovani lasciandole incolte (Ahi!)... esistono in commercio kit che permettono di ottenere una buona curvatura e un'armoniosa ampiezza senza dover ricorrere a calcoli trigonometrici...

E così abbiamo attirato lo sguardo sull'occhio. La parola d'ordine è: non esagerare!
Basta un filo di eyeliner... mai kajal, e poi gli ombretti...
Rosa, viola, verde, turchese, oro o argento magnificano le imperfezioni. I glitter sono adatti solo alle bambine. Il colore giusto è l'ombretto marrone. Kaki se l'iride è verde, sabbia se è blu, ma sempre marrone. Punto.

E niente blush sulle palpebre e molta attenzione al rossetto...
"Mauve fa vecchie e tristi. Nudo è da zombie. Arancio da clown. Viola da ipotermia. E opaco è giovanile come un collant color carne", parola di Charla!
Rosa. Non c'è altro... per il rossetto, e anche per il blush se proprio volete metterlo... e mai opacizzare, perchè fa irrimediabilmente OL... Cipria mat e fondotinta a stucco, e avete chiuso...

... e io chiudo qui la prima ondata di consigli, giusto per non esserne travolta... Ma ce ne sono ancora... Alla prossima!

lunedì 11 febbraio 2008

don Franco

Dedicata a un uomo, un prete, che era così riservato che ben poche persone osavano dirgli "ti voglio bene"... al quale però ne abbiamo voluto tanto e tanto continuiamo a volerne.

Non esitare ad amare, e ad amare profondamente.
Quando quelli che ami profondamente ti respingono, ti abbandonano, o muoiono, il tuo cuore si spezza.
Ma questo non deve trattenerti dall’amare profondamente.
Il dolore che viene da un profondo amore renderà il tuo amore ancora più fecondo.
E’ come un aratro che spezza le zolle per consentire ai semi di prendere radici e di crescere diventando una forte pianta.

Ogni volta che sperimenti il dolore del rifiuto, dell’assenza, o della morte, ti trovi di fronte ad una scelta.
Puoi diventare preda dell’amarezza e decidere di non amare più, o puoi rimanere in piedi nel tuo dolore e lasciare che il suolo su cui stai diventi più ricco e più capace di dare vita a nuovi semi.
Quando il tuo amore è vero dare e vero ricevere, quelli che tu ami non lasceranno il tuo cuore anche quando se ne andranno via.
Diventeranno parte del tuo io, costruendo così gradualmente una comunità dentro di te.
Più a lungo vivrai, e più saranno le persone che amerai e che diventeranno parte della tua comunità interiore, e più facilmente riconoscerai i tuoi fratelli e le tue sorelle negli estranei intorno a te.
Sì, se ami profondamente, il terreno del tuo cuore sarà sempre più spezzato, ma ti rallegrerai per l’abbondanza dei frutti che porterà.
Henry Nouwen

domenica 10 febbraio 2008

... a cuore a(r)mato!

Anche all’inizio della Quaresima, siamo invitati a rientrare in noi, nel nostro “deserto” intimo, per guardarci sinceramente. A sostenerci, il racconto di come Gesù lo abbia fatto e sia riuscito a superare la peggiore delle insidie: quella delle “tentazioni”.
A cominciare dalla tentazione che domina il mondo: il potere.
Quanta gente è pronta a svendersi per avere un qualsiasi potere nelle mani.
Fare esempi è superfluo, perché proprio in questi tempi che stiamo vivendo, assistiamo a quotidiani tristissimi spettacoli messi in piedi da coloro che dovrebbero dignitosamente rappresentarci - e proprio noi li abbiamo delegati a farlo - pur di non perdere il loro “potere”.

Credo che sarebbe davvero liberatorio poterli trasferire in massa in un vero deserto e lasciarli alla mercè del tentatore… e assistere al loro stupido e arrogante “gettarsi dal pinnacolo del tempio”, convinti di essere in grado di manipolare perfino Satana, inchinarsi ai suoi piedi a fingere di adorarlo, ben sapendo che l’unica idolatria che sono in grado di attuare è auto-rivolta... e guardarli avendo la vera percezione della loro "grandezza" da parassiti.

Certo, a nessuno piace vivere nell'ombra. Nessuno vorrebbe che il suo passare su questa Terra lasci tracce inesistenti. Nessuno, o comunque pochi, vuole farsi da parte. Tutti, perlomeno la maggior parte di noi, vogliono “realizzarsi”… raggiungere il traguardo che si sono prefissati.
Ma il punto è il bilancio del nostro “fare di tutto”. A quali compromessi siamo disposti a scendere? Cosa siamo pronti a sacrificare? Quali sassi ci costringiamo a mangiare come se fossero pane, anche se poi pesano sulla nostra stessa vita?

Tutti sentiamo il bisogno di scuoterci di dosso i troppi modi errati con cui interpretiamo il dono della vita. Sentiamo di non avere voce per urlare il nostro scandalo ed il nostro “no” alle tante scelleratezze, alle ingiustizie, alla cattiveria che pure riconosciamo.

Gesù risponde per le rime a ogni tentazione e ci suggerisce le armi per vincere come Lui la guerra (perché di una vera e propria guerra si tratta): Carità, Preghiera, Digiuno
Qualcuno ci crede... altri forse vorrebbero farlo ma si sentono ridicoli e temono di essere degli illusi... altri ancora se ne guardano bene e rivolgono sguardi di vera compassione a chi ci sta provando...

Mi viene in mente la parte finale dell'omelia pronunciata dal Santo Padre per l'inizio del suo ministero:

Non abbiamo forse tutti in qualche modo paura - se lasciamo entrare Cristo totalmente dentro di noi, se ci apriamo totalmente a lui – paura che Egli possa portar via qualcosa della nostra vita? Non abbiamo forse paura di rinunciare a qualcosa di grande, di unico, che rende la vita così bella? Non rischiamo di trovarci poi nell’angustia e privati della libertà?
...
Non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo...

martedì 5 febbraio 2008

Parole sante...

Che dire?
... Luciana sei una GRANDE!!!

lunedì 4 febbraio 2008

... altri Sbilfs

Possiamo dividere gli Sbilfs della Carnia a seconda del luogo dove vivono:

FOLLETTI DEI BOSCHI

Gli Sbilfs amano gli alberi tanto che alcuni di loro abitano in noccioli, querce e ontani. Gli agricoltori sanno che bisogna sempre lasciare sull’albero un frutto come dono per lo Sbilfs che vi abiterà. Nei boschi gli Sbilfs riescono a trovare i fiori e le erbe a loro più utili.

Il Gan o Gjan ha una corporatura tozza e massiccia. Ha un carattere pacifico e servizievole ed è un grande amico dei montanari e dei loro animali da soma. Dorme su un letto di muschio, al riparo di un tronco caduto oppure nelle caverne su un letto di foglie secche. Durante la bella stagione si veste con pelli e cortecce, mentre d’inverno si copre con pelli d’animale. Mangia di tutto, ma preferisce il formaggio vecchio.

Il Mazzarot è famoso per la sua risata beffarda. Preferisce i boschi ricchi di ceppi e grovigli, dei quali assume la forma. Quando si mimetizza fa l’occhiolino se viene scoperto da un amico, mentre diventa di legno se viene scoperto da persone che lo disturbano. Di solito però ama vestirsi di rosso. E’ un folletto molto dispettoso e si diverte a rovesciare il latte o a condurre il bestiame in luoghi impervi, per poi abbandonarlo, solo per il gusto di far disperare i pastori.

Il Massaroul di Tintai vive sopra il villaggio di Tintai (Forni di Sopra); è molto dispettoso e per difendersi dai suoi dispetti è meglio appendere sulla porta una vestina rossa, perchè non ama questo colore, anche se indossa una calzamaglia rossa! Mangia frutti del bosco e il radicchio di monte, è il suo cibo preferito. Ha una compagna di nome Ridusuela, gelosissima, che porta abiti di stoffa a quadrettoni rosso-blu e si riconosce perché indossa una cuffia ornata di campanellini. Nel tardo autunno la coppia cade in un semi letargo sotto un mucchio di foglie secche per poi svegliarsi in primavera.

FOLLETTI DELLA CASA

Il Licj è uno Sbilf che preferisce i luoghi chiusi. E’ trasandato nel vestire, ma ama molto i cappelli piumati con tese ampie. La sua passione è scucire vestiti, tende, scarpe e poi vedere la reazione dell’uomo a cui ha fatto il dispetto. Adora mangiare una polentina tenera con il latte freddo, il “zûf”.

Il Brau o Braulin è uno Sbilf che abita nei villaggi; è molto dispettoso e si diverte ad aggrovigliare tutte le corde o i lacci che trova. Si riconosce perché è piccolo, scuro e molto scattante nei suoi movimenti.

FOLLETTI DELLA STALLA

Il Bagan è lo Sbilf che vive nella stalla, poiché ama molto gli animali domestici. E’ molto buono, ma come tutti gli Sbilfs, è alle volte dispettoso: rovescia il latte o nasconde qualche oggetto al contadino. E’ importante avere un po’ di pazienza ed offrirgli latte, panna ed un “cjarson” il giorno di martedì grasso.

FOLLETTI DEI CAMPI

Il Pavar è un folletto che abita i campi coltivati, ama moltissimo la natura ed aiuta chi dimostra rispetto verso tutte le creature. Non sopporta invece chi rovina la natura e fa capitare a queste persone guai di ogni genere. Cura con molto amore tutte le coltivazioni di fagioli, che sono anche il suo cibo preferito.

Per concludere... non so perchè, ma a me piace moltissimo il Licj...

domenica 3 febbraio 2008

Gli (e Le) Sbilfs

La mia splendida Carnia, oltre alle affascinanti storie legate al passaggio dei Celti sul suo territorio e alle astruse storie legate alla permanenza della mia famiglia nei suoi paesi, è ricchissima di leggende.

Una di queste leggende narra che questa terra sia abitata dagli SBILFS, folletti dei boschi, indiscussi protagonisti dell'immaginario locale e dei racconti tramandati oralmente da padre in figlio.

Gli Sbilfs coabitano con gli uomini da sempre: sono nelle nostre vecchie case, nelle stalle e nei fienili. Si nascondono negli anfratti, nelle ceppaie, nelle profondità dei boschi o si mimetizzano perfettamente con il terreno. Sono inafferrabili e intelligenti, nervosi, scattanti, agili o grassottelli, sempre bizzarri e burloni. Benèfici o diabolici, contemplativi o aggressivi, ma sempre giocherelloni….

Essi sono folletti di natura fondamentalmente benevola. Amano moltissimo la natura e non sopportano l’inquinamento. Preferiscono assumere forme molto vicine all’uomo, ma hanno sempre una particolarità che li distingue: per es. i piedi caprini o assenti o girati, orecchie a punta, occhi rossi o verdi.

Di solito sono invisibili, ma possono farsi vedere dai bambini o da qualche persona molto semplice e ingenua. Pare, poi, che a rendere visibile l'invisibile mondo dei piccoli gnomi, siano i poteri conferiti da una corona di primule intrecciate, da indossare al collo. Bisogna però stare attenti a non farsi attrarre dal loro mondo, perché potrebbe essere molto pericoloso! E’ proprio per questo che da secoli si conoscono degli antidoti per evitare che questo possa accadere, come avere oggetti di ferro, sale, indossare vestiti rivoltati, portare un campanellino oppure avere delle piante e dei fiori, come il sorbo, la margherita, l’erica.

Secondo un adagio popolare «Meno mangiavi e più Sbilfs vedevi».

(continua)

venerdì 1 febbraio 2008

... per Francesca

Cara Lore, caro Nico,
ieri sera pensavo a voi e a me stessa, alla vostra famiglia e alla mia, e riflettevo sul nostro essere genitori.
Mi immaginavo il nostro ruolo di preparare i figli alla vita, come la funzione di un arco che si protende al limite delle sue possibilità per imprimere alle nuove vite che ci sono state affidate la giusta forza e la corretta traiettoria perchè possano centrare l'obiettivo di una vita felice, significativa, appagante, piena...
Rivedevo nella mente i sorrisi dei vostri tre cuccioli e i sorrisi dei miei, anche se ora non hanno più l'età dell'affidamento totale nelle mani paterne e materne... e, confrontandoli, mi chiedevo se anche io ho fatto un buon lavoro, come traspare così limpido sui volti dei vostri piccoli.
Del resto, è normale che un genitore sia sempre insicuro del risultato del proprio compito, desideroso di conferme e speranzoso sull'esito... tutti.
Anche quelli che poi hanno il dolore di assistere a voli disastrosi della "freccia" che hanno scagliato, al suo cadere su terreni insidiosi che si cercava di evitare imprimendo forza al tiro, al suo centrare obiettivi lontani e fuori dalla portata del nostro sguardo e, talvolta, anche allo spezzarsi della stessa.
Pensando a Franesca, a quello che nei suoi brevi anni ha fatto intuire, presagire e sognare per il suo futuro, ho pensato che, forse, voi avete sentito quello che è successo come lo spezzarsi di una delle frecce della vostra faretra d'amore.
Io credo invece, e vorrei che anche voi poteste almeno pensarlo, che alcune frecce, quando più volano alto seguendo una traiettoria perfetta ai nostri pocchi umani, siano viste dall'occhio di Dio che si china sorridendo sul nostro mondo e coglie quell'incanto durante il suo volo verso il suo bersaglio, il futuro, portandolo a un altro centro, che noi non possiamo vedere, e questo ci fa soffrire, ma che sappiamo essere la gioia infinita della presenza di nostro Signore e della possibilità di stare accanto a Lui e di vederlo in volto. Così Franci... colta dalla mano amorosa di Dio e portata accanto al Suo cuore.
Quello che io prego voi possiate avere oggi e ogni giorno, è la consolazione di sapere che Francesca non si è dissolta nel nulla, che il suo passaggio non è stato vano, che l'amore che ha dato e ricevuto continua a fiorire attorno e dentro di voi e fa di voi, Lore e Nico, e dei vostri splendidi Ale ed Ely delle persone meravigliose, ricche di sentimenti e generose di affetti.
Voglio salutarvi confessando l'inaspettato affetto che provo per voi e rivolgendo a Dio una preghiera per la vostra piccola Franci...




Proprio pochi minuti fa, nel leggere il libro autobiografico di un sacerdote dei nostri paesi, tacciato di ribellione dalle gerarchie ma amatissimo pr la grande umanità dalle genti, ho letto una frase che vi riporto:
Dio è buono e nasconde con la sua mano il nostro destino, per non rubarci quei lampi di serenità che la vita ci regala con tanta parsimonia...

STAIT ATÊNZ…

Questo, come ogni altro blog, è tutelato dalla legge 675 del 1996 (tutela della privacy), dall'estensione della suddetta avutasi con il Decreto Legislativo n° 196 del 30/06/2003 e dalle norme costituzionalmente garantite al nome, alla persona, all'immagine ed all'onore.
Quindi, se pensate di passare di qua per scrivere "spiritosaggini" a ruota libera, ve ne assumerete anche le eventuali conseguenze. Per parte mia, mi riterrò libera di intervenire se rileverò che si siano superati i limiti dettati dall'educazione e dal rispetto della dignità riconosciuta alle persone... TUTTE!
L'anonimato, evidentemente, non garantisce la copertura assoluta, poichè, eventualmente, la Polizia Postale può richiedere l'elenco degli IP che hanno effettuato l'ingresso al blog.
Sa ti va ben cussì bón… sennò piês par te!!! …tu pós ancje šindilâti: prat denant e selve daûr…

Stiamo insieme da...

Dicevi??? ^-^

37 grazie x 22 PREMI!!!

Sira degli Oedv Presiùs

Sira degli Oedv Presiùs
Grazie Cri!!!

Embè...

Embè...
Piuma nel Vento ringrazia OEdV!

Già! ... anche...

Blog360gradi - L’aggregatore di notizie a 360° provenienti dal mondo dei blog!

Ma certo che NO!!!